Habemus intitolazione

13 marzo: da San Pietro ad Arcore, quando la “fumata è bianca”

Ieri, venerdì 13 marzo, mentre la Chiesa ricordava l'anniversario dell'elezione di Papa Francesco, in Comune, ad Arcore, la Commissione, al terzo tentativo, è riuscita a dare l'ok per l'intitolazione di tre aree pubbliche alla memoria di Sergio Ramelli, Fausto e Iaio e alle Vittime dell'odio politico

13 marzo: da San Pietro ad Arcore, quando la “fumata è bianca”

Ad Arcore come in Vaticano 13 anni fa. Eh si, avete capito bene. Proprio ieri, venerdì 13 marzo, mentre la Chiesa ricordava il tredicesimo anniversario dalla fumata bianca per l’elezione di Papa Francesco, anche in Largo Vela, ad Arcore, sede del Municipio, abbiamo assistito, alla “fumata bianca”

E la coincidenza non è di poco conto dato che entrambe le fumate sono arrivate nel tardo pomeriggio, ieri come tredici anni fa. Senza scomodare ulteriormente il divino dobbiamo però necessariamente darvi conto del fatto che, ovviamente, come avrete capito,  in questo caso non c’era in ballo l’elezione di un pontefice ma il via libera all’intitolazione di tre spazi pubblici che verranno dedicati alla memoria di Sergio Ramelli, Fausto e Iaio e alle Vittime dell’odio politico.

Via libera… senza più il numero legale

Dunque la commissione consigliare, convocata ieri sera per la terza volta (la prima, ricordiamo, andò in scena la scorsa settimana e venne annullata poichè il presidente di commissione Bertani, come se fosse un quiz televisivo, aveva telefonato al consigliere di Fratelli d’Italia Giovanni Timpano per farlo votare: cosa vietata dal regolamento. Invece la seconda è andata in scena mercoledì sera ma ma mancava il numero legale), è finalmente riuscita ad approvare la proposta dell’Esecutivo.

Presenti, o meglio seduti al loro posto, solamente tre consiglieri di maggioranza: Michele Bertani, Pierluigi Perego e Marcello Renzella (in sostituzione di Daniela Sperti). Invece Timpano, esponente di Fratelli d’Italia (il partito che avrebbe dovuto avere più a cuore l’intitolazione a Ramelli) era nuovamente assente. La proposta è passata poichè alla seconda convocazione non c’è il numero legale.

Che polemiche

Una fumata bianca che, però, come ovvio che sia, si è portata dietro una scia di polemiche. Ad aprire le danze il Pd arcorese che ha chiesto apertamente al sindaco Bono e al presidente di Commissione Bertani di spiegare alla città come mai un organo fondamentale non sia riuscito nemmeno a riunirsi con regolarità.

“Il 2 marzo la Commissione Urbanistica è stata annullata dopo un episodio istituzionalmente gravissimo: un consigliere (Timpano, ndr) è stato fatto votare al telefono, violando ogni minimo principio di correttezza e rispetto delle regole – hanno sottolineato gli esponenti dem – Ci si sarebbe aspettati, dopo una vicenda del genere, almeno un cambio di passo. Un minimo di assunzione di responsabilità da parte di chi ha il compito di garantire il corretto funzionamento delle istituzioni. Invece niente. Mercoledì sera era stata riconvocata la Commissione Urbanistica. Risultato: ancora una volta è mancato il numero legale. Un’altra seduta saltata. Il problema è ancora più grave perché proprio nelle prossime settimane la Commissione Urbanistica dovrà affrontare uno dei passaggi più delicati per Arcore: l’esame delle osservazioni al PGT adottato, decisioni che incideranno concretamente sul futuro urbanistico della città”.

La replica del sindaco e del consigliere Bertani

Pronta è arrivata la replica del sindaco Maurizio Bono e del presidente della Commissione Michele Bertani.

“Stiamo dando attuazione a quanto il Consiglio ha già deciso in assise, nella sede istituzionalmente competente”, chiariscono, rigettando al mittente l’idea che la Commissione stia operando in modo autonomo o arbitrario. Per la maggioranza, il percorso seguito è tracciato e definito, e il lavoro attuale non è altro che l’esecuzione tecnica e politica di un indirizzo già votato.

Il documento affronta poi un aspetto più tecnico, ma di forte impatto politico: le recenti difficoltà legate al numero legale in Commissione. La maggioranza non ci sta a passare per responsabile di eventuali rallentamenti.

“La presenza dei commissari è responsabilità dei singoli componenti”, sottolineano, definendo “poco seria” la scelta dell’opposizione di imputare ai vertici dell’amministrazione la mancata partecipazione dei consiglieri. Una stoccata netta, che sposta il tema dalla presunta “incapacità di gestione” alla responsabilità individuale di ogni rappresentante eletto.

La continua ricerca dello scontro

In chiusura, il comunicato si trasforma in un appello al decoro istituzionale. Pur riconoscendo la legittimità del confronto politico, il Sindaco e il Presidente della Commissione denunciano una “continua ricerca dello scontro fine a se stesso”. L’obiettivo, concludono, è quello di ristabilire la verità dei fatti, sottraendo la gestione della città alla dimensione del “post social” per riportarla sui binari di un dibattito più costruttivo.