Il generoso gesto

Nel testamento lascia 160mila euro alla parrocchia

Inaugurate le vetrate artistiche del portone della chiesa di San Bernardo: sono il regalo di Mario Perego, morto due anni fa

Nel testamento lascia 160mila euro alla parrocchia

Una vita spesa per la parrocchia e un ultimo gesto di generosità per continuare a sostenerla anche dopo la morte. Mario Perego aveva disposto nel suo testamento che tutti i suoi averi fossero destinati alla chiesa di San Bernardo, a  Cesano Maderno, quella che considerava la “sua” chiesa, con una raccomandazione precisa: utilizzare l’eredità per opere capaci di renderla più bella e accogliente.

Nel testamento lascia 160mila euro alla parrocchia

Il desiderio del cesanese, scomparso l’8 gennaio 2024 all’età di 89 anni, sta lentamente prendendo forma. Nei giorni scorsi sono state infatti inaugurate e benedette dal parroco don Stefano Gaslini, responsabile della Comunità pastorale Pentecoste, le nuove vetrate del portone della chiesa. Per la realizzazione la parrocchia si è affidata, come già per il portone laterale, alla Vetreria Artistica Spazio Aperto di Seregno, la cooperativa che sostiene i progetti di Spazio Aperto e L’Aliante e che promuove opportunità di inclusione lavorativa per persone con disabilità.

Il parrocchiano generoso e disreto

Il risultato, un’immagine astratta espressione di bellezza e luminosità, è l’ultimo regalo di Mario Perego per la comunità di cui “è stato un punto di riferimento per molte persone – raccontano due dei suoi amici più cari, Adriano Roma e Sandro Mariani – Mario era una brava persona, e non lo diciamo per dovere: ha fatto davvero tanto, sempre con discrezione e nel silenzio, per i sacerdoti che si sono succeduti a San Bernardo e per molte altre persone del quartiere”.

Nato a Cassina Savina il 22 dicembre 1934, Mario Perego, per tutti “il Pereghin”, aveva modi gentili ed eleganti che si rispecchiavano nel suo abbigliamento: non usciva mai di casa senza camicia, cravatta, giacca e cappello. Il suo impegno in parrocchia era iniziato giovanissimo, attorno ai 16 anni, quando l’allora parroco gli aveva chiesto di dare una mano in sacrestia. Da quel momento non si era più allontanato dalla chiesa, diventando nel tempo uno stretto collaboratore dei sacerdoti che si sono avvicendati alla guida della comunità. Era un punto di riferimento, capace di occuparsi di tutto: dalla contabilità agli aspetti più amministrativi della vita parrocchiale.

Una vetrata per portare luce in chiesa

Il testamento del generosissimo benefattore, rappresentante di commercio in Piemonte nel settore dell’arredo prima di andare in pensione, è così diventato la naturale conclusione di una vita interamente dedicata alla comunità. “Da anni Mario desiderava che venisse realizzato un nuovo portone che portasse luce in chiesa ma purtroppo, quando si è ammalato, non ha potuto vedere realizzato quel sogno – spiegano ancora Roma e Mariani – Nel testamento aveva però indicato chiaramente che i suoi averi (circa 160mila euro, ndr) dovessero essere utilizzati per le necessità della chiesa. Dopo le vetrate del portone, bellissime e luminosissime, il prossimo intervento sarà il nuovo impianto di illuminazione”.