Una nuova porta aperta sulla città, capace di unire turismo, inclusione sociale e opportunità per i giovani. Nella mattinata di sabato 28 marzo 2026 è stato inaugurato ufficialmente il “Carro Hostel”, il primo ostello di Monza, realizzato negli spazi storici del Carrobiolo grazie a un progetto promosso dall’impresa sociale Il Carro. L’iniziativa rappresenta un importante intervento di rigenerazione urbana: un luogo che recupera spazi esistenti e li restituisce alla comunità con una nuova funzione sociale ed educativa. 
Accoglienza e inclusione sotto lo stesso tetto
L’ostello dispone di 50 posti letto, organizzati in quattro camerate, quattro camere prenotabili anche singolarmente e due mini appartamenti destinati all’housing sociale, pensati per accogliere persone in momentanea difficoltà abitativa. Il progetto si integra con il già attivo Carro Rooms, creando un sistema di accoglienza articolato e sostenibile. L’obiettivo è generare risorse economiche da reinvestire in attività educative, ambientali e sociali, secondo una visione innovativa del terzo settore. Avviato nella seconda metà del 2024, l’intervento ha richiesto un investimento complessivo di circa 600 mila euro, di cui 100 mila finanziati da Fondazione Cariplo. La progettazione e direzione lavori sono state affidate all’architetto Giorgio Ripa, con particolare attenzione al recupero degli ambienti interni e al restauro della facciata liberty.
Le istituzioni: “Un tassello strategico per Monza”
Alla cerimonia di inaugurazione erano presenti numerosi rappresentanti istituzionali. Il sindaco Paolo Pilotto ha sottolineato il valore dell’iniziativa: «Un ostello nel cuore della città è perfettamente congeniale a una Monza che sta crescendo e imparando ad accogliere sempre più visitatori». Un progetto che si inserisce in un più ampio percorso di trasformazione urbana, attento anche alle fragilità sociali.

La voce del Carro: protagonisti i giovani
Soddisfazione espressa da Simona Ravizza, direttrice dell’impresa sociale «Siamo da sempre un luogo che prende dalla città e restituisce alla città. Crediamo nei giovani e vogliamo creare occasioni di crescita e partecipazione». L’ostello rappresenta infatti anche un’opportunità concreta di formazione e inserimento lavorativo.
Un progetto complesso e condiviso
Dal punto di vista tecnico, l’architetto Ripa ha evidenziato la complessità dell’intervento su una struttura esistente, tra iter amministrativi, verifiche strutturali e adeguamento agli standard dell’ospitalità. Il risultato è uno spazio unitario e accogliente, capace di coniugare storia e funzionalità. Il progetto ha coinvolto anche realtà nazionali come Save the Children. Raffaella Milano ha evidenziato il valore educativo dell’iniziativa: uno spazio capace di far incontrare differenze e costruire nuove opportunità per i giovani.
Una festa per la città e uno sguardo al futuro
La mattinata si è conclusa con il taglio del nastro, la benedizione guidata da padre Davide Brasca e la visita agli spazi, animati da uno spirito educativo evidente. Non solo un ostello, dunque, ma un luogo vivo, pronto a diventare punto di riferimento per la città. Con questa apertura, Monza colma una lacuna nel proprio sistema di accoglienza e si dota di una struttura capace di rispondere a un turismo in crescita, senza perdere di vista la dimensione sociale. Un progetto che guarda avanti, fondato su una visione chiara: fare dell’ospitalità uno strumento di inclusione, crescita e sviluppo per tutto il territorio.