Metropolitana

M5 a Monza ancora ferma, pronto l’esposto all’Ue e la denuncia

L’associazione HQMonza agguerrita: «Ritardi inaccettabili». A marzo avrebbe dovuto partire la gara d'appalto e invece è tutto fermo

M5 a Monza ancora ferma, pronto l’esposto all’Ue e la denuncia

Ancora uno slittamento, ancora una promessa mancata. Il prolungamento della linea metropolitana M5 da Milano a Monza resta fermo al palo, bloccato da mesi in attesa del decreto ministeriale che dovrebbe sbloccare la gara d’appalto. Una situazione che, secondo l’associazione HqMonza, non è più tollerabile.

L’associazione HQMonza agguerrita: «Ritardi inaccettabili»

Dal giugno dello scorso anno, denunciano, si è assistito a una sequenza continua di scadenze annunciate e mai rispettate. Eppure il progetto è pronto e ha già completato tutto l’iter tecnico. Manca soltanto l’ultimo passaggio formale che consentirebbe a MM Spa di pubblicare la gara.
Il tempo però è un fattore decisivo. Anche senza ulteriori ritardi, i tempi sono già lunghi: circa un anno per completare la gara, cinque anni per la realizzazione della linea e un altro anno per collaudi e test. Un cronoprogramma che, di fatto, sposta l’entrata in funzione dell’infrastruttura di molti anni, mentre l’opera resta ferma da almeno nove mesi. E nemmeno marzo sarà il mese della svolta. L’associazione intanto richiama i dati sull’inquinamento atmosferico nell’area di Milano e Monza, dove le concentrazioni di polveri sottili e biossido di azoto continuano a superare i limiti. «Secondo studi del Global Health Institute di Barcellona e del Public Health Institute svizzero, nell’area si registrano ogni anno migliaia di morti premature legate alla qualità dell’aria. E il bacino urbano Milano-nord, che comprende Monza, risulta tra i più critici in Europa», rimarcano. Per questo, sostengono, non bastano più interventi temporanei come le limitazioni al traffico. Servono opere strutturali, a partire proprio dal potenziamento del trasporto pubblico.

Pronti ad esposto e denuncia

Di fronte a quella che viene definita una «inerzia ormai inaccettabile», HQMonza annuncia un doppio passo: un esposto alla Commissione Europea per presunta violazione del diritto comunitario e una denuncia alla Procura, richiamando l’articolo 452-bis del Codice penale in materia ambientale.
«Di fronte all’importanza e all’urgenza di questa opera pubblica, gli enti coinvolti continuano a procedere con una lentezza biblica – afferma la portavoce Isabella Tavazzi – Ci sono complicazioni burocratiche? I funzionari pubblici sono lì per risolverle, non per alimentare una melina estenuante».
Nel mirino finiscono tutti i livelli istituzionali. Se da un lato Regione Lombardia ha sollecitato il Ministero a chiudere l’iter e alcuni parlamentari hanno presentato interrogazioni, dall’altro – secondo l’associazione – i Comuni direttamente coinvolti, a partire da Monza, si sarebbero limitati ad attendere senza incidere realmente sullo sblocco della situazione. La richiesta è chiara: una pressione costante e visibile su Governo e ministeri. «Ci aspettiamo iniziative forti, se non clamorose, da parte di Milano, Monza e Cinisello – conclude Tavazzi – per ottenere finalmente il via libera a un’opera che non è più rinviabile».