Non è un mistero che il clima intorno alla Figc sia gelido in queste ore, ma nessuno si aspettava che la protesta diventasse addirittura… un gelato.
Succede allo Sportitalia Village di Verano Brianza. L’ultima trovata di Michele Criscitiello – presidente della Folgore Caratese e direttore di Sportitalia – è di quelle che balzano all’occhio: nella nuovissima gelateria, l’ultimo gioiello dell’impianto sportivo di via Dante Alighieri inaugurata l’altro fine settimana, c’è un nuovo gusto dedicato al presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina.
L’iniziativa: gusto Gravina a 1 euro
Il prezzo è simbolico, il colore decisamente meno. Il cono si presenta come un gelato al cioccolato, ma il richiamo cromatico e la consistenza sono volutamente ambigui. L’obiettivo? Una critica feroce e goliardica alla gestione del calcio italiano, culminata ieri (martedì) allo stadio di Zenica in uno dei punti più bassi della nostra storia sportiva.

Il contesto: Il fallimento dell’Italia contro la Bosnia
La rabbia di Criscitiello non nasce certo oggi. L’ennesima scintilla è stata la tragica serata dell’eliminazione dell’Italia dai Mondiali 2026 per mano della Bosnia. Nella diretta fiume del dopo gara su Sportitalia, il direttore aveva già letteralmente demolito i vertici federali:
“Io oggi mi voglio prendere le denunce, ma denunciatemi: non mi interessa, faccio nomi e cognomi. La Figc è in mano all’avvocato Viglione: è lui che ci deve mettere la faccia, non solo Gravina. Perché parliamo di Brunelli, di Gravina, di quelli che volete: ma dovete metterci la faccia tutti. Ce la deve mettere anche l’avvocato Viglione: perché se vogliamo fare nomi e cognomi, bisogna dire che da domani la Figc non è più rappresentata da questa gente… In Italia si vive di calcio e un governo che vive e lavora per l’Italia deve intervenire: doveva farlo prima e non l’ha fatto. La Meloni deve parlare, è un problema importantissimo: La Russa non può non parlare. Il calcio è morto: oggi la Meloni deve alzare il telefono e se Gravina non si dimette deve alzare il telefono e dirgli ‘tu hai chiuso’… Non serve prendere un commissario, non lo vogliamo: vogliamo un nome che sia presentato per i prossimi due anni come il presidente della rivoluzione, c’è solo Adriano Galliani”… Pagliacciata di Gravina che dopo la sconfitta dell’Italia ha detto che sarà il consiglio Federale a decidere in merito alle sue eventuali dimissioni. Il consiglio è fatto dai presidenti, che lo hanno appoggiato e gli diranno di continuare, è l’ennesimo circo. Non lo puoi fare più Gravina, non lo puoi fare più ma non fa ridere. Io ci rinuncio. Deve intervenire la Meloni. E’ uno schifo totale: 30 tiri a 9 per la Bosnia, una nazionale mediocre, e non parlateci di errori arbitrali, i nostri figli non vedranno ancora il mondiale, è il fallimento di una Federazione che fa finta di non sentire che pensano solo al loro interesse personale: denunciateci pure, mancano le riforme, gli stadi, le regole”.
E così allo Sportitalia Village dalle parole si è passati ai fatti, o meglio, ai… coni gelato.