La metrotranvia costa 120 milioni in più, l’opera potrebbe fermarsi a Nova Milanese. Durante l’assemblea di ieri, martedì, i sindaci della Brianza hanno chiesto chiarezza e garanzie sul completamento della Milano-Seregno
La riunione
Nella mattinata di ieri, martedì, si è svolta, presso la Città Metropolitana di Milano, una riunione alla presenza della Consigliera delegata ai Trasporti, Daniela Caputo, dei dirigenti competenti e dei rappresentanti di tutti i Comuni interessati dal tracciato della metrotranvia Milano–Seregno.
Calcolati 120 milioni di extracosti
Dopo la riunione i sindaci della Brianza, Alberto Rossi (Seregno), Carlo Moscatelli (Desio) e Fabrizio Pagani (Nova Milanese), hanno emesso un comunicato congiunto per spiegare quanto emerso e la loro posizione:
“Nel corso dell’incontro è emerso con chiarezza un dato estremamente preoccupante – hanno spiegato i tre sindaci – a fronte del caro materiali, dell’adeguamento prezzi e delle varianti, si registrano oggi extracosti di 120 milioni di euro. Questo porta ad un aumento dei costi di quasi il 50% sull’intera opera. Tutti i Comuni della tratta si sono resi pienamente disponibili a condividere tutti i passaggi possibili con enti sovraordinati per il reperimento delle risorse (che, è perfino superfluo dirlo, non possono essere a carico dei Comuni stessi alla luce delle cifre di cui si parla)”.
L’ipotesi dello stralcio
L’aspetto più preoccupante per, è che l’opera di riqualificazione, considerati i costi elevati, potrebbe fermarsi ben prima del capolinea di Seregno:
Tra le teoriche ipotesi di studio emerse sul futuro, si è parlato di “lotti funzionali” e di stralci dell’appalto che prevedano per un discorso di contenimento di costi la realizzazione dell’opera fino a Paderno, o eventualmente fino a Nova, escludendo la Brianza o gran parte di essa. E ci è voluto un po’ a comprendere che non si trattava di un pesce d’aprile anticipato – hanno continuato i tre sindaci – Non stiamo parlando di una situazione in cui sono partiti i lavori da Milano, e arrivati a metà, qualcuno dice: “spiace, non ci sono più soldi, non si va avanti se non cambiano certe cose”: un simile scenario, estremamente spiacevole, porterebbe ad altre valutazioni. Qui siamo però in una situazione in cui in Brianza abbiamo decine di cantieri e microcantieri aperti (partiti proprio dai nostri Comuni!), città divise a metà, strade chiuse senza che nessuno ci lavori da mesi o da anni, a seconda dei casi. Per non parlare dell’ecomostro di deposito tram già costruito su un’area verde (quantomeno anni fa si è riusciti ad ottenere il dimezzamento delle altezze) al confine tra Seregno e Desio, che si troverebbe in questo scenario ad essere totalmente inutile, dato che i tram si fermerebbero tre Comuni prima.
La ferma reazione dei sindaci
L’ipotesi dello “stralcio della Brianza” è categoricamente respinta dai sindaci Rossi, Moscatelli e Pagani:
Ora, visto che è totalmente fantascientifico pensare che si dica “scusate, ci siamo sbagliati, in un mese vi ridiamo soldi, asfaltiamo e riportiamo tutto come prima”, deve essere estremamente chiaro che i nostri comuni non solo non prenderanno minimamente in considerazione qualsiasi ipotesi che contempli questo scenario, ma faranno in ogni modo, a ogni tavolo, e con qualsiasi azione possibile, valere le ragioni di Città che si ritrovano nella situazione sopra descritta e che non possono che ribadire che stando così le cose, quest’opera va finita, e la Brianza non può essere “stralciata” solo perché sono emerse delle evidenti criticità finanziarie.
L’appoggio degli altri sindaci della tratta
Abbiamo fatto valere queste considerazioni, e siamo stati lieti di apprendere che tutti i nostri colleghi sindaci del milanese ci hanno appoggiato in queste considerazioni, così come la Consigliera delegata di Città Metropolitana Daniela Caputo – hanno aggiunto i tre sindaci della Brianza – Abbiamo anche registrato positivamente l’apertura al discorso di ristori per i commercianti coinvolti dalla tratta, su cui continuiamo a sottolineare l’esigenza e urgenza.
“Inaccettabile si penalizzi la Brianza”
L’auspicio è che si trovi il modo di portare a termine la metrotranvia come da progetto originario nei tempi previsti:
Comprendiamo le complessità tecniche, burocratiche e operative delle imprese coinvolte, e ribadiamo la nostra disponibilità a collaborare con Città Metropolitana, soggetto attuatore dell’opera, per contribuire alla risoluzione dei problemi, auspicando che gli enti sovraordinati individuino rapidamente una soluzione che consenta di garantire il completamento dell’opera nei tempi previsti, perché non possiamo rimanere ancora per anni con cantieri aperti che limitano i cittadini residenti ed il commercio locale. Nello stesso tempo, visto che le considerazioni legate allo stralcio sono emerse e non possiamo escludere che riemergano, ribadiamo con estrema fermezza che qualsiasi opzione che penalizzi la Brianza e i nostri territori sarà considerata totalmente inaccettabile, e mai potrà essere oggetto di valutazione.