Nuova vittoria in tribunale per Iliad e nuova antenna per la telefonia mobile in arrivo a Lissone. Il pronunciamento del Tribunale amministrativo regionale per la Lombardia è stato pubblicato settimana l’altra; il secondo dopo il primo di egual tenore datato 3 febbraio.
Il ricorso di Ilia
Al centro il ricorso presentato da Iliad Italia Spa mirato all’annullamento degli atti con i quali, nel settembre del 2024, gli uffici comunali avevano respinto la richiesta del colosso delle telecomunicazioni di installare una stazione radio base per la telefonia mobile in via Bernasconi, la direttrice che collega San Giorgio alla casa di riposo «Agostoni».
Il «no», secondo le motivazioni addotte dall’avvocato Valeria Raimondi, legale del Comune, si fondava sostanzialmente su ragioni di carattere urbanistico: l’area oggetto dell’intervento, parte di un Piano particolareggiato per insediamenti produttivi, avrebbe potuto ospitare «unicamente costruzioni di immobili ad uso produttivo»; inoltre, il progetto avrebbe modificato una recinzione con la conseguente necessità di una Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) separata.
Stop ai divieti del Comune
Motivazioni che però non hanno convinto i giudici per i quali la legge 259 del 2003, il cosiddetto Codice delle comunicazioni elettroniche, va applicato senza eccezione alcuna: considerate di pubblica utilità, le infrastrutture di comunicazione elettronica «sono – recita la sentenza – compatibili con qualsiasi destinazione urbanistica prevista dagli strumenti di pianificazione e, dunque, con ogni zona del territorio comunale». Pertanto «è precluso ai Comuni introdurre divieti generalizzati o limitazioni alla localizzazione che, di fatto, ostacolino la capillare diffusione del servizio sul territorio nazionale».
Come detto, lo stesso responso era arrivato dal Tar a febbraio, relativo all’installazione di un impianto di telefonia mobile in via Damiano Chiesa, strada che attraversa l’area mercato.