Sanità

In 40mila senza dottore: ora c’è il nuovo bando. Servirà?

Asst Brianza ha pubblicato l’avviso per reclutare nuovi medici di base e pediatri di libera scelta

In 40mila senza dottore: ora c’è il nuovo bando. Servirà?

Sono 40mila, ad oggi, i brianzoli (monzesi compresi) privi del medico di base (medico di assistenza primaria, si chiama ora, assomando il ruolo di medico di medicina generale, cioè di base, e guardia medica). Una carenza cui cerca di fare fronte il bando, emesso il 1° aprile da Asst Brianza, per reclutare nuovi medici di base e pediatri di libera scelta.

In 40mila senza dottore

I posti vacanti in Brianza, come da bando, sarebbero ben 419, ma si tratta di un dato teorico. In realtà i medici di base mancanti sono solo una trentina (che pure non sono pochi), secondo un meccanismo che mischia dati teorici e dati pratici. Gli assistiti in Brianza sono 707mila. I medici di base in servizio sono 440. Il rapporto ideale è di un medico di base ogni 1200 assistiti, con il che mancherebbero 149 medici. La realtà è che oggi ci sono 1500 pazienti a medico, con il che i medici mancanti risultano essere 31. Ma allora perché l’Asst lancia un bando per 419 medici? Lo spiega Andrea Fascendini, dirigente per le cure primarie dell’Asst Brianza: «Il bando tiene conto di un carico teorico di 1200 pazienti a medico, e vi aggiunge le ore di continuità assistenziale (la ex Guardia medica) che prevedono un medico ogni 5000 residenti. Da qui risulta il dato teorico di 419 medici. In realtà la carenza, a Monza e in Brianza, è di 31 medici».
I Comuni dove la mancanza di medici è più acuta «sono Lissone, Seveso, Limbiate, Varedo. Monza non è tra le realtà con urgenze maggiori».

Il vincolo

Su Monza, il bando vincola la presenza di un medico a San Rocco, uno a Sant’Albino, uno a San Donato e due a San Fruttuoso. Ma i vincoli non sono obbligatori: «Come Asst possiamo “spingere” i medici dove ci sono i vincoli, ma loro non sono obbligati. Abbiamo la leva degli assistiti (nel quartiere dove mancano medici è più facile che un dottore raggiunga presto il massimo degli assistiti, guadagnando quindi di più) ma i medici sono liberi professionisti, quindi possono anche scegliere le destinazioni secondo altri criteri (la vicinanza a casa, per esempio)».

Ma non ci sono certezze

Dunque non c’è la sicurezza che i posti vincolati siano coperti. Di più: non c’è nemmeno la certezza che i 31 posti siano coperti: «Sappiamo quanti posti sono scoperti ora e quanti altri dottori andranno in pensione nei prossimi mesi. Non sappiamo quanti nuovi medici vorranno fare il medico di base». Con una complicazione in più: per avere subito 1500 pazienti, il medico deve aver finito il corso per medico di base (tre anni). Se il medico è al 1° o 2° anno, può avere al massimo mille pazienti. Insomma, è possibile («anzi, molto probabile» dice Fascendini) che, quando avverranno le assegnazioni, il 26 maggio, ci siano ancora pazienti cosiddetti “orfani”, cioè privi del medico di base. «Per almeno un paio di anni avremo ancora sofferenza nel coprire i buchi, perché ci sono molti medici prossimi alla pensione. Negli anni successivi dovremmo avere maggiore equilibrio».

Le Case di Comunità

Quanto ai pediatri, nel territorio dell’Asst ne mancherebbero solo due: uno a Villasanta e uno nell’ambito Vimercate-Burago Molgora. L’Asst mette in campo diverse misure per assistere i pazienti senza medico di base: le Case di comunità, gli ambulatori medici temporanei, il servizio 116-117 di continuità assistenziale: «La medicina del territorio – riflette Fascendini – si esplica al di là del medico di base, anche se con questi, ovviamente, si crea un maggior rapporto di fiducia. Le 17 Case di comunità in Brianza assicurano assistenza dalle 8 alle 24 sette giorni alla settimana, e quelle cosiddette hub (Monza Cederna, Vimercate, Limbiate, Lissone, Lentate) vedono la presenza dei medici 24 ore al giorno, sette giorni su sette. I medici delle Case di comunità non sono meno “confidenti” di quelli di base. Il servizio 116-117, con centrale unica diurna dalle 8 alle 24, sta avendo un grosso riscontro. Nel 2025 la metà dei casi è stata risolta per semplice via telefonica, evitando di ingolfare gli altri servizi. Purtroppo non tutti ancora sanno della sua esistenza».