A lezione con una ricercatrice di fama internazionale per parlare di scelte di vita e del valore delle competenze tecnico-scientifiche per il futuro.
L’incontro promosso dalla Provincia di Monza e Brianza
Questo il tema dell’evento di apertura, tenutosi ieri, giovedì 9 aprile, al centro scolastico superiore Omnicomprensivo di Vimercate, del progetto “sTEm, una strada anche per te”, promosso dalla Provincia di Monza e della Brianza nell’ambito del programma “Costruiamo l’8 marzo”.
La lezione della ricercatrice
Protagonista dell’incontro la senatrice a vita Elena Cattaneo, farmacologa e ricercatrice di fama internazionale, che ha incontrato circa 350 studentesse e studenti delle scuole superiori in un dialogo aperto sulla scienza, sulle scelte di vita e sul valore delle competenze tecnico-scientifiche per il futuro.
L’incontro, moderato dalla professoressa Valeria Misani, referente dell’indirizzo biomedico del Liceo Banfi, si è aperto con i saluti istituzionali del presidente della Provincia MB, Luca Santambrogio, della Dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale Elena Centemero, e della dirigente del Liceo Banfi Daniela Canavero a nome di tutti i dirigenti dell’Omnicomprensivo.
Il presidente della Provincia: “Occasione preziosa di crescita”
“Portare il tema delle pari opportunità nelle scuole significa offrire ai ragazzi esempi concreti, capaci di parlare al loro presente e al loro futuro – ha dichiarato il Presidente Luca Santambrogio – L’incontro con Elena Cattaneo è stato un’occasione preziosa di confronto, di contaminazione e di crescita non solo per gli studenti, ma per tutta la comunità educante. La Provincia continuerà a promuovere percorsi che aiutino ogni ragazza e ogni ragazzo a sentirsi libero di scegliere il proprio futuro, senza stereotipi”.
Il racconto di Elena Cattaneo
Nel corso dell’incontro, la senatrice Cattaneo ha condiviso con le studentesse e gli studenti il proprio percorso di vita e di studio, intrecciando esperienza personale, ricerca scientifica e riflessioni sul valore della conoscenza. Figlia di un operaio della Fiat, grande sportiva e prima della sua famiglia a laurearsi, Cattaneo ha raccontato come la passione, il metodo e la capacità di affrontare l’incertezza siano stati elementi decisivi nella costruzione della propria carriera scientifica.
Ampio spazio è stato dedicato al valore della scienza come esercizio del dubbio e della responsabilità, lontano da certezze assolute e posizioni ideologiche:
“La scienza insegna anche a cambiare idea”
“La parte più bella della scienza è la domanda: trovarsi al limite della conoscenza, interrogarsi su come funziona il mondo. Guardare il vuoto può fare paura, ma è necessario se si vuole scoprire qualcosa di nuovo – ha spiegato Cattaneo – Ed è da pelle d’oca arrivare a un risultato che nessuno aveva mai visto prima. Con la scienza si impara anche a cambiare idea: non importa il ruolo che si ricopre, se i dati dicono che si è sbagliato, bisogna fare un passo indietro, interrogarsi e scegliere la domanda giusta”.
Nel dialogo con i ragazzi, la senatrice ha poi richiamato alcune grandi figure femminili della scienza – da Katalin Karikó a Maria Felicia De Laurentis – come esempi di determinazione, perseveranza, libertà di pensiero e coraggio nell’affrontare l’errore e la paura dell’ignoto.
L’esempio di Rita Levi Montalcini
Particolarmente intenso il passaggio dedicato a Rita Levi Montalcini, conosciuta personalmente dalla professoressa Cattaneo, e alla sua scelta di continuare a fare ricerca anche negli anni più bui della guerra:
“Quando la invitai a una conferenza alla Statale di Milano, a 99 anni spiegava le sue ricerche con una passione travolgente, in piedi, con il pugno alzato. Le offrii una sedia, ma lei mi rispose: No, io resto in piedi. Da lì mi sono chiesta cosa volesse dire ‘restare in piedi’ per una donna ebrea che studiò medicina durante il fascismo, fuggì dai nazisti, tornò in Italia di nascosto e, mentre a Torino cadevano le bombe, allestì un laboratorio clandestino nella sua camera da letto per studiare gli embrioni di pollo. In quelle condizioni stava coltivando, senza saperlo, il seme del suo futuro Premio Nobel”.
Un esempio che, secondo la senatrice Cattaneo, ridimensiona le difficoltà del presente:
“Noi non abbiamo alcun titolo per lamentarci delle difficoltà. Dovremmo imparare a scrollarcele di dosso, come diceva lei, ‘come acqua sulle ali di un’anatra’, e continuare a credere nei nostri sogni e nella nostra passione”.
“L’errore non è un fallimento”
Un messaggio forte è arrivato anche sul tema delle scelte, dell’errore e del confronto con i grandi del passato:
“Non pensate che le strade siano lineari o che si possano raggiungere ‘di colpo’- ha aggiunto ancora Elena Cattaneo – Anche i più grandi hanno fallito molte volte. Permettetevi di scegliere, di sbagliare, di cambiare idea: l’importante è non perdere la passione lungo il cammino”.
Infine, un invito diretto ai giovani a vivere lo studio come un atto generoso e responsabile:
“Spero che ciò che studierete possa elettrizzarvi come è successo a me. Arriverà il momento in cui quel sapere potrà essere messo al servizio del Paese. Vivete la vostra vita e la vostra capacità di studio con generosità”.
Il primo di una serie di eventi
L’evento segna l’avvio di un percorso che proseguirà nei prossimi mesi con quattro seminari dedicati a docenti, orientatori e operatori del mercato del lavoro, con l’obiettivo di fornire strumenti concreti per ridurre il divario di genere nelle scelte formative e professionali in ambito Stem.
“Il confronto tra generazioni è fondamentale per capire quanta strada sia stata fatta e quanta ne resti ancora da percorrere – ha commentato la Consigliera delegata alle Pari Opportunità Marina Romanò – Promuovere l’accesso equo all’istruzione tecnico-scientifica è una responsabilità collettiva”.
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