Un vero e proprio viaggio nella storia del Regno d’Italia, dall’eta napoleonica al referendum del 1946, attraverso cimeli, testimonianza, sculture, uniformi, documenti. E’ quanto propone la mostra “Storia del Regno d’Italia: da Napoleone a Umberto II”, al Belvedere della Villa Reale dal 17 aprile al 20 settembre. Un’occasione per ripercorrere la storia nazionale, per di più in un ambiente, quello della reggia monzese, che è stato tra i luoghi in cui la storia nazionale s’è andata formando.
Il progetto propone un racconto storico iconografico costruito attraverso oggetti autentici: dipinti, busti, sculture, uniformi originali, decorazioni, documenti autografi e oggetti appartenuti ai protagonisti dell’epoca. Promossa e prodotta da Visionplus, la mostra è curata da Vincenzo Panza, tra i più autorevoli collezionisti legati alla storia di Casa Savoia e del Risorgimento italiano, con la direzione esecutiva di Samantha Ceccardi, in collaborazione con la Collezione Sabauda di Fabrizio Bava e dello stesso Panza.
Non poteva mancare una particolare attenzione alla regina Margherita di Savoia, moglie di Umberto I, in occasione del centenario della morte: la Villa Reale fu ricevuta come dono di nozze nel 1868 e divenne luogo di rappresentanza e vita culturale fino alla tragedia del luglio 1900.
«Gli oggetti qui esposti hanno fatto la storia. Questa mostra nasce dal desiderio di restituire alla storia il suo volto più autentico e umano dove ogni oggetto esposto non è solo testimonianza, ma è stato protagonista degli eventi che hanno costruito l’identità del nostro Paese» afferma Panza. «La Villa Reale, un passo dopo l’altro, sta riacquisendo numerosi tasselli dal suo passato -sottolinea il sindaco Paolo Pilotto– contribuendo a ricostruire i dettagli di una storia collettiva, che poi è la storia d’Italia».
E sulla reggia si sofferma anche il direttore del Consorzio, Bartolomeo Corsini: «Questa esposizione testimonia la centralità del complesso monumentale nelle vicende italiane ed europee dalla fine del Settecento ai primi del Novecento».