Polemiche

“Israele Stato terrorista, va annientato”: bufera sul post del segretario del circolo Pd

La reazione del partito Liberaldemocratico: "Parole inaccettabili"

“Israele Stato terrorista, va annientato”: bufera sul post del segretario del circolo Pd

Tutto è nato da un commento, espresso all’interno di un dibattito divampato su X, in merito alla guerra: “L’Iran non è nemico dell’Occidente, ha sempre avuto ottimi rapporti con l’Italia ed è piuttosto nemico di Israele (giustamente, Israele è uno stato illegittimo e terrorista, va annientato”.

“Israele stato terrorista, va annientato”

A metterlo nero su bianco, a inizio aprile, è stato Michele Gamba, Segretario del Circolo 2 del Partito Democratico di Monza. Un post (che non è non l’unico a firma dello stesso esponente dem dal medesimo tenore) che ha sollevato un vero e proprio polverone. Il coordinamento territoriale del Partito Liberal Democratico di Monza e Brianza ha espresso “profonda preoccupazione e ferma condanna in merito alle recenti dichiarazioni pubbliche diffuse a mezzo social (piattaforma X) da Michele Gamba, Segretario del Circolo 2 del Partito Democratico di Monza”, hanno fatto sapere i rappresentanti della compagine guidata dal Segretario Leonardo Canesi.

Bufera sul post del segretario del circolo Pd

“Senza voler entrare nel merito delle complessità geopolitiche del conflitto in corso – prosegue la nota del Partito Liberal Democratico – riteniamo che esista un limite invalicabile tra la legittima critica politica e l’incitamento all’odio o la negazione del diritto all’esistenza di uno Stato sovrano. Crediamo fermamente che chi ricopre ruoli di rappresentanza politica, a qualsiasi livello, debba mantenere un profilo improntato alla moderazione e al rispetto delle istituzioni internazionali. Definire uno Stato ‘illegittimo’ e invocarne l’annientamento non è critica politica: è un linguaggio violento che non può trovare cittadinanza nel dibattito democratico della nostra città.”

“Cosa dice il Pd?”

Alla luce di queste affermazioni, il Segretario provinciale del Pld Leonardo Canesi, si è voluto rivolgere ai vertici del Partito Democratico: “Chiediamo al Segretario cittadino di Monza Valerio Imperatori  e alla Segretaria Nazionale Elly Schlein se le posizioni espresse da Michele Gamba riflettano la linea ufficiale del partito. In caso contrario, come auspichiamo, sollecitiamo una presa di distanza netta e ufficiale che condanni l’uso di termini così violenti e inappropriati. Il rispetto delle popolazioni coinvolte nei conflitti e la ricerca della pace passano inevitabilmente attraverso un linguaggio responsabile. Restiamo in attesa di un segnale di chiarezza da parte del Partito Democratico, a tutela della dignità del confronto politico monzese”.

“Siamo oltre la legittima critica politica”

A intervenire sulla vicenda è stato anche il consigliere di opposizione Marco Monguzzi (FdI): “Siamo ben oltre il perimetro della legittima critica politica – ha spiegato – Definire uno Stato “terrorista” e auspicarne l’annientamento significa utilizzare un linguaggio inaccettabile, incompatibile con i principi democratici e con il rispetto dovuto alle istituzioni. Di fronte a parole di tale gravità, non è più tollerabile alcuna ambiguità. È necessario che il Partito Democratico assuma una posizione chiara. Ma soprattutto è doveroso un chiarimento immediato a livello cittadino: il Segretario del Pd di Monza, Valerio Imperatori, chiarisca senza esitazioni se tali affermazioni rappresentino o meno la linea del partito sul territorio”.

“Grave il silenzio della maggioranza”

Conclude Monguzzi: “Ancora più grave è il silenzio della maggioranza che governa Monza e del sindaco Paolo Pilotto: un silenzio che, su questioni così delicate, rischia per l’ ennesima volta, di trasformarsi in una forma di legittimazione politica. Confido che nella seduta del Consiglio Comunale di lunedì 13 aprile, il Sindaco voglia finalmente chiarire la posizione della maggioranza rispetto a dichiarazioni così gravi, espresse da un esponente locale del Pd. Alla luce di precedenti analoghi, permane tuttavia il timore che i cittadini monzesi possano rimanere ancora una volta senza risposte. Chi ricopre incarichi pubblici ha il dovere di utilizzare un linguaggio responsabile e di rispettare i principi fondamentali del diritto internazionale. Non possono esistere zone grigie quando si sfiora l’incitamento all’odio”.