Intervento chirurgico numero 45 per “il guerriero” Matteo Mondini, ex fabbro vittima di un grave infortunio nel 2010 a Monza: è stato folgorato nel negozio in cui stava lavorando.
Intervento chirurgico numero 45 per Matteo Mondini “il guerriero”
“Lunedì 30 marzo, all’ospedale Niguarda di Milano, ho affrontato un intervento complesso e delicato: l’estrazione del vecchio pacemaker con un elettrocatetere fratturato – spiega il cesanese classe 1982 che nell’ottobre del 2017 ha subito l’amputazione del braccio destro e nel 2015 l’impianto di un pacemaker – Con grande sollievo posso dire che è andato tutto a buon fine”.
Adesso è a casa, a Molinello, concentrato sul riposo in vista del prossimo importante intervento al moncone “per eliminare i dolori lancinanti che mi porto dietro dall’amputazione del braccio e per tentare la strada della protesi”. In attesa di recuperare le forze, Matteo Mondini si prende una pausa dal suo Safetytour che l’ha portato in giro per l’Italia e l’Europa, tappa dopo tappa, in scuole e aziende.
“Non vedo l’ora di tornare in prima linea”
“Non vedo l’ora di tornare in prima linea con la mia missione: sensibilizzare sul tema della sicurezza sul lavoro”, spiega Matteo Mondini, sempre più determinato a trasformare la rabbia per l’infortunio sul lavoro in impegno per evitare che altri debbano affrontare il suo calvario. E assicura: “Non mollerò mai: morire sul luogo di lavoro è inaccettabile”. L’intervento chirurgico di fine marzo si è reso necessario dopo che, durante un semplice controllo di routine all’ospedale Pio XI di Desio, i medici hanno scoperto “la rottura di un elettrocatetere, un problema serio ma per mia fortuna individuato in tempo grazie alla prontezza e alla competenza di dottoresse straordinarie – spiega – Da lì, un nuovo passo: un dispositivo di ultima generazione, senza fili, impiantato direttamente dentro il mio cuore”.
Quindi il secondo step, con l’estrazione del vecchio pacemaker. Un intervento molto delicato. “Un grazie sincero al team medico, agli infermieri e agli operatori socio sanitari della Cardiologia 3 di Niguarda, al personale di sala operatoria e all’anestesista del servizio di Anestesia e Rianimazione Cardiotoracovascolare. Un grazie speciale a tutte le persone che mi hanno sostenuto: con una preghiera, un pensiero o un messaggio sui social”.