Se non è fumata bianca, davvero poco ci manca. Accordo a un passo per la cessione dello stabilimento di Villasanta della Edim, appartenente al gruppo Bosch, da oltre un anno al centro di una crisi che continua a mordere.
Edim, fumata (quasi) bianca per la cessione
“Le firme ancora non sono arrivate, ma l’azienda ci ha comunicato di aver praticamente raggiunto l’intesa con un acquirente”, spiega Biagio Bonomo della Fiom Cgil che sta seguendo in prima persona le trattative. Il sindacalista predica calma, ma lascia trapelare un certo ottimismo visto il più che probabile accordo ormai prossimo a concretizzarsi. La notizia è arrivato venerdì sera, al termine di un vertice tra l’azienda e le sigle sindacali che da tempo monitorano una situazione che vede al centro non solo il futuro della storica azienda di Villasanta (un tempo conosciuta come “Albertini”), ma anche e soprattutto il destino di una quarantina di tute blu, ovvero quelle rimaste alle dipendenze della Edim-Bosch dopo l’esodo degli ultimi diciotto mesi.
Una crisi senza freni
Nel novembre del 2024, quando la multinazionale tedesca comunicò improvvisamente l’apertura della crisi e l’intenzione di vendere l’unità produttiva, vennero annunciati almeno 120 esuberi. Numeri poi ridimensionati con il tempo grazie al lavoro dei sindacati e agli scivoli messi a disposizione per favorire uscite volontarie in seguito alle proteste scoppiate dentro e fuori i cancelli dello stabilimento martoriato dalla crisi.
Da lì era dunque cominciata una delicata partita per la cessione del polo villasantese. Non a un fondo speculativo, era stata la richiesta dei sindacati, ma a un’altra impresa intenzionata a rilanciare la produzione metalmeccanica. E così è stato.
Cessione ormai a un passo
Nelle ultime settimane si erano rincorse voci sul possibile interessamento da parte di alcuni investitori del settore: indiscrezioni che poi si sono rafforzate negli ultimi giorni, con i rappresentanti dei lavoratori che sono stati convocati dai vertici della società:
“L’azienda, va riconosciuto, è stata molto trasparente in questa fase e ci ha tenuto in costante aggiornamento – spiega Bonomo – Venerdì ci è stato comunicato che è stato trovato l’accordo con un compratore, che si è fatto avanti con un’offerta per rilevare lo stabilimento. L’accordo c’è, mancano però gli atti formali, motivo per cui ritengo giusto mantenere riserbo e prudenza, anche se il tutto dovrebbe chiudersi positivamente entro poche settimane. Per le maestranze si tratta sicuramente di una buona notizia, anche perché gli acquirenti sono già attivi nel settore della metalmeccanica”
Importanti garanzie per il futuro
In attesa delle firme, dicevamo, c’è il massimo riserbo sull’identità dei compratori (tanto più sulle cifre in gioco), che però, presentando la propria offerta, avrebbero già manifestato l’intenzione di offrire determinate e fondamentali garanzie occupazionali ai dipendenti, come il blocco dei licenziamenti almeno per i prossimi due anni:
“Siamo molto fiduciosi – aggiunge Bonomo – La principale criticità, tuttavia, è rappresentata dal fatto che, prima di tornare a vedere una vera ripartenza della produzione, sarà fisiologicamente necessario attendere diversi mesi. A questo proposito sarà di vitale importanza salvaguardare gli stipendi dei dipendenti, anche perché parliamo di uomini e donne che si trovano da mesi in cassa integrazione che in alcuni casi ha raggiunto le zero ore. Continueremo a monitorare la situazione, ma come detto, sembra che finalmente ora si intraveda una luce in fondo al tunnel”