Dopo i post su X.

Bufera sul caso Gamba: il Pd rinuncia al confronto. Opposizioni all’attacco

Il Pd prende tempo e vota contro la discussione immediata. Angelo Imperatori: «Inopportuno ora, se ne parlerà». Marco Monguzzi: «Il silenzio non è neutralità»

Bufera sul caso Gamba: il Pd rinuncia al confronto. Opposizioni all’attacco

Non entra nemmeno in aula, almeno per ora. Il caso politico esploso a Monza attorno alle dichiarazioni di Michele Gamba su Iran e Israele su X si ferma prima ancora di diventare dibattito consiliare, bloccato dal voto della maggioranza che ha scelto di non affrontare subito il tema.

Una decisione che accende immediatamente lo scontro, con le opposizioni che parlano di «fuga dal confronto» e di un silenzio del Pd che pesa.

Il silenzio del Pd in Consiglio

Il cuore politico della vicenda sta tutto nella mozione presentata in aula ieri sera lunedì 13 aprile 2026, che chiedeva una presa di posizione chiara da parte della Giunta Pilotto. Un testo articolato, dai toni molto netti, che parte da un presupposto preciso: «Non esiste neutralità nel silenzio».

Nel documento firmato dalle forze di opposizione (Fratelli d’Italia, Noi con Allevi, Forza Italia, Lega, Civicamente) si parla di «dichiarazioni gravissime» e di un «salto di qualità inaccettabile nel dibattito politico», con il rischio di «scivolare nella legittimazione dell’odio e della violenza». Non solo. La mozione entra anche nel merito del contesto internazionale, definendo l’Iran «un regime teocratico che nega diritti fondamentali, limita la libertà personale, reprime il dissenso e discrimina sistematicamente le donne».

Un passaggio centrale riguarda proprio il tema dei diritti: «Parlare di un Paese “non problematico” significa negare una realtà evidente e documentata», si legge, con un riferimento esplicito alla condizione delle donne iraniane, «private di diritti essenziali e spesso vittime di repressione quando rivendicano libertà e dignità».

Da qui l’accusa politica: «Non è tollerabile che un rappresentante locale minimizzi o relativizzi la natura di un regime opposto ai valori di libertà e rispetto della persona». E ancora: «È grave e politicamente inaccettabile l’assenza, ad oggi, di una presa di distanza chiara da parte della Giunta e della maggioranza».

Insomma Marco Monguzzi di Fratelli d’Italia si è fatto portavoce di una richiesta chiara: una presa di distanza netta da parte del Pd e degli assessori da quelle parole.

I post e la distanza del Pd

A innescare il caso sono stati alcuni post pubblicati su X da Michele Gamba, giovane democratico, segretario del circolo 2 del Pd di Monza. Il messaggio finito al centro delle polemiche è «solo» uno dei tanti dello stesso tenore: «Israele Stato illegittimo che va annientato», che Gamba ha scritto nell’ambito di una discussione sul conflitto internazionale.

Ma tra i suoi interventi si trovano anche altre frasi altrettanto forti, come «Forza Iran, facci sognare» oppure «i soldati israeliani tornano a casa orizzontali». Commenti accompagnati da immagini violente, tra cui l’esplosione di una bomba atomica o un cappio «per i surfisti israeliani», come precisato dallo stesso Gamba.

Di fronte alla bufera, interpellato da Primamonza.it, il Partito democratico ha preso posizione tramite  il segretario cittadino Valerio Imperatori: «Come Partito Democratico prendiamo nettamente le distanze da quanto affermato da Michele Gamba. Si tratta di affermazioni sbagliate, soprattutto perché confondono un Governo con l’intero Paese».

«Un conto è criticare la politica di guerra di Netanyahu, un altro è prendersela con un intero Paese – aggiunge – La cosa più sbagliata è alimentare l’odio e l’antisemitismo».

E il passaggio politico più pesante: «Sono convinto che debba fare un passo indietro rispetto al suo incarico politico». Gamba, riferisce, «si è scusato e ha riconosciuto l’errore».

La mozione dell’opposizione

In Aula, però, il Pd ieri sera ha preferito evitare di tornare sull’argomento, facendo sollevare sugli scudi l’opposizione.  Dal Partito democratico,  la linea è stata quella del rinvio. A chiarirla è stato direttamente il capogruppo dem Angelo Imperatori: «È inopportuno discuterne ora. Se si vorrà, se ne parlerà lunedì prossimo». Una posizione che di fatto prende tempo e rimanda il confronto (ieri la seduta di Consiglio era dedicata alla trattazione delle mozioni di iniziativa consigliare).

Il voto della maggioranza è stato quindi contrario all’inserimento immediato della discussione. Una scelta che per le opposizioni è tutt’altro che neutra.

Tra i più netti Marco Monguzzi:

«A Monza, la maggioranza di sinistra ha scelto la via del mutismo. Di fronte a dichiarazioni agghiaccianti di un importante esponente del PD locale (l’Iran definito un Paese “non problematico” e l’auspicio dell’annientamento di Israele) la maggioranza in Consiglio Comunale ha votato per non discutere. Ma dobbiamo essere chiari: la fuga dal confronto non è neutralità. Scegliere di tacere è una scelta politica. Non è un atto tecnico, è un messaggio preciso inviato alla cittadinanza. Ogni scelta comporta responsabilità. Voltarsi dall’altra parte mentre si ignorano i diritti calpestati delle donne in Iran e si legittima l’odio contro Israele significa accettare quelle posizioni come “tollerabili”. Il dovere della trasparenza: Chi rappresenta i cittadini non può usare il regolamento come uno scudo per evitare temi scomodi. Infine una domanda alla maggioranza: se definire “non problematico” un regime che opprime milioni di persone non merita una discussione, quali sono i valori che questa Amministrazione intende difendere? Il silenzio non è un rifugio sicuro, è un’ammissione di colpa».