Si è rinnovata anche quest’anno la cerimonia di consegna del Premio Gabriele Di Guida: le borse di studio intitolate al 25enne di Cavenago di Brianza scomparso nel 2019 in un tragico incidente sul lavoro a Sulbiate.
Consegnati a Roma i premi alla memoria di Gabriele di Guida
Venerdì 10 aprile, nell’anniversario della scomparsa del giovane cavenaghese, si è tenuta questa toccante cerimonia. Arrivata quest’anno alla sua terza edizione, l’appuntamento si è tenuto all’interno di Palazzo Valentini a Roma come conclusione del progetto “A scuola di sicurezza”, promosso da Enbic con il patrocinio di Roma Capitale e Regione Lazio.

“Questo momento finale è arrivato alla fine di questo percorso sulla sicurezza promosso da Enbic – spiega la mamma di Gabriele, Ester Intini che ormai da anni è impegnata nella sensibilizzazione sul tema della sicurezza sul lavoro con l’associazione “Gabry nel cuore” – Tra fine gennaio e inizio febbraio sono stata a Roma dove ho incontrato un totale di 1.400 ragazzi di 6 diversi istituti superiori. Ho raccontato loro la storia di Gabriele con l’obiettivo di farli riflettere sul tema della sicurezza, che non è un discorso declinato solo ed esclusivamente sul posto di lavoro. Ma in tutti gli ambiti della vita. Il lavoro fatto quest’anno è stato molto particolare, perchè ho fatto vedere ai ragazzi un video dell’ultimo compleanno di Gabry. In sottofondo c’erano proprio un audio di Gabry che si sfogava perchè le cose non stavano andando bene e aveva paura. Infine ho messo un pezzo realizzato dai suoi amici per il funerale. Di fatto quest’anno la testimonianza l’ha fatta direttamente lui ed è stata molto impattante”.
Il commento finale
Al termine della testimonianza e delle lezioni dove gli studenti hanno lavorato sul tema della sicurezza sul lavoro, gli alunni hanno poi realizzato degli elaborati: temi, presentazioni e video. I migliori cinque sono stati poi premiati proprio durante la cerimonia della passata settimana.
“I ragazzi hanno realizzato degli elaborati veramente bellissimi – ha proseguito Intini – La cosa che mi ha fatto molto piacere è che da tutti questi lavori traspare come i ragazzi abbiano ascoltato la mia testimonianza e che questo racconto li ha toccati nel profondo. Per questo ci tengo veramente tanto a ringraziarli e ringraziare tutte le persone che hanno lavorato nel progetto e a questo premio. Si tratta ovviamente di un percorso molto impegnativo, ma non ci tiriamo mai indietro. L’obiettivo è infatti quello di proseguire anche nei prossimi anni e continuare così a tenere viva la memoria di Gabriele”.