Atto gravissimo per il Partito democratico, una polemica fuori luogo per il sindaco Laura Borella. Al centro, lo striscione che chiede verità per Giulio Regeni, il ricercatore ucciso dieci anni fa in Egitto: appeso nel marzo del 2016 sulla facciata della biblioteca civica di Lissone – come in centinaia di altri edifici pubblici lungo tutto lo Stivale – dall’allora Giunta Monguzzi, sostituito lunedì scorso dal manifesto che pubblicizza «Intrecci di Design», la rassegna organizzata dall’Amministrazione comunale per il Salone del Mobile.
«Non è tollerabile, nè giustificabile»
«Lo stendardo per Regeni ha un significato forte e profondo, non può essere rimosso come se fosse una semplice pubblicità», ha denunciato il segretario dem Mattia Gelosa che, insieme al capogruppo Elio Talarico, ha presentato un ordine del giorno urgente per chiederne l’immediato ripristino, in discussione nella seduta del Consiglio comunale convocata mercoledì 22 e giovedì 23 aprile.
«Non è tollerabile, nè giustificabile la superficialità con cui la destra lissonese tratta temi che hanno scosso le coscienze di milioni di italiani – ha picchiato duro Talarico – E’ vergognoso! La giunta lissonese è composta da amministratori smemorati, come ho già detto più volte in Consiglio comunale, ma non vogliamo che Lissone venga ricordata come la città dell’indifferenza».
«Una polemica fuori luogo»
Non si è scomposto il primo cittadino.
«Francamente mi sembra una polemica fuori luogo – ha tagliato corto Borella – Non c’è nessuna rimozione simbolica, ma solo una gestione ordinaria degli spazi in funzione delle attività in corso».
Il cartello dedicato a Giulio Regeni, ricorda Borella, «è rimasto esposto per anni, senza che nessuno lo rimuovesse o lo mettesse in discussione. In questi giorni è stato semplicemente sostituito, nello stesso punto sulla facciata della biblioteca, con un pannello informativo legato a un’iniziativa culturale già programmata». Non c’è stata, garantisce, «alcuna volontà di cancellare un messaggio o di mancare di rispetto: si tratta di una scelta legata all’organizzazione di eventi pubblici, come avviene normalmente. Tra l’altro l’iniziativa è diffusa in città, con comunicazioni e materiali informativi in diversi luoghi e la biblioteca è uno dei punti centrali. Per questo è stato utilizzato anche quel supporto».