Ricordi e testimonianze

“Lele continuerà a vivere nella gioia di stare sempre dalla parte degli altri”

Una giornata in ricordo di Emanuele Arosio e la solidarietà alle realtà con cui ha collaborato. Nelle testimonianze il suo insegnamento.

“Lele continuerà a vivere nella gioia di stare sempre dalla parte degli altri”

“C’è chi attraversa la vita lasciando un segno. Emanuele lo ha fatto scegliendo, ogni giorno, di stare dalla parte degli altri”. Era il capitano, l’amico, il mediatore, l’organizzatore, nel bisogno c’era, nelle tante parti del mondo vicino a chi soffre. Emanuele Arosio, di Lissone, ma cresciuto all’oratorio di San Giorgio, a Desio, è mancato un anno fa, a 38 anni, ma continuerà a vivere attraverso i progetti che ha portato avanti, le associazioni con cui ha lavorato, i gesti, i racconti, che dicono tanto di lui.

Una giornata in ricordo di Lele per continuare nel solco dei progetti che lo hanno impegnato

Proprio  all’oratorio di San Giorgio, la moglie Ileana, con le figlie, gli amici e i sodalizi con cui ha collaborato, hanno dato vita a una giornata di gioia e solidarietà per ricordarlo e per continuare nel solco dei progetti che lo hanno visto impegnato in prima persona (e per cui è stata avviata anche una raccolta fondi su GoFundMe al link https://www.gofundme.com/f/fino-in-fondo-emanuele-arosio). E’ stato organizzato in suo ricordo il “CapitelloFest”, iniziative che hanno unito e arricchito. La grigliata, il teatro, la musica, i banchetti delle associazioni. “Un brindisi al capitano e grazie a tutti di essere qui”, così gli amici hanno accolto i tanti presenti all’oratorio di San Giorgio, pronti a rispondere all’invito alla solidarietà.

Tante le iniziative umanitarie, i ricordi

Emanuele Arosio è stato volontario della Caritas Ambrosiana, ha preso parte a tante iniziative umanitarie, un impegno che è poi diventato una professione, il logista, andando in aiuto dei più deboli in contesti molto complessi, dall’Afghanistan al Kenya. Diverse le realtà che hanno potuto contare su di lui: Ciai – Centro Italiano Aiuti all’Infanzia, Medici Senza Frontiere, La Goccia onlus, la Caritas Ambrosiana, Oratorio di San Giorgio di Desio. All’ingresso la targa che ricorda il suo esserci sempre: “Siate chi volete essere, ma siatelo fino in fondo, con approfondimento, passione e cuore, ma mai con superficialità, fa perdere tempo e il tempo serve”. Una sua frase, che dice tanto di lui. Come le testimonianze, a partire dagli amici che hanno evidenziato la sua capacità di vedere sempre il lato positivo delle cose. Emozionata Ileana, nel momento di intervenire. Accanto a lei le due bimbe, le sue due note di meraviglia, Viola e Aida. “Un anno fa molti di voi erano qui per salutare Emanuele, e non ci hanno mai lasciate sole – le sue parole – E’ stato l’anno più duro di sempre, ma con orgoglio posso dire che a questa fatica ci siamo passate in mezzo. Oggi Lele è qui con noi per starci vicino”. “Buon Arcobalele”, ha augurato, con il nome che le piccole hanno scelto per questa festa per il loro papà.

“Ci ha insegnato il sorriso e l’aiuto alle persone”

Marco Calabrese, di Medici senza Frontiere, ha ricordato che tutto il ricavato andrà “per il fondo emergenza, che viene utilizzato in quelle situazioni in cui bisogna intervenire nel giro di 48 ore, laddove scoppiano guerre o calamità naturali, con un’assistenza medica e gratuita». Dale ha invece raccontato un’esperienza condivisa, nell’Africa centrale. “Una notte Lele mi ha svegliato e mi ha detto: ‘Vieni c’è qualcosa di bello’. Venti minuti dopo avevamo la palta fino alle ginocchia per riparare l’acquedotto. Lele lo faceva con un enorme sorriso, ma il mio team aveva un umore diverso. Due i valori che mi ha sempre insegnato: il sorriso e l’aiuto alle persone”.

“Ha fatto un pezzo di strada insieme a noi – ha ricordato Francesca Silva, direttrice di Ciai – lasciandoci il suo segno e la sua passione, capaci di cambiare un po’ le cose di questo mondo, un’impronta che resta indelebile in ciascuna delle persone con cui ha lavorato. Ema sapeva sempre rendere belle le cose di cui si occupava. Il suo essere positivo emerge da tutti i progetti di cui si occupava in Colombia, Burkina Faso, Cambogia, dove verranno impiegati i fondi che saranno raccolti”.

Più d’una le esperienze con la Caritas Ambrosiana, come ha messo in evidenza Maurizio Maffi. “Ha svolto il servizio civile in Kenya, ma è stato anche operatore, sempre facendosi carico di chi è in difficoltà. Mentre era a Nairobi per il servizio civile, in un centro che ospita adolescenti dopo l’esperienza del carcere, aveva organizzato un torneo di calcio, con la squadra dei ragazzi carcerati, quella del centro, e quella della parrocchia. E aveva funzionato benissimo nel rendere il clima positivo». Anche Elena Bezzolato ha portato il suo contributo: “Ho imparato da lui ad ascoltare, perché poi, diceva, la soluzione arriverà”.

“E’ stato la chiave per comprendere che il vero cambiamento era dentro di noi”

Infine Ernesto Chiesa, responsabile della Goccia: “Il campo non finisce quando tornate, dicevo sempre ai ragazzi, bisogna condividere. E lui lo ha fatto, sempre, fino alla fine. E ora, grazie all’amore di Ileana, continua a vivere in quello che ha fatto e in chi l’ha conosciuto». Poi Stefano, che lo ha incontrato e fatto con lui l’esperienza di un campo in Etiopia nel 2013, insieme ad altri ragazzi, lo Smiling Children Town: “E’ stato il momento spartiacque della nostra esistenza, per me e per tutto il gruppo. E’ stato la nostra guida, un mediatore, un vero e proprio compagno di viaggio. Lele è stato la chiave per comprendere che il vero cambiamento era dentro di noi. E ora – ha affermato, rivolgendosi a lui – ti immaginiamo su una piroga in qualche parte del mondo a fare il lavoro che amavi tanto. Grazie Lele”. Attraverso le testimonianze e i racconti, l’auspicio degli amici è di poter scoprire, grazie a Lele, “qualcosa di bello tutti i giorni e di poterlo trasmettere”, come segno della sua dedizione e dell’impegno verso il prossimo.