Una società che rischia di crollare, ma che può aggrapparsi anche e soprattutto a validi amministratori locali, senza mai perdere la speranza.
L’incontro con i sindaci nel Municipio di Vimercate
Questo il messaggio lanciato nella mattinata di oggi, sabato 18 aprile, dall’arcivescovo di Milano, Mario Delpini. Il monsignore ha fatto tappa a Vimercate dove ha incontrato, nella sede del Municipio, sindaci e amministratori pubblici del Vimercatese.
A fare gli onori di casa il primo cittadino di Vimercate, Francesco Cereda, e il responsabile della Comunità pastorale di Vimercate e Burago, don Maurizio Rolla.
Le altre tappe
L’arcivescovo ha incontrato i sindaci a Palazzo Trotti dopo aver celebrato la messa di prima mattina al convento francescano di Oreno e aver visitato il Centro Caritas di Carnate e la Casa di riposo di Bernareggio.
L’accoglienza del sindaco di Vimercate: “Onorati dalla sua presenza”
“Accogliamo l’arcivescovo che ci onora con la sua presenza – ha esordito il sindaco Cereda dando il benvenuto – Come monsignor Delpini avrà già avuto modo di vedere, il Vimercatese è un territorio che da sempre ha fatto della cooperazione tra enti e istituzioni uno dei suoi punti di forza e di coesione. E in primo luogo lo fa anche con la Chiesa cattolica. Questo appuntamento è per noi importante, perché ci consente di riflettere su temi alti. Uno stimolo per portarci a casa degli spunti che ci consentano di fare sempre meglio, nell’interesse dei cittadini”.
Gli interventi dei sindaci di Correzzana e Lesmo
A rivolgersi poi all’arcivescovo, a nome di tutti i colleghi, sono stati i sindaci di due dei Comuni più piccoli del Vimercatese: Marco Beretta per Correzzana e Sara Dossola per Lesmo.
A Beretta il compito di ricordare l’impegno, ma anche la fatica, dei Comuni in particolare quelli piccoli, nell’ambito dei servizi sociali e culturali proprio per fare da argine a quel rischio di “crollo” della società cui ha fatto riferimento anche lo stesso arcivescovo in più occasioni.
Dossola si è invece soffermata sul ruolo fondamentale dei cittadini che si adoperano per la comunità. Cittadini che spesso si lamentano di ciò che non va, ma che sanno anche mettersi a disposizione per il bene comune.
L’arcivescovo: “Gratitudine e ammirazione”
Dal canto suo l’arcivescovo ha tenuto a ribadire la gratitudine e l’ammirazione per gli amministratori del territorio, tornando poi sul “rischio di crollo” della società.
L’allarme: “Viviamo in una casa con molte crepe”
“Viviamo in una casa con molte crepe – ha tenuto a sottolineare – Una crepa è quella del calo demografico. La seconda è l’individualismo, della pretesa del singolo di fare solo ciò che vuole. La terza crepa è rappresentata dalla paura, che paralizza, che spesso si accompagna alla violenza”.
Poi il messaggio di speranza
“Di fronte a tutto questo non dobbiamo accantonare il coraggio e la speranza – ha concluso l’arcivescovo – Sono la forza motrice per andare avanti”.
Le foto dell’incontro con i sindaci
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La visita in ospedale
L’arcivescovo ha poi lasciato il Comune per dirigersi all’ospedale di Vimercate, dove ha incontrato la dirigenza, i medici, gli infermieri e il personale amministrativo.
“Oggi sono qui per dirvi della mia ammirazione per quello che fate – ha detto l’arcivescovo ai presenti – A sottolineare la meraviglia per il bene e la gentilezza. Dovrebbero farvi un monumento”.
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La messa dai frati di Oreno e la visita alla Caritas di Carnate
Come detto la visita dell’arcivescovo nel Vimercatese era incominciata di prima mattina, partendo dagli ultimi e da alcuni dei luoghi più significativi del Decanato. Prima di raggiungere il Comune di Vimercate, l’arcivescovo di Milano ha infatti fatto visita alla sede Caritas della Comunità pastorale Madonna del Carmine (di Carnate, Ronco, Usmate e Velate), posta nel cuore del quartiere Stazione, a Carnate. E qui, dopo aver celebrato la messa al convento dei frati di Oreno, ha incontrato i tanti volontari che ogni giorno offrono un sostegno concreto alle persone più fragili delle quattro parrocchie, tendendo loro una mano e soprattutto un orecchio, posto all’ascolto dei bisogni e delle necessità quotidiane.
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“E’ la filosofia della Caritas diocesana, che non entra nella logica dell’elemosina, ma in quella dell’ascolto – ha sottolineato Delpini – In luoghi come questi incontriamo persone con cui costruire relazioni che permettano loro di vivere con dignità. Affrontiamo situazioni che non si possono risolvere del tutto, perché viviamo in un mondo in cui c’è una grande sproporzione tra quello che serve e quello che possiamo dare. Ma, come nella parabola dei pani e dei pesci, questo non deve essere motivo di angoscia. Anzi. Deve essere uno stimolo a offrire sempre disponibilità da una parte e avere sempre fiducia nel Signore dall’altra”.
L’incontro con gli ospiti della Rsa di Bernareggio
Poi monsignor Delpini ha proseguito la propria visita a Bernareggio, dove ha incontrato gli anziani ospiti della Rsa Machiavelli. Accolto dalla direttrice della struttura e dagli operatori, l’arcivescovo ha poi salutato con grande affetto don Fiorino Ronchi, ex parroco di Bernareggio attualmente “residente” in Rsa.
“Sono molto contento di essere qui, in questo luogo di cura, accoglienza e assistenza – ha detto davanti a un centinaio di anziani – Ognuno di voi non deve sentirsi inutile un peso solo perché in là con gli anni; ma anzi deve sentirsi una benedizione, un seme di felicità che porta frutto semplicemente con un sorriso. E quindi io vi lascio un segno, un’immaginetta della Madonnina del Duomo, simbolo di speranza, che ci invita a guardare sempre in alto”.
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