Vertice in Municipio a Cesano Maderno dopo l’esposto presentato da don Nazzareno Mazzacchi a Carabinieri e Polizia Locale. Ne ha dato notizia alle Messe del fine settimana il referente della parrocchia di San Pio X a Molinello, con la stessa trasparenza con cui, sette giorni prima, aveva spiegato a tutti di essersi rivolto alle Forze dell’ordine e al Comune per la quotidiana situazione di degrado sul sagrato e sulla piazza del teatro Don Virginio Pedretti.
Disagio giovanile: tavolo in Municipio dopo l’esposto della Parrocchia
“Il sindaco Gianpiero Bocca mi ha invitato a partecipare a un tavolo di lavoro per condividere quali possano essere le risorse da adottare”, ha spiegato il sacerdote. “Al di là dei danni economici che sono stati ingenti alla struttura della chiesa, si pone un problema di sicurezza”, ha commentato don Nazzareno Mazzacchi ricordando il soffitto del portico sfondato a pallonate, il sagrato rovinato perché usato come un bagno e le continue manutenzioni all’impianto antincendio, vandalizzato più volte. “Bisogna intervenire, che piaccia o no, anche a livello di società, per condividere insieme quali possano essere le risorse da adottare. E’ evidente che siamo di fronte a un problema di ordine pubblico, anche se a qualcuno non piace questa espressione”, ha detto il sacerdote che da quattro anni è il referente della chiesa di San Pio X ribadendo il concetto espresso subito dopo la presentazione dell’esposto.
“Giovani senza regole e punti di riferimento”
“C’è poi un’altra questione che, come prete, mi sta molto a cuore – ha aggiunto – Chi compie questi gesti sono ragazzi neanche troppo giovani, che vivono senza regole e senza punti di riferimento. La nostra comunità parrocchiale ha una grande fortuna: avere un oratorio aperto tutti i pomeriggi della settimana e ancora ben frequentato. Purtroppo, però, questa è una fascia di ragazzi che non lo frequenta. A volte è impossibile sostituirsi alla mancanza di altri punti di riferimento, come i genitori e le famiglie. Da qui nasce una domanda importante: come possiamo accompagnare e custodire questi giovani che vivono ai margini e che rappresentano, allo stesso tempo, una fatica ma anche una preoccupazione per tutti?”.
“Pensiamo a cosa ognuno di noi può fare”
Riflessioni condivise anche sull’informatore parrocchiale, in cui si legge: “E’ evidente che siamo dinanzi – nel nostro piccolo e fortunatamente in maniera contenuta e ancora risolvibile – a uno stile educativo assente e di un approccio alla vita problematico da parte di alcuni adolescenti e giovani. Il problema va chiamato con il suo nome: crisi e emergenza educativa”. Da qui l’invito ai parrocchiani a “riconoscere un disagio, cercare in tutti i modi una soluzione, pensare a cosa ognuno di noi può fare, anche solo con il proprio stile di vita personale, per dare una testimonianza che sia propositiva per la nostra società”.