I segni della terribile violenza subita li reca su tutto il corpo. Ferite provocate dai colpi ricevuti, inferti con bottiglie di vetro, ma anche col suo stesso casco, sottrattogli dalla banda di giovani che lo ha massacrato senza alcun motivo.
Massacrato con casco e bottiglie
A raccontare la brutale aggressione subita, mostrando le lesioni riportate, è la vittima stessa, dal lettino dell’ospedale, dopo essere stato soccorso e medicato. Ignazio Bonfirraro, 47 anni cresciuto a San Fruttuoso e conosciuto anche per essere il fondatore del Progetto Vitruvian, è estremamente scosso da quanto da lui subito nella notte tra sabato e domenica nella zona di via Enrico da Monza, a Monza, cuore della movida. Il viso è tumefatto dai colpi ricevuti, le ginocchia sono lesionate.
“Almeno sono vivo”
“Non me ne sono reso conto, me lo ha raccontato la polizia – ha spiegato nel video da lui pubblicato – Stavo camminando e delle persone mi hanno colpito alla testa, poi hanno infierito col mio casco. Ho le gambe distrutte, sono tutto spaccato, però almeno sono vivo”, ha ricostruito Bonfirraro. Subito dopo l’aggressione, il 47enne è stato soccorso da un’ambulanza, intervenuta in codice giallo intorno alle 2.40, per poi essere trasportato al San Gerardo dove è ha ricevuto le cure del caso. Sul posto è intervenuta la Polizia di Stato che ora è al lavoro per ricostruire con esattezza quanto accaduto. Anche perché nemmeno due ore dopo si è verificata un’altra aggressione, sempre nella zona di via Bergamo, in cui sono rimaste coinvolte due persone. I due fatti, secondo le primissime indiscrezioni emerse, non sarebbero collegati, ma gli agenti della Questura stanno indagando per delinearne i contorni e per individuare i responsabili.
“Grazie per l’affetto”
Poco fa dopo essere stato dimesso dall’ospedale, Bonfirraro ha diffuso un altro video in cui ha rassicurato circa le sue condizioni, fornendo ulteriori dettagli: “La faccia di sistemerà e i colpi in testa si riassorbiranno – ha spiegato – Come mi ha detto la Polizia, mi hanno sorpreso di fronte, ma aggredito alle spalle. Non ero conscio. Giustizia andrà fatta, visto che dicono anche che sono persone conosciute, che hanno disturbato fino alle 6 del mattino e che hanno anche importunato delle ragazze…io stesso ho una figlia”….ha evidenziato commosso. Inevitabilmente il suo pensiero è andato a Giacomo Bongiorni, suo coetaneo picchiato a morte a Massa da un gruppo di giovanissimi davanti alla compagna e al figlio dopo un presunto rimprovero. “Queste cose non vanno bene, ma sto bene, grazie a tutti per l’affetto”, ha concluso trattenendo a stento le lacrime.
“La situazione sta degenerando”
A esprimere la propria vicinanza alla vittima è stato il consigliere di opposizione Paolo Piffer (Civicamente), grande amico di Bonfirraro: “Non sono mai stato per creare allarmismo a tutti i costi – ha premesso l’esponente di opposizione – Ma è innegabile che la situazione stia degenerando. Non passa settimana che non riceva messaggi da parte di cittadini che hanno paura ad andare in centro, o che temano per i propri figli. E’ ora che si cominci tutti insieme a lavorare nella stessa direzione, bisogna trovare una soluzione a questa situazione”.