Nella notte tra ieri e oggi, 25 aprile, imbrattate con vernice blu le sedi di Forza Italia e Indipendenza, in via Como, a Cesano Maderno. “Fasci indegni” si legge sulle serrande della sede del partito di Alemanno, “Mafia” e “Corrotti” su quelle degli azzurri.
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Imbrattate le sedi di Forza Italia e Indipendenza
Immediata la condanna dell’accaduto da parte del segretario cittadino di Forza Italia, il consigliere comunale Michele Santoro:
“Non è solo un atto vandalico, è un gesto che colpisce il rispetto, il confronto e la libertà. In un Paese democratico le idee si combattono con le parole, non con l’odio sui muri. Voi rimarrete questo: vili che, nel buio della notte, imbrattate muri e serrande con insulti, per poi scappare e rintanarvi nelle vostre tane. Noi restiamo alla luce del giorno, con il coraggio di metterci la faccia e di portare avanti le nostre idee. In una democrazia si discute, non si offende nell’ombra. Questi gesti non ci intimidiscono, ci rafforzano. Ripuliremo quei muri, come sempre, ma soprattutto continueremo a costruire. Perché chi crede davvero in qualcosa non ha bisogno di nascondersi. Noi ci siamo, a testa alta. Sempre”.
Sulla stessa lunghezza il referente di Indipendenza, Luca Colosimo, presidente del circolo cittadino:
“L’atto vandalico compiuto nella notte non è solo un gesto di inciviltà: è il segno evidente di una cultura che rifiuta il confronto e sceglie la scorciatoia della violenza simbolica. È un tentativo maldestro di intimidire, di zittire, di colpire senza assumersi alcuna responsabilità. Che tutto questo avvenga proprio il 25 Aprile rende l’episodio ancora più grave. Questa è una giornata che dovrebbe ricordare a tutti il valore della libertà, della responsabilità e del rispetto reciproco. Chi sceglie di trasformarla in un pretesto per colpire chi non la pensa allo stesso modo dimostra di non aver compreso nulla dello spirito che questa data rappresenta. Indipendenza non ha paura del confronto. Continueremo a parlare con le persone, a stare tra la gente, a difendere il diritto di tutti – anche di chi non la pensa come noi – a esprimersi liberamente”.