Celebrazioni

La Limbiate della passione antifascista

Deposizione di corone ai monumenti cittadini, corteo e discorsi ufficiali nel piazzale del Municipio, commemorazione dei Partigiani limbiatesi Solari e Agostoni, spettacolo teatrale "Finalmente libera"

La Limbiate della passione antifascista
Deposizione di corone ai Monumenti cittadini, Corteo e discorsi ufficiali nel piazzale del Municipio, partecipazione alla Manifestazione nazionale a Milano, Commemorazione dei Partigiani limbiatesi Solari e Agostoni, spettacolo teatrale “Finalmente libera”: un ampio programma di celebrazioni della Limbiate democratica, lavorativa e ideale.

La celebrazione

E’ stato, come accade da un po’ di anni, un 25 aprile di popolo, allegro, unitario e plurale le celebrazioni per la Festa della Liberazione.
Le celebrazioni si sono aperte venerdì 24 con il tradizionale giro dei monumenti cittadini per la deposizione di una corona in ciascun monumento. Ad attendere le delegazioni delle associazioni cittadine accompagnate dall’Amministrazione comunale c’erano gli studenti delle scuole dei vari quartieri. Il giro si è concluso al cimitero di Limbiate centro presso il Monumento ai Partigiani.
Il 25 si è aperto con la pubblicazione sulle Pagine social cittadine del lungo elenco (in continuo aggiornamento) di partigiani e antifascisti limbiatesi che nel biennio 1943/45 diedero vita ad un vasto schieramento di opposizione al regime fascista.
Alle 10, con partenza da Largo Partigiani si è sviluppato il Corteo aperto dal Gonfalone del Comune, seguito dal Sindaco, da alcuni rappresentanti dell’Amministrazione comunale, dalla Corona retta dai Bersaglieri e dalla banda musicale.
Subito dopo, dietro lo striscione dell’ANPI, le Associazioni, i Partiti, i Sindacati, una presenza, di anno in anno, sempre più numerosa.
Un lungo serpentone che è entrato compatto nel piazzale del Municipio.
Dopo un breve momento di raccoglimento introdotto dal parroco, il presidente dell’ANPI di Limbiate ha letto un messaggio dell’ex Sindaco di Limbiate Mario Terragni costretto in ospedale dopo un ricovero di emergenza qualche sera prima. Nelle parole di Terragni tutto il suo attaccamento ai valori costituzionali e Antifascisti nel ricordo della nonna e della madre, la prima iscritta all’ANPI di Limbiate già nel 1945.
“E’ stato un mese di aprile non felice, per me – ha scritto Mario Terragni- Ho perso Barbara e un amico e compagno molto caro che spese molto del suo impegno per il nostro Comune. A me, l’amore per il 25 Aprile discende per linea femminile: mia nonna e mia madre. Ecco perché auguro un 25 Aprile di sole, di bambini, di colore, di bandiere. Per la Libertà e la Repubblica, il dovere di Resistere sempre. Sarà un omaggio a coloro che caddero sulle montagne, nelle valli, nelle città, nei lager”.

Le parole dell’Anpi e della comunità islamica

Subito dopo ha preso la parola Nives Piva in rappresentanza del Direttivo cittadino.  Un discorso che ha posto al centro non solo l’81esimo della Liberazione, ma che si è soffermato con particolare attenzione su altri due Anniversari che ricorrono quest’anno: il diritto di voto riconosciuto anche alle donne e l’80esimo della Repubblica.
Lo ha fatto citando l’esempio di tre donne, le Madri costituenti Nilde Iotti, Angelina Merlin e Teresa Mattei.
“Dalla memoria di 80 anni fa, possiamo oggi ritrovare l’energia unitaria per contrastare questa catastrofica deriva che può portare ad un conflitto generalizzato e sta già portando ad un declino economico e sociale di dimensioni sconosciute – ha sottolineato Nives Piva – Ci sono già gli anticorpi contro tutto ciò: le grandi manifestazioni di pace, la rivolta morale di decine di milioni di cittadini nel mondo davanti al genocidio di Gaza, lo stesso voto referendario a difesa dello Stato di diritto; una nuova generazione torna ad essere protagonista!”.
Subito dopo gli interventi di Hagar, in rappresentanza della Comunità islamica di Limbiate che ha posto l’accento su l’irrinunciabile impegno per la pacifica convivenza fra i popoli e, in chiusura, l’intervento del Sindaco che dopo aver ricordato le motivazioni ideali che spinsero tanti a combattere la dittatura fascista ha auspicato il rispetto del dettato costituzionale e, in questi giorni, è di urgente necessità il rispetto dell’Articolo 11 e il ricordo di un Costruttore di Pace, il nostro concittadino l’Ambasciatore Luca Attanasio, assassinato in Congo 4 anni fa.

Il giorno dopo

Domenica 26, ancora una intitolazione simbolica che chiede l’estensione della denominazione di piazza Solari anche al giovane partigiano limbiatese Giuseppe Agostoni, entrambi fucilati il 26 Aprile 1945 a Lodi dai tedeschi in ritirata.
Alle 21, nell’Auditorium di via Cartesio gremito, la Compagnia teatrale “Fanteatro” ha messo in scena “Finalmente libera”, la drammatica lettura scenica delle Lettere dei condannati a morte della Resistenza intervallate dalle musiche dei canti partigiani e da canzoni più recenti e che, in conclusione, ha visto le giovani attrici nel bagno (letterale) liberatorio dell’avvento della Repubblica. Il canto di “Bella ciao” ha, infine, coinvolto il numeroso pubblico.
Il saluto dell’ANPI è stato portato dal Presidente dell’ANPI di Limbiate Rosario Traina:
“Tante volte ci sentiamo dire se, dopo 81 anni, hanno ancora senso queste manifestazioni – ha esordito Traina – l’Antifascismo come valore portante della nostra civile convivenza ha ancora senso proprio perché, con la fine della dittatura fascista, non sono certo finiti i metodi e i tentativi di sovvertire l’ordine democratico per restaurare l’ordinamento dittatoriale sconfitto nel ’45. Sono stati 81 anni costellati da tentativi di Colpo di Stato (anni ’60) per poi arrivare alla cosiddetta stagione delle stragi a partire da quella di Piazza Fontana a Milano, alla Strage di Piazza della Loggia a Brescia, alla Stazione di Bologna e più volte sui treni oltre a decine di giovani antifascisti assassinati in varie città d’Italia. Infine sta diventando sempre più pesante non rendere gli onori che merita anche al giovane partigiano Giuseppe Agostoni. Proprio in una Limbiate dove, negli anni, è stata posta particolare enfasi nel matrimonio delle sorelle di Napoleone a Mombello è stata trascurata la vera Storia nobile della nostra città, quella dei tanti giovani che si batterono per lasciare a noi Democrazia e Libertà, sacrificando anche le loro giovani vite, come nel caso di Francesco Solari e Giuseppe Agostoni. Da qui rivolgiamo un ulteriore appello perché si proceda senza indugio alcuno a reintitolare la piazza per evitare che la colpevole omissione si trasformi in vergogna”.