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La Russa in aula sul coinvolgimento nell’inchiesta Hydra: “Sono falsità”

L'assessore regionale risponde in aula alle accuse su presunti rapporti la camorra. La minoranza chiede trasparenza, FdI e Lega contrattaccano

La Russa in aula sul coinvolgimento nell’inchiesta Hydra: “Sono falsità”

A scatenare il dibattito in Consiglio regionale è stata un’inchiesta pubblicata dal quotidiano Domani, secondo la quale l’assessore Romano La Russa avrebbe intrattenuto rapporti con Giancarlo Vestiti, indicato come referente del clan Senese al Nord. Le opposizioni hanno chiesto un’informativa urgente in aula e l’audizione dell’assessore in Commissione antimafia, dove la Regione è già costituita parte civile nell’ambito dell’operazione Hydra.

La risposta di La Russa

La Russa ha preso la parola in aula respingendo con forza ogni addebito:

“Sono soltanto delle grandissime falsità, io non ho mai conosciuto tali soggetti. Io non ho rapporti con le cosche. Questi personaggi malavitosi e criminali li conosco come può conoscerli il consigliere Majorino”, ha dichiarato.

L’assessore ha poi annunciato querele contro chi diffonde “queste assolute e totali falsità” e ricordando di non poter “chiedere il certificato penale a tutti quelli che chiedono di stringere la mano o fare una foto”.

Le richieste della minoranza

Le opposizioni hanno ribadito di non volersi sostituire alla magistratura, ma di rivendicare il diritto alla trasparenza istituzionale. La consigliera M5S Paola Pollini ha sottolineato che la richiesta di informativa “è un atto dovuto per trasparenza alla cittadinanza”, inscrivendola nel percorso già avviato dalla Commissione antimafia, che ha recentemente audito l’avvocatura regionale e il professor Nando Dalla Chiesa.

Il capogruppo del Pd Pierfrancesco Majorino ha allargato il ragionamento al quadro politico di Fratelli d’Italia, ricordando le recenti dimissioni del sottosegretario Del Mastro dal Governo per legami con la criminalità organizzata:

“Invito gli esponenti di Fratelli d’Italia a fare meno gli spiritosi. Perché un vostro sottosegretario si è recentemente dimesso dal Governo a causa di una profonda relazione con la criminalità organizzata. Noi ci auguriamo che voi siate ignari di tutte queste dinamiche, ma non fate gli spiritosi perché è un tema molto serio. La questione della lotta alle mafie è un tema troppo importante in Regione Lombardia per far finta di niente” ha detto.

La difesa della maggioranza

Dal fronte opposto, il capogruppo di Fratelli d’Italia Christian Garavaglia ha definito “patetica” la condotta delle opposizioni, rivendicando la tradizione del partito sul tema della legalità e rimandando “al mittente tutte le insinuazioni”.

Il consigliere della Lega Mauro Piazza ha invece allargato il dibattito, invitando tutti a una riflessione sull’uso strumentale delle inchieste giornalistiche in politica:

“Sarebbe banale metterci qui a citare tutti i casi in cui anche esponenti del Pd hanno avuto rapporti con membri della malavita. Ciò che invece non è inutile è ricordare quando alcuni di questi casi sono stati utilizzati, anche da parte nostra, in modo strumentale per attaccare altre parti politiche e si sono poi rivelati totalmente infondati, avendo però rovinato delle carriere, delle reputazioni e delle vite. Il dibattito pubblico e politico di questo paese deve essere “epurato” da queste cose”.