Il panificio Corti di via Garibaldi a Seregno ha tagliato il traguardo del secolo di attività. Per tutti i clienti e i passanti un momento musicale per ricordare l’anniversario dell’attività, alla terza generazione.
Cento anni di attività per il panificio Corti
“Sono emozionata, come i nostri clienti: non pensi mai di arrivare a un traguardo simile. Se la salute me lo permette vado avanti, io ho 80 anni ed Enrico 90. Il fisico dà, ma può anche togliere…”. Lalla Sambruni sorride durante i festeggiamenti per il centenario del panificio Corti, in centro città. Un anniversario ricordato sabato sulle musiche di Mozart, Schubert e Bach, interpretate da Ganna Konoplenko al violino, Silvia Cosmo al violoncello e Gianfranco Messina al pianoforte. Tanti clienti, oltre alla fila in negozio per l’acquisto quotidiano del pane, si sono fermati ad ascoltare con ammirazione: la stessa ammirazione riservata ai titolari della storica attività, Enrico Corti e la moglie Lalla.
L’inizio con “ul Celestin”
L’azienda, che dà lavoro a “parecchie” persone e serve anche la grande distribuzione, conta tre negozi in città e due laboratori, in uno dei quali lavora il figlio Edoardo, laureato in Economia e commercio. A dispetto del secolo di attività, la vitalità, l’impegno e la genuina passione per questo mestiere restano quelli di una volta. Come il pane. Lalla Sambruni custodisce la segretissima ricetta della famosa focaccia che a ogni morso sembra accompagnarti sulle spiagge liguri, mentre “Enrico è bravissimo a fare i conti, non gli scappa nulla…”. Era stato suo papà, “ul Celestin”, ad avviare l’attività nel 1926 in centro città.
Tre generazioni, una sola storia
Tre generazioni, una sola storia: da Celestino a Enrico (consigliere dell’Associazione panificatori, con un riconoscimento nel 1995 in occasione del 50esimo anniversario), fino a Edoardo, con una filosofia che è come un motto: “La tradizione è la vera innovazione”. A margine del sobrio, ma sentito festeggiamento, un pensiero dei titolari: “Fare il pane non è mai stato solo un mestiere: è un gesto antico, fatto di fatica, dedizione e amore. E’ impastare con le mani e con il cuore”.