La zona
Con i primi interventi eseguiti nei giorni passati è stato rimosso lo strato organico che nei decenni si era depositato sui percorsi e sul piazzale, coprendone buona parte fino ai cordoli in ceppo. Sulle superfici ripristinate è ora in corso la stesura di uno strato di ghiaia, in coerenza con altri spazi della Reggia.
Si è provveduto anche allaspalcatura e alla messa in forma dei tigli posti in filare, riaprendo prospettive dal giardino e dall’ala sud della Villa che si erano chiuse. Entro l’anno saranno messe a dimora nuove piante in sostituzione di quelle perdute.
«La Reggia di Monza è un cantiere perenne, ce lo insegna la sua storia plurisecolare. Con questo intervento, piccolo ma concreto, restituiamo la leggibilità di un frammento prezioso per la storia dei Giardini Reali», commenta Bartolomeo Corsini, Direttore Generale del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza.
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Nota storica sul viale da Monza e il Giardino del Piccolo Parterre
Nel disegno complessivo, il viale sul lato sud era di minore importanza, tuttavia era anche il più utilizzato poiché assicurava l’accesso ai Giardini, e quindi alla Villa, dalla città di Monza. Seguiva un asse ortogonale al grande viale principale da Milano, con fulcro nel centro del Cortile d’Onore.
Il viale da Monza originariamente era accompagnato da un doppio filare di olmi “a bersò”, mentre sui due lati esterni vi erano due percorsi carrabili paralleli, affiancati sul lato a ponente da una carrozzetta di carpini e su quello a levante da una doppia carpinata.
Una volta raggiunti i Giardini, attraversava, appunto il Piccolo Parterre, o Giardino a Meridione. Questo spazio non era stato ideato solo per accogliere in modo sontuoso chi arrivava dal centro cittadino, ma anche per essere goduto dagli appartamenti dell’ala sud e, in particolare, dal Gabinetto dell’Arciduchessa. Da qui lo sguardo spaziava sui tappeti erbosi coronati da siepi di bosso e impreziositi da motivi decorativi, quindi, direzionato dai filari di tigli, finiva per posarsi, al di là di una piccola vasca centrale, su una fitta quinta di carpini con nicchie.
Nel tempo, il Piccolo Parterre è diventato il Giardino delle Rose o Francese, così è indicato in una mappa degli Imperiali Regi Giardini risalente al 1829. Infine, nel Novecento, le grandi aiuole hanno assunto un disegno più lineare, mentre i filari di tigli sono stati mantenuti. Alcune fotografie di inizio secolo documentano anche la presenza di palme lungo la facciata dell’ala Sud.