La Digos della Questura di Monza e della Brianza, assieme a personale del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Milano e con la collaborazione della Digos della Questura di Lecco, ha eseguito nella provincia lecchese a perquisizioni nei confronti di cinque soggetti riconducibili alla tifoseria ultras del Lecco. Al centro dell’indagine l’assalto al bus dei tifosi del Giana Erminio
L’assalto
Le attività, coordinate dalla Procura della Repubblica di Monza, si inseriscono nell’ambito degli approfondimenti investigativi avviati dopo quanto accaduto alle 23:30 del 6 maggio lungo la Valassina, nel territorio di Verano Brianza, nei confronti del pullman che trasportava la tifoseria del Giana Erminio, che faceva rientro a Gorgonzola dopo la partita con il Lecco.
In tale circostanza, un gruppo di sostenitori lecchesi avrebbe cercato di bloccare la marcia del mezzo sulla Statale, nel tentativo di costringerlo a fermarsi in prossimità di un’area di sosta dove si erano appostati ulteriori ultras, con l’intento di aggredire i tifosi a bordo e creando una situazione di concreto pericolo per l’incolumità degli occupanti.
La prontezza dell’autista aveva permesso di sottrarsi alle manovre poste in essere da un’autovettura, condotta da sostenitori lecchesi. Tuttavia, nel corso dell’episodio, un sasso lanciato da qualcuno dei soggetti appostati aveva colpito il vetro anteriore del veicolo, danneggiandolo gravemente.
L’attività info-investigativa e gli ulteriori elementi raccolti nel corso degli accertamenti hanno consentito di ricostruire la dinamica dell’episodio e di individuare cinque soggetti appartenenti alla tifoseria lecchese, nei confronti dei quali sono emersi elementi di coinvolgimento nei fatti. Sono in corso ulteriori accertamenti finalizzati all’identificazione degli altri partecipanti alla vicenda.
Le perquisizioni si sono concluse con il sequestro di materiale di interesse investigativo, ritenuto utile per la prosecuzione delle indagini.
Nei confronti dei cinque sono stati emessi provvedimenti di Da.Spo. in via d’urgenza. In particolare, a carico di uno dei destinatari è stato adottato un Da.Spo. della durata di otto anni, con contestuale prescrizione dell’obbligo di presentazione presso l’Ufficio di Polizia Giudiziaria per la durata di sette anni. Nei confronti degli altri quattro soggetti sono stati emessi ulteriori provvedimenti di Da.Spo. della durata di tre anni e due anni.