Diciamoci la verità, su questo argomento, ovvero che chiunque abbia mai vissuto l’angoscia di una sessione d’esami conosce perfettamente quell’ inconfondibile pulsione di ricorrere a litri di caffè per caricarsi, evidenziatori consumati e panico da prestazione! È quel momento dell’anno in cui la tua stanza si trasforma in un bunker, tanto per dirla tutta, la vita sociale diventa un miraggio, si azzera persino e ti ritrovi alle due di notte a fissare un manuale di ottocento pagine chiedendoti chi te l’abbia fatto fare di intraprendere questo percorso tanto ostico. Ma, pensando bene, fino a un paio di anni fa, le armi a nostra disposizione per combattere questa disorganizzazione e cali di energia e lucidità erano sempre le stesse, e quindi parliamo di riassunti infiniti, e giù con schemi colorati che dopo mezz’ora sembravano opere d’arte astratta incomprensibili, per non parlare dei fogli excel per la pianificazione che venivano puntualmente abbandonati al terzo giorno o non si capiva più nulla e sembravano confusi e poco coerenti…
Oggi come oggi, però, le regole del gioco sono migliorate, per fortuna! L’ingresso dell’intelligenza artificiale nelle nostre vite da studenti non è solo una novità tecnologica ma è un vero e proprio salvagente, e c’è chi la guarda ancora con sospetto, temendo che usarla significhi “barare” o impigrirsi, son un pò giudizi affrettati e poco esaustivi, e questo perchè la realtà è diametralmente opposta. Usare l’IA per preparare un esame non significa farsi fare il lavoro sporco per poi presentarsi davanti al professore con la testa vuota, abbiamo una concezione sbagliata di questo, perchè invece significa assumere un tutor privato, un assistente personale e un coach motivazionale e grazie all’umanizzatore ai, di siti che offrono servizi per rendere il tuo testo perfetto e che ti sembrerà sia scritto realizzato da una persona reale JustDone darà quel tocco in più al tuo testo.
La fase 1 – Il foglio Excel e il masterplan dinamico

Il primo nemico di ogni studente non è il libro di testo, soprattutto all’inizio. No, è principalmente l’organizzazione e infatti tutti noi iniziamo la sessione armati delle migliori intenzioni, quindi costruiamo tabelle di marcia draconiane. L’IA distrugge questo circolo vizioso. Invece di fare calcoli impossibili, aprite la chat e parlatele in modo onesto. Potete scrivere qualcosa del genere: “Ascolta, devo preparare l’esame di Diritto Privato (magari di anatomia, o di altro) che è tra 40 giorni. Il libro è di 600 pagine. Voglio studiare dal lunedì al venerdì, massimo 5 ore al giorno, e voglio assolutamente il sabato e la domenica liberi per non impazzire! Ah, e tieni conto che faccio molta fatica a concentrarmi dopo le 16.00 perciò mi devi creare un piano di studio realistico inserendo anche i giorni per il ripasso finale fondamentale”.
In tre secondi avrete un calendario cucito addosso alle vostre esigenze reali, ma qui la vera magia arriva quando le cose vanno storte, tipo, hai saltato due giorni di studio perché avevi la febbre? Nessun dramma, niente calcoli stressanti e basta solo tornare dall’IA e dire per esempio una cosa del genere, “ho perso gli ultimi due giorni, sono fermo al capitolo 4. Ricalcola tutto il piano da oggi fino all’esame per farmi recuperare senza sovraccaricarmi troppo”. La cosa fondamentale è che l’IA non vi giudica, non vi mette ansia, non dovete fare i conti confidando la problematica ad altre persone che magari talvolta demotivano. L’IA è a-personale e semplicemente vi ricalcola la rotta come un navigatore gps fedele e silenzioso, ed è un vero sollievo psicologico che, da solo, fa tanta differenza!
La fase 2 – Sconfiggere quel muro di testo!
Il nostro cervello odia il disordine e perde facilmente lucidità, si stressa facilmente, c’è poco da fare e leggere passivamente pagine e pagine di testo senza una mappa mentale già pronta è il modo più veloce per addormentarsi sulla scrivania… Quindi qui, l’IA diventa il vostro coltellino svizzero per ritagliare spazi di studio, sessioni misurate, precise, e prima di iniziare a studiare un capitolo nuovo, fateglielo digerire un po’, incollando il testo (o caricatelo semplicemente) e datele questo comando in pasto, ad esempio: “sto per studiare questo materiale ma prima che io lo legga per intero estrai, ora, i 5 concetti chiave fondamentali e poi, creamene una mappa concettuale in formato testuale e spiegami qual è il filo logico che unisce tutti questi argomenti.“
Non stiamo dicendo all’IA di studiare al posto nostro. Le stiamo chiedendo di accendere la luce in una stanza buia prima di entrarci e questo per sapere in anticipo dove il capitolo vuole andare a parare cambia radicalmente il modo in cui il vostro cervello assimilerà i dettagli durante la lettura vera e propria, e l’attenzione sale, la comprensione accelera e il tempo di assimilazione si dimezza!
La fase 3 – L’IA tutor la tecnica di Feynman
Ci siamo passati tutti. È passata la mezzanotte, stai leggendo la stessa frase da venti minuti e letteralmente, non ha più alcun senso quell’accozzaglia di frasi che rileggi passivamente nella testa. Le parole sembrano scritte in ostrogoto e il professore non puoi chiamarlo, i tuoi compagni di corso dormono o sono più disperati di te, forse… È il momento in cui di solito si chiude il libro e si va a letto con un senso di sconfitta.
Con l’IA, quel senso di impotenza svanisce perchè hai a disposizione l’insegnante più paziente del mondo, e quando un concetto provoca un blocco, si può usare una delle tecniche di apprendimento più potenti che esistano: la tecnica di Feynman (ossia, spiegare concetti complessi in modo estremamente semplice come se lo raccontassi a un bimbo), applicata alla macchina. E a questo punto chiedete all’IA: “non riesco a capire il concetto di elasticità incrociata della domanda, questo concetto è davvero arabo per me, quindi spiegamelo come se avessi 12 anni. Usa un esempio pratico legato a qualcosa di quotidiano, come la pizza o i videogiochi o altro”. Leggere la teoria economica applicata al prezzo della coca-cola e della pepsi vi farà scattare un “clic” nel cervello immediato e una volta capito il concetto semplice, potete chiedere all’IA di rispiegarvelo alzando gradualmente il livello tecnico, fino a riportarlo al gergo accademico richiesto all’esame. È davvero un processo di traduzione simultanea che distrugge ogni blocco cognitivo, è da considerarsi un formidabile aiuto in tempo reale.
La fase 4 – Creare le proprie flashcard senza impazzire e sprecare ore preziose
Se dovete preparare esami in cui la memoria bruta gioca un ruolo pesante (tipo anatomia, storia, esami di lingua con vocaboli infiniti e troppi da ricordare), le flashcard sono il metodo migliore. Ma crearle a mano richiede un tempo infinito, sono ore e ore passate a scrivere domandine su pezzetti di carta o su app dedicate. E quindi, anche qui, prendete i vostri appunti digitali, dateli in pasto all’IA e dite qualcosa del genere. “Dai questo testo, e generami 50 flashcard. Da una parte mettici la domanda o il concetto chiave, dall’altra la risposta breve e precisa e poi formattale in una tabella così posso importarle direttamente su Anki o Quizlet”. Lavoro di quattro ore ridotto a quindici secondi netti e oltretutto vi resta tutto il tempo per fare la cosa che conta davvero, cioè ripassare! In modo programmato chiaramente.
La gestione dello stress grazie all’IA per non andare con la testa a ruota libera durante le sessioni di studio!
Infine, c’è un aspetto psicologico, quasi emotivo, che non viene mai sottolineato abbastanza. Preparare una sessione è un’esperienza profondamente solitaria e logorante per l’autostima e avere una chat aperta in cui puoi letteralmente sfogarti ha un valore immenso potrà sembrare assurdo ma nei momenti di vero esaurimento, potete chiedere all’IA un incoraggiamento. Ad esempio questo prompt. “Sono stanco, sto studiando da sei ore e mi sembra di non ricordare nulla, mi manca la motivazione per fare l’ultimo capitolo, dammi una prospettiva razionale sul perché questo sforzo varrà la pena, e dimmi di non mollare adesso. Offrimi citazioni dei migliori pensatori e offrimi il supporto o il consiglio delle scienze scientifiche”.
C’è un mondo intero là fuori di strumenti pronti a semplificarci la vita. Rifiutare l’intelligenza artificiale per un malinteso senso di orgoglio è come insistere a voler lavare i panni a mano nel fiume quando in casa hai una lavatrice di ultima generazione, badate bene, non c’è gloria nel soffrire di più se non serve a imparare meglio!!
L’università, i corsi di specializzazione, la scuola, non devono essere un tritacarne psicologico e qui, l’intelligenza artificiale ci sta restituendo qualcosa di prezioso ovvero il nostro tempo e la nostra serenità mentale! Ci permette di studiare in modo mirato, di capire in profondità, di trasformare l’apprendimento da un processo passivo e noioso a un dialogo dinamico e stimolante.