Verso la Serie A

Mauro Baldissoni presenta il Monza americano: giocare d’anticipo per arrivare lontano

L'AD sull'imprevisto addio di mister Paolo Bianco: "Lui e il Pisa sanno quali sono le regole... Abbiamo cominciato a muoverci per il nuovo allenatore questa mattina. Sogno uno stadio sempre pieno, con curve più alte e copertura integrale". Un contest per scegliere la mascotte

Mauro Baldissoni presenta il Monza americano: giocare d’anticipo per arrivare lontano

La memoria della festa promozione è ancora vivida all’U-Power Stadium: la vittoria contro il Catanzaro del 29 maggio scorso ha consegnato al Monza la propria seconda storica Serie A, un traguardo inseguito con investimenti e passione dalla nuova proprietà americana. Tuttavia, il clima di euforia è stato improvvisamente scosso da due eventi del tutto inaspettati: l’addio del direttore sportivo Nicholas Burdisso e le dimissioni, ormai certe ma non ancora ufficializzate, del mister della promozione, Paolo Bianco (quasi sicuramente diretto a Pisa). Nonostante questi antefatti, l’AD del club brianzolo, Mauro Baldissoni, ha confermato la volontà di incontrare oggi, giovedì 11 giugno, la stampa per illustrare i progetti futuri, le metodiche di lavoro e gli obiettivi della società: inevitabili però, su suo stesso invito, le domande dei giornalisti incentrate proprio sull’addio dell’allenatore e sui possibili “papabili” alla panchina biancorossa.

Il caso Paolo Bianco e la ricerca del successore

L’ormai certo addio di Bianco ha, dunque, dominato l’apertura del briefing. Baldissoni ha voluto chiarire che non si è trattato di una scelta societaria:

“Un allenatore che ha 2 anni di contratto non deve essere confermato dalla società, semmai può essere esonerato. Nonostante questo noi l’abbiamo confermato comunque”.

Di fronte al dietrofront del mister, che pure fino a poco prima sembrava ben intenzionato a vivere il proprio primo campionato di Serie A con i biancorossi, Baldissoni è categorico:

“Quando dipendente dice che desidera interrompere la collaborazione noi ci aspettiamo che si dimetta – ha dichiarato – Ora, lui e il Pisa conoscono sicuramente bene quali sono i passi da compiere e quali sono le regole federali per liberarsi da un contratto”.

La ricerca del sostituto è appena cominciata:

“Questa mattina… abbiamo parlato per la prima volta con un possibile allenatore. Prima che Bianco esprimesse la sua volontà di andarsene non avevamo contatti né con allenatori né con agenti”.

Nomi non ne fa, ma in pole sembra esserci il campione del mondo 2006, Alberto Gilardino.

Anche sul fronte della direzione sportiva si attendono novità, dopo la partenza di Burdisso per motivi famigliari e professionali.

Closing e nuovi soci: la continuità garantita da Fininvest

Spostando lo sguardo sulla proprietà, Baldissoni ha parlato del prossimo passaggio di quote societarie (entro giugno), tranquillizzando tifosi e investitori.

“Il closing in realtà è già contrattualizzato, nel senso che con Finivest si è scelto di fare un’uscita graduale. Il futuro vedrà l’ingresso di nuovi partner globali, ma la missione del management resta indipendente: noi dobbiamo lavorare per il futuro del club e non per un proprietario in particolare… la nostra visione è dare stabilità e continuità pluriennale al club”.

L’obiettivo è trasformare il Monza in un’azienda solida che possa attrarre capitali internazionali grazie ai suoi successi e alla sua struttura metodologica.

La filosofia Monza Drive: governare la velocità

L’identità del club è racchiusa nel concetto di “Monza Drive”, un richiamo alla Formula 1, ritenuta giustamente uno dei biglietti da visita della città, che simboleggia precisione e rapidità.

“Dobbiamo governare la velocità, non subirla. Se si va veloce, ma non si controlla il mezzo, ci si fa male. Un concetto importante soprattutto per quanto riguarda la gestione economica”.

Il club prima di tutto

Uno dei “mantra” di Baldissoni è legato all’importanza del club che viene prima dei singoli individui:

“Le persone non sono mai sopra al club… È l’AC Monza che sceglie direttori sportivi, giocatori e allenatori. Tutte le figure attive all’interno del Monza devono condividere gli stessi obiettivi e le stesse modalità operative”.

Un vivaio per formare calciatori, allenatori e dirigenti: il sogno del mister “fatto in casa”

La visione del management biancorosso va oltre la semplice crescita dei calciatori. Il club deve essere una fucina di talenti in ogni settore:

“I club devono formare prima di tutto calciatori attraverso il vivaio. Accanto a questi anche i dirigenti e gli allenatori. Il mio sogno da sempre è avere l’allenatore della prima squadra formato direttamente in società”.

Condividere lo spirito e l’atmosfera di lavoro interna è considerato un vantaggio competitivo enorme, citando modelli di successo come quelli dei grandi club spagnoli.

Innovazione, dati e competenze per poter competere

Per competere con le grandi potenze del calcio, il Monza punta massicciamente sulla tecnologia. La piattaforma proprietaria monitora costantemente tutti i calciatori tesserati del settore giovanile e della prima squadra. Un metodo di lavoro condiviso permette di far crescere i giovani talenti nel rispetto delle linee della società, avendo sempre sotto controllo il miglioramento delle performance. È questa l’arma il più che il club brianzolo può sfoderare per convincere i calciatori a indossare la casacca biancorossa. In questo contesto fondamentale lo scouting, reparto che a oggi monitora oltre 65.000 calciatori. Baldissoni ha però precisato che i dati non sostituiscono l’occhio umano:

“Il dato ci dà una scrematura iniziale… ma la percezione che hai dal vivo per noi è determinante. A parità di dati, la scelta cade, naturalmente, su calciatori italiani“.

Il comparto emozionale e il benessere umano

L’avvocato Baldissoni ha introdotto una riflessione profonda sui tre comparti che compongono un calciatore: fisico, tecnico ed emozionale. Quest’ultimo è spesso il più critico:

“Il terzo comparto incredibilmente può azzerare i primi due… ci sono persone che portano la propria vita in campo”.

Il club si avvale di psicologi per supportare i ragazzi nei momenti di difficoltà, poiché fattori esterni come problemi familiari o critiche feroci possono minare le prestazioni.

“Le nuove generazioni sono molto più complesse di quelle precedenti”

e necessitano di un accompagnamento costante affinché non perdano per strada il proprio talento.

 

Le idee sul futuro dello Stadio

A proposito di Stadio, l’immagine più recente è, purtroppo, quella del maxi-schermo travolto e crollato sulla curva ospiti ieri, 10 giugno, a causa del ciclone che ha investito la città nel tardo pomeriggio (così in merito: “Abbiamo in programma riunioni con tecnici e strutturisti, ci daranno delle risposte”).

Dopo il sentito ringraziamento a Finivest per gli investimenti portati a termine all’U-Power Stadium, l’AD ha prospettato il sogno di vedere l’impianto sempre pieno durante le partite e vivo il più possibile anche quando il calcio non c’è. C’è poi l’idea di innalzare le curve e coprire integralmente le tribune per migliorare l’esperienza del pubblico che deve diventare parte integrante dello spettacolo. Da segnalare che il contratto con U-Power è in scadenza: l’impianto cambierà nome? Con il tempo lo capiremo…

Novità sponsor tecnico: arriva Nike

Una novità di rilievo è quella del nuovo sponsor tecnico giunto grazie alla proprietà americana. Sarà Nike, non più Lotto.

Il contest sulla mascotte

Infine, tra le numerose iniziative annunciate per rafforzare l’identità e il radicamento sul territorio, è stato lanciato un contest per la nuova mascotte. I tifosi potranno scegliere tra un pilota, simbolo di velocità, una tartaruga e una tartaruga pilota. Quest’ultima richiama il paradosso di Zenone: “Filosoficamente la tartaruga se parte prima arriva sempre prima di Achille nonostante la differenza di velocità… per vincere non serve solo la velocità, ma è fondamentale sapere dove andare e identificare gli obiettivi in anticipo, prima degli altri”. Per votare la nuova mascotte ci si può scatenare su internet cliccando qui!

È questa, dunque, la sintesi del nuovo Monza firmato  Beckett Layne Ventures: un club che gioca d’anticipo per arrivare al traguardo prima degli altri.

Quale dei tre diventerà Drive, la nuova mascotte del Monza?