Si è chiusa ufficialmente una delle vicende burocratico-patrimoniali più singolari e longeve della storia recente di Correzzana. L’ex chiesetta di Cascina Guzzafame è, a tutti gli effetti storici e di legge, di proprietà del Comune. L’annuncio, dal profondo valore simbolico e amministrativo, è stato dato dal Sindaco Marco Beretta in apertura della seduta del Consiglio Comunale di mercoledì 10 giugno, un’assise aperta nel segno del ricordo e del cordoglio, con un minuto di raccoglimento dedicato alla memoria di Romeo Dorin, stimato Presidente e Fondatore dell’Associazione Volontari di Protezione Civile di Camparada-Correzzana-Lesmo, scomparso lo scorso 29 maggio.
La formalizzazione dell’atto rappresenta il punto di arrivo di un percorso legale complesso, conclusosi venerdì 5 giugno presso la sede dell’Organismo di mediazione preposto. Davanti al notaio, il Dottor Francesco Brini, l’Amministrazione Comunale ha sancito l’acquisizione a titolo di usucapione del piccolo edificio religioso, precedentemente intestato – in via del tutto teorica e inconsapevole – agli eredi della famiglia Vergani. Questi ultimi sono risultati essere i discendenti diretti di Monsignor Elia Caversario, storico parroco di Montesiro nei primi decenni del secolo scorso.
Un mistero storico lungo un secolo
Per comprendere l’anomalia catastale che ha bloccato la piena disponibilità del bene per decenni, occorre fare un salto indietro nella storia ecclesiastica e amministrativa locale. Fino al 1924, la parrocchia di Montesiro esercitava la propria giurisdizione spirituale e territoriale su un’ampia porzione dell’odierno Comune di Correzzana, che comprendeva i nuclei storici di Cascina Regondella, Sant’Eufemia, Casotto e la stessa Guzzafame. Fu solo nel 1924 che l’allora Arcivescovo di Milano, il Cardinale Eugenio Tosi, decretò la costituzione della parrocchia autonoma di Correzzana.
È in questo contesto di transizione che si colloca l’enigma: l’ex chiesetta, originariamente dedicata alla Madonna del Rosario, venne acquisita da Monsignor Caversario a titolo squisitamente personale, anziché come beneficio parrocchiale. I motivi di tale scelta rimangono tuttora avvolti nel mistero, anche perché il sacerdote non rivendicò mai l’uso privato del bene né vi svolse attività personali. Al contrario, la storia sociale del paese dimostra una destinazione d’uso immediatamente pubblica: già dal 1926, il Comune affidò la gestione della struttura alle Suore della Congregazione delle Serve di Gesù Cristo di Agrate, affinché la utilizzassero per le attività dell’adiacente scuola materna comunale.
La scuola materna ha trovato ospitalità nei locali di Cascina Guzzafame fino al 1980. Quella stessa porzione di cortile era stata acquistata dal Comune nel lontano 1921 per trasferirvi la sede municipale e le scuole dell’obbligo, fino ad allora dislocate in spazi d’affitto presso la vicina cascina Regondella.
Dall’avvio del 1992 ai ritardi della pandemia
Il nodo della proprietà formale venne al pettine per la prima volta nel 1992, in concomitanza con i grandi lavori di riqualificazione urbanistica del complesso di Cascina Guzzafame. Durante le verifiche preliminari, i tecnici comunali notarono l’assenza di un titolo di proprietà definitivo in capo all’ente pubblico. Nonostante l’avvio della pratica di usucapione, la procedura non venne allora portata a compimento, lasciando l’edificio in un limbo giuridico.
Il problema si è ripresentato con urgenza nel 2018. L’assenza di una documentazione di proprietà chiara e inopponibile ha infatti precluso al Comune la possibilità di partecipare a bandi di finanziamento pubblici che avrebbero permesso di includere l’ex chiesetta nei piani di rigenerazione. Di fronte a questo ostacolo, l’attuale Amministrazione Comunale ha deciso di riprendere in mano il fascicolo, riaffidando l’incarico a un legale per dirimere una volta per tutte la questione. Il percorso non è stato privo di ostacoli: schede catastali storiche incomplete, farraginose ricerche d’archivio e l’interruzione globale causata dall’emergenza sanitaria da Covid-19 hanno inevitabilmente dilatato i tempi, portando alla firma definitiva soltanto nel mese di giugno 2026.
Il futuro: cultura, civismo e bandi europei
Con il completamento dell’iter e la piena titolarità giuridica dell’immobile, per l’Amministrazione si apre ora una fase di progettazione concreta. L’obiettivo dichiarato è quello di sottrarre l’ex chiesetta al logorio del tempo attraverso un piano mirato di riqualificazione strutturale ed estetica, volto a trasformare lo spazio in un polo di valorizzazione culturale e civile a beneficio di tutta la cittadinanza.
La certezza del titolo proprietario rappresenta la chiave d’accesso fondamentale per intercettare risorse economiche esterne. Il Comune punta infatti a candidare il progetto a finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto erogati da Enti superiori, Ministeri o dalle Fondazioni di Comunità, alleggerendo così l’impatto sulle casse comunali e garantendo al contempo un restauro di alto profilo scientifico e architettonico.
In chiusura della sua comunicazione, il Sindaco Marco Beretta ha voluto esprimere il sentito ringraziamento dell’Amministrazione all’Avvocato Giovanni Romagnano, per la costanza e la precisione professionale profuse nella risoluzione della pratica. Un ringraziamento altrettanto profondo è stato rivolto alla famiglia Vergani che, nel momento in cui è stata informata di essere l’inconsapevole titolare del bene, ha mostrato fin da subito un altissimo senso civico, offrendo massima disponibilità e collaborazione per porre fine, in modo rapido e condiviso, a una pendenza burocratica che durava da oltre trent’anni.