Cordoglio

Doppio lutto in paese: addio all’anima del volontariato e alla storica lattaia

Nel giro di pochi giorni si sono spente Carla Bono, presidente dell'Associazione Volontari e Paola Viscardi, titolare dell'antica osteria e latteria nel cuore della Stazione

Doppio lutto in paese: addio all’anima del volontariato e alla storica lattaia

Doppio lutto a Carnate. In pochi giorni la comunità ha detto addio a due figure che hanno scritto la storia del paese: prima Carla Bono, anima del volontariato scomparsa a 82 anni; poi Paola Viscardi, 98 anni, storica titolare dell’osteria e latteria alla Stazione.

Addio all’anima del volontariato

Negli ultimi anni era stata la presidente dell’Associazione Volontari. Ma la sua storia racconta di una vita interamente dedicata agli altri, prendendosi cura e sostenendo gli ultimi e più fragili, dai detenuti alle ragazze madri. Lutto per la scomparsa di Carla Bono, 82 anni, storico volto dell’associazionismo e del volontariato locale. Nata a Limbiate nel 1944 durante il momento più difficile della Guerra, ha sempre vissuto tra Capriate e Milano, lavorando da giovane come contabile in diverse ditte della città. Poi la decisione di prendere casa a Carnate seguendo il marito, Mario Sottocorno. Pur lasciando la professione, Carla non ha mai smesso di dedicare il proprio tempo al prossimo, spendendosi in prima persona in numerose attività di volontariato sociale. Prima di assumere la guida del sodalizio di Carnate, ha speso anni preziosi all’interno di realtà complesse e profondamente formative.

Una vita per gli altri

Il suo percorso nell’associazionismo affonda le radici nel supporto alle ragazze madri o vittime di violenza: giovani donne spesso private di una rete familiare, sospese tra la gioia della maternità e la paura dell’esclusione. Accanto a loro, Carla ha imparato l’arte dell’accoglienza incondizionata, offrendo non solo aiuti materiali, ma percorsi di autonomia e riscatto emotivo. Questa stessa attitudine all’ascolto profondo l’ha guidata oltre le sbarre delle carceri di Bollate, a contatto con la realtà dei detenuti. Anzi, delle detenute in particolare. Oggi, questa straordinaria esperienza si riflette nella gestione dell’Associazione Volontari di Carnate, di cui era stata volontaria fin dalla nascita di quello stesso gruppo che guidava come presidente da qualche anno, curando in particolar modo le attività dell’area di sostegno.

I funerali saranno celebrati oggi, lunedì 29 giugno, alle 11 nella chiesa parrocchiale

Lutto per la storica lattaia

Ci sono figure capaci di diventare, con la sola forza della propria presenza e del proprio lavoro quotidiano, punti di riferimento storici per un’intera comunità. Paola Viscardi, che tutti a Carnate e dintorni conoscevano affettuosamente come la “Lidia del Cinghei”, è stata esattamente questo: un’istituzione premurosa, il volto umano e accogliente di un paese che, fuori dalle mura della sua osteria nel cuore del quartiere Stazione, cambiava pelle giorno dopo giorno. Nata a Camparada nel 1928 nella famiglia che due anni più tardi acquisterà la celebre trattoria “Cinghei”, ha letteralmente vissuto due volte, rischiando di essere strappata alla vita poco dopo essere venuta al mondo. Dopo aver lavorato per alcuni anni nella trattoria di famiglia a due passi dalla Cascina Masciocco, nel 1953 la donna si sposò con Angelo Ravasi, originario dei Dossi di Velate. Dopo le nozze, la coppia si spostò proprio a Carnate, dove insieme rilevarono un’osteria situata in alcuni locali del Conte Banfi, che nel tempo diventerà anche una latteria di notevole fama nei dintorni.

L’attività nel cuore della Stazione

Poi la decisione di allargare la bottega con la costruzione di uno stabile adibito, oltre che ad abitazione, anche a deposito di bevande dove avveniva il processo di imbottigliamento ed etichettatura dei prodotti che venivano consegnati casa per casa.

“Papà aveva visto nella Stazione il futuro della nostra famiglia e dell’attività – ricordano i figli Fulvia e Mario – E in effetti non aveva torto: all’epoca Carnate stava diventando un centro importante a livello industriale, ma anche un punto nevralgico per i pendolari che dalla Brianza si spostavano verso Milano. Erano altri tempi, il passaggio a livello era ancora aperto e l’osteria era un punto di riferimento per l’intera comunità. Da qui la mamma ha visto la storia di Carnate passare, ha visto generazioni di carnatesi crescere sotto la sua attenzione premurosa, come quando regalava le caramelle ai bambini che passavano di qui insieme ai genitori ad acquistare il latte”

Fino ai primi anni Duemila, l’attività è stata molto più di un semplice esercizio commerciale. Era un crocevia di esistenze, un porto sicuro per i pendolari che affollavano i binari, un luogo di sosta per i lavoratori della zona e un punto di ritrovo insostituibile per i residenti del quartiere. Varcare la soglia del locale di “Lidia” significava entrare in una dimensione di autentica familiarità. E infatti, in mezzo a tante trasformazioni, l’osteria è rimasta un punto fermo, un’ancora di salvataggio identitaria per un paese in rapida evoluzione. Con la chiusura dell’attività all’inizio del nuovo millennio, si era chiuso un capitolo fondamentale della vita sociale carnatese, ma non si era affatto spento l’affetto della cittadinanza per quella donna straordinaria.

I funerali saranno celebrati domani, martedì 30 giugno alle 9.30, nella chiesa parrocchiale.