Se chiedete per le vie di Carnate cosa resta oggi di lui, la risposta sarà uguale per tutti: il sorriso. Impossibile, del resto, non essere d’accordo quando si pensa a Igli Gjici, il giovane di origini albanesi volato via troppo presto, a soli 26 anni.
Ciao Igli, il tuo sorriso resterà sempre con noi
A strapparlo alla vita, un nemico silenzioso e invisibile, che lo ha colpito in maniera tanto improvvisa quanto fatale. Una battaglia breve, ma intensa, che Igli ha combattuto con il coraggio e la determinazione di chi ha sempre amato la vita, senza perdere mai quella straordinaria forza d’animo e soprattutto quel sorriso che sono sempre stati i suoi tratti distintivi. E per i quali verrà ricordato, oggi e per sempre.

Un’intera comunità stretta nel ricordo
Nato e cresciuto nel cuore del quartiere Stazione, il giovane si è inserito alla perfezione nel tessuto sociale cittadino. Chiunque in paese conosceva Igli. Dalle scuole allo sport, passando per il lavoro, non c’è carnatese che non sia mai stato conquistato dalla sua gentilezza, dal profondo rispetto e da quella disarmante semplicità che colpiva dritto al cuore:
“Igli era così, una persona di grande generosità, umile e genuina, che aveva un sorriso per tutti, dai bambini che incrociava per strada alle persone più anziane che incontrava per il lavoro – ricordano oggi papà Lazam, mamma Lumi e i tantissimi parenti che sono arrivati da tutto il mondo per porgere l’ultimo saluto a uno dei figli più amati di Carnate – Un ragazzo d’oro, davvero, di un cuore enorme. Per gli amici c’era sempre; così come c’è sempre stato per chi aveva bisogno di aiuto. Bastava chiamarlo e lui mollava tutto per darti una mano. Sempre con quel sorriso luminoso che ha saputo conquistare tutti”
La grande passione per il calcio
Grande appassionato di calcio, aveva intrapreso anche una promettente carriera muovendo i primi passi sul campo della Carnatese. Poi il salto alla Vibe Ronchese e successivamente in altre società del Lecchese. Le qualità c’erano (eccome) per sfondare anche con il pallone tra i piedi, ma l’avvento del Covid aveva guastato i piani, con l’attività professionale che poi era diventata la sua priorità. Eppure il calcio era rimasto nel suo cuore:
“Avevamo fondato una squadra, i Carnharlem, e in estate abbiamo giocato qualche torneo – ricordano gli amici – Igli era il compagno perfetto, a disposizione della squadra in ogni occasione. E poi ci sapeva veramente fare. Anche quando giocavamo qui nei campetti dietro casa c’era chi voleva stare sempre con lui, perché sapeva che con Igli là davanti la vittoria era assicurata”

L’ultimo commosso saluto
La notizia della sua tragica dipartita si è diffusa rapidamente in tutto il paese, rimasto sgomento per l’improvvisa perdita del ragazzo, lasciando lasciando increduli e distrutti dal dolore non solo i familiari, ma anche i tantissimi amici e tutti coloro che avevano avuto il privilegio di incrociare il suo cammino. Igli, del resto, non era semplicemente un ragazzo del quartiere: dai ricordi tracciati in questi giorni emerge il ritratto di una presenza luminosa, un punto di riferimento per i suoi coetanei e una figura straordinariamente benvoluta dalla comunità.
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