erano in nove sul veicolo

«Mio figlio è riuscito a uscire dall’auto e a chiamare i soccorsi»

La testimonianza del papà del 17enne di Varedo che era sull’auto finita nel canale Villoresi a Senago all’alba del 21 giugno. Nella tragedia sono morti tre ragazzi

«Mio figlio è riuscito a uscire dall’auto e a chiamare i soccorsi»

«Mio figlio è riuscito a uscire dall’auto e a chiamare i soccorsi». La testimonianza del papà del 17enne di Varedo che era sull’auto finita nel canale Villoresi a Senago all’alba del 21 giugno. Nella tragedia sono morti tre ragazzi

E’ uscito dall’auto dal finestrino

«Mio figlio era seduto sul sedile davanti, è riuscito ad uscire dall’auto perché c’era il finestrino aperto e una volta arrivato vicino alle sponde ha chiamato i soccorsi. Aveva il telefono in mano perché stava guardando la strada sul navigatore».

E’ la testimonianza del papà di un 17enne di Varedo, uno dei sei giovani sopravvissuti alla tragedia avvenuta all’alba di domenica 21 giugno, quando un’auto Audi A2 con a bordo nove ragazzi si è ribaltata nel canale canale Villoresi dopo essere finita fuori strada in via Per Cesate, nei boschi delle Groane, a Senago. I ragazzi e le ragazze stavano tornavano da una discoteca di Lainate dopo aver festeggiato il 18esimo compleanno di un amico.

Le tre giovani vittime

Nella tragedia sono morti tre giovani di 17 anni: Camilla Copparoni, Lorenzo Benin, Riccardo Provasi. Tutti di Paderno Dugnano. I due ragazzi 17enni sono stati recuperati senza vita, inutili le manovre di rianimazione per la ragazza che aveva compiuto da poco 18 anni. Gli altri sono stati accompagnati per accertamenti all’ospedale Niguarda: tra loro anche il conducente Gabriele Popovici, 18 anni, poi risultato positivo all’alcol test e arrestato con l’accusa di omicidio stradale.

I primi soccorsi dei passanti

E’ successo tutto molto velocemente: l’auto, anche per via dei finestrini aperti, ha imbarcato acqua velocemente. Nel buio e nel caos di quel momento il 17enne varedese, che in auto aveva in braccio Riccardo, è riuscito a raggiungere le sponde e ha allertato i soccorsi ma non riusciva a risalire.

«Pensava fossero riusciti tutti ad uscire dall’auto, poi ha visto Popovici che cercava di rianimare Camilla – ha continuato papà Giovanni – l’attesa dell’ambulanza sembrava interminabile. Dopo un po’ si sono fermati alcuni automobilisti di passaggio che hanno lanciato una corda e li hanno aiutati a risalire».

Amici da sempre

E’ l’inizio di un incubo: per le famiglie delle vittime, per i sopravvissuti e le loro famiglie, che stanno vivendo il peso di una perdita enorme. Questi ragazzi, ma anche le loro famiglie, sono amici tra loro da anni, in particolare il 17enne di Varedo, Gabriele Popovici e Lorenzo (Lollo) giocano insieme nella stessa squadra di calcio, l’Under 19 della Cob 91 di Cormano.

«Sono usciti tante volte insieme e visto che non hanno ancora la patente, sanno perfettamente che per tornare a casa in sicurezza hanno una possibilità illimitata di scelte come prendere un taxi, Uber, oppure chiamare noi genitori – ha ricordato il papà varedese – facciamo sempre mille raccomandazioni, poi quella decisione di salire in nove su un’auto sola, una leggerezza, l’imprevedibilità di adolescenti di 17-18enni. Quello che è successo dopo ci ha cambiato la vita».

“Non abbandoneremo mai i genitori di Lollo, una famiglia esemplare”

Da una settimana ogni giorno è un pellegrinaggio di giovani nel punto dove è avvenuto l’incidente. Qui sabato, il giorno successivo alla fiaccolata a Paderno Dugnano in memoria delle tre giovani vittime, è stato appeso uno striscione con impressi i volti di Camilla, Lollo e Prova.

«Mio figlio è distrutto, era molto legato soprattutto a Lollo che era spesso a casa nostra e anche noi genitori siamo amici – ha continuato Giovanni – non abbandoneremo mai sua mamma Alessandra e suo papà Nicola, una famiglia davvero esemplare».

“Disgustato da alcuni commenti”

Come se non fosse già abbastanza il dolore della perdita di un figlio, la mamma di Lorenzo nei giorni scorsi è intervenuta sui social per rispondere ai leoni da tastiera che hanno scritto messaggi sgradevoli nei confronti delle vittime e delle loro famiglie.

«Sono disgustato da alcuni commenti che sono girati – ha puntualizzato il varedese – ma la cosa che mi ha rattristato maggiormente è stato vedere che una mamma come Alessandra (una mamma di un altro livello) sia dovuta scendere al livello dell’ “ammasso di ignoranti” presenti sui social per difendere il suo Lorenzo. Le mamme della nostra compagnia fanno parte di quel mondo di mamme che seguono i figli guardando il puntino blu su Google Maps tutta la notte, alternando minuti di sonno a momenti di dormi veglia, ed è inaccettabile che si possa dire che la famiglia avrebbe dovuto seguire maggiormente le dinamiche del figlio. Dirlo poi rivolgendosi alla famiglia Benin (onnipresente nella vita di Lollo) è una bestemmia. Le mamme, quella tragica notte avevano notato che la vettura era ferma in un punto del tragitto e sono partiti i mariti ancora prima dei soccorsi. Questo a testimonianza del fatto che mamme come Alessandra, Norma, Gisella, Roberta, e Patrizia non cominciano a dormire sino a quando non sentono la chiave entrare nella toppa della porta di casa. Cosa ci aiuterà ad andare avanti? Coloro che hanno chiaro il significato della parola cordoglio, la fiumana di gente arrivata in religioso silenzio per la fiaccolata organizzata venerdì per Camilla, Lollo e Prova (che ha visto la partecipazione di circa tremila persone). Gente vera, gente che non si nasconde dietro una tastiera a giudicare noi genitori, perché hanno anche chiaro il significato della parola “adolescente”, un ragazzo o una ragazza imprevedibile e non ancora maturo per capire che non esiste il tasto “rewind”».

I funerali

Le esequie dei tre giovani saranno celebrate a Calderara e sarà un bagno di folla:

«Sono previste più di tremila persone ai funerali che saranno celebrati mercoledì o giovedì, a testimonianza del fatto che vincerà sempre il bene».