È tempo di bilanci, di commozioni e di nuovi inizi per l’Istituto Comprensivo Monginevro guidato dalla preside Marta Chioffi. In queste settimane, la campanella è suonata per l’ultima volta per quattro figure storiche che hanno segnato la vita scolastica cittadina: Cristina Gervasi, Lorena Sala, Silvia Perucelli ed Elisabetta Di Somma.
Per queste insegnanti, che hanno plasmato la crescita di generazioni di arcoresi dedicando decenni di vita all’insegnamento, inizia ora un meritato periodo di riposo. Il secondo tempo delle loro vite pieno di voglia di fare volontariato, di viaggiare e di inseguire ancora tanti sogni. Per loro stessa ammissione lasciare il mondo della scuola non è stato facile perchè nel loro bagaglio si porteranno dietro anni vissuti per i loro studenti.
Cristina Gervasi
Dopo quarant’anni trascorsi tra banchi, quaderni e generazioni di bambini, Cristina Gervasi è arrivata all’ultimo suono della campanella. La maestra della primaria Giovanni XXIII ha concluso una carriera iniziata prestissimo e vissuta sempre con convinzione. Originaria di Arcore, diplomata all’istituto magistrale Carlo Porta di Monza, compirà 60 anni a settembre. A soli 19 anni, dopo avere superato il concorso, era già insegnante di ruolo. Il primo incarico fu a Trezzo, poi Mezzago, Camparada e dal 1992 il ritorno ad Arcore. Qui ha lavorato in tutti e tre gli istituti primari cittadini. «Non è mai stato un ripiego – ha raccontato – Insegnare era il lavoro che mi piaceva, mi sentivo portata, lo facevo con entusiasmo». Un entusiasmo rimasto intatto, anche se il mestiere è cambiato profondamente. «Con il tempo le cose sono diventate più difficili a tutti i livelli. Gli ultimi anni sono stati i più faticosi». La pensione rappresentava un traguardo atteso. «Pensarci mi rendeva felice. Ora però mi trovo in un periodo complesso della mia vita privata e anche se è arrivata, resta un senso di vuoto». Tra i ricordi, maestra Cristina, non è riuscita a sceglierne uno preciso. «Rimangono impressi alcuni alunni più di altri. In generale li porto tutti nel cuore, ma spesso sono proprio quelli che ti hanno fatto faticare di più. Ci sono troppi ricordi belli, non saprei raccontarne uno in particolare» – ha commentato sorridendo. In quattro decenni la scuola ha vissuto una trasformazione radicale. «Quando ho iniziato non esistevano i computer. Oggi siamo arrivati all’intelligenza artificiale. A volte ci si sente un po’ inadeguati, perché è difficile tenere il passo e accettare cambiamenti che non sempre condividi, anche per la formazione e l’educazione ricevute». Nel suo percorso ha insegnato italiano, storia, geografia e discipline dell’ambito espressivo. «Le soddisfazioni sono state tante e non le dimenticherò mai». E sono proprio i volti dei bambini, di una maestra che ha accompagnato intere generazioni nella crescita.
Lorena Sala e Silvia Perucelli
Quarantatre anni di carriera celebrano anche Lorena Sala, per tutti semplicemente la “Maestra Lorena”. Iniziata nel 1983 come insegnante di Religione, ha prestato servizio tra le scuole Giovanni XXIII, Alighieri e De Gasperi di Bernate. Per lei, l’insegnamento è sempre stato un sogno coltivato fin da bambina. «La scuola è stata la mia seconda famiglia», confessa. Senza figli propri, ha avuto la gioia di vedere crescere intere generazioni, giungendo persino a insegnare ai figli dei suoi primi piccoli alunni.
Cambia vita Silvia Perucelli, docente di Matematica alla scuola media Stoppani. Dopo una carriera eclettica — iniziata come product manager nel settore chimico — è approdata alla scuola nel 2008. “Sono contenta di aver girato diverse scuole”, racconta la docente, che dal 2017 ha messo radici alla Stoppani. A 67 anni, si prepara a un futuro fatto di viaggi, trekking, teatro e impegno sociale con la Fondazione Coscioni, ammettendo che, pur non rimpiangendo le dinamiche complesse delle recenti classi, le mancherà profondamente il confronto umano con i colleghi.
La maestra “Betta”
Infine, Arcore saluta la “Maestra Betta”, figura storica della scuola dell’infanzia di via Beretta. Di origini pugliesi, con un lungo percorso che l’ha vista operare tra Brindisi e Bologna, è approdata in Brianza nel 2001. Dal 2015 il suo impegno si è concentrato nel plesso di via Beretta. “La cosa più bella che si può lasciare ai bambini è il fatto che ti riconoscano in giro per Arcore”, riflette commossa, guardando a una pensione che intende dedicare interamente al volontariato e al sociale.
Quattro donne, quattro storie, un unico grande lascito: il segno indelebile lasciato nella comunità di Arcore. Buona pensione, maestre.