La storica ciminiera di Carnate è andata giù.
La demolizione del simbolo di Carnate
Oggi, mercoledì 8 luglio, la proprietà dell’area residenziale in cui insiste la torre di mattoni, in via Colombo, nel cuore del quartiere Fornace, ha dato corso a quanto annunciato e comunicato al Comune. Un provvedimento che peraltro fa il paio con la scelta dell’Amministrazione, che già due anni fa aveva annunciato di aver trovato l’accordo con il privato proprio per arrivare alla demolizione.
Problemi di staticità e rischio collasso
Alla base della decisione, drastica ma inevitabile, c’era un problema di staticità e quindi di sicurezza e incolumità pubblica: in altre parole, la ciminiera era instabile, degradata e, quindi, a rischio collasso. Ciminiera che, ricordiamo, era di proprietà della famiglia Sesana, titolare di una storica fabbrica di mattoni che chiuse definitivamente i battenti nel 1969.
Struttura fuori asse
“La struttura è fuori asse di 45 centimetri a causa principalmente del vento – aveva spiegato lo strutturista Alberto Colombo in occasione di un’assemblea pubblica convocata due anni fa, quando per la prima volta venne annunciata l’intenzione di procedere con l’abbattimento della ciminiera – Questo a causa delle fessurazioni e delle risposte fisiche dei mattoni, che dopo tanti anni di usura non versano certo in buone condizioni. E la situazione è destinata a peggiorare visto che negli anni la ciminiera si è sbilanciata sempre di più”.
Diverse le soluzioni studiate dall’Amministrazione per provare a salvare il comignolo che da sempre identificava il quartiere, ma tutte sono state scartate nel tempo perché “oltre a essere economicamente insostenibili, non avrebbero consentito né il collaudo strutturale conformemente alle norme vigenti, né il mantenimento dei caratteri architettonici ed estetici della ciminiera”.
La principale ipotesi relativa al salvataggio, ricordiamo, avrebbe portato alla realizzazione un “cappotto” di calcestruzzo che avrebbe fornito un sostegno strutturale, ma anche in questo caso l’idea non ha convinto né l’Esecutivo, né tanto meno l’azienda edile “Schiavi”, che detiene ancora la proprietà dell’area in questione.
Da qui la decisione di procedere con la demolizione, cui è stato dato corso nella giornata di oggi, alla presenza di diversi curiosi con il naso all’insù.
Il sindaco: “Una questione di sicurezza”
“Avevamo chiesto due differenti perizie, ma entrambe hanno dato lo stesso parere – aveva spiegato nello scorse settimane il sindaco di Carnate, Rosella Maggiolini – Purtroppo ci troviamo nelle condizioni di doverla demolire. Avremmo tutti preferito salvaguardare questo manufatto piuttosto simbolico per Carnate, ma del resto si tratta di una questione di sicurezza pubblica, su cui non possiamo sorvolare”.
La minoranza aveva chiesto di salvare la ciminiera
Nessun intervento di salvataggio, dunque, nonostante le prese di posizione della minoranza di “Carnate Unita”, che a più riprese aveva sollecitato l’Amministrazione affinché vagliasse ogni possibilità pur di preservare almeno una parte della struttura.
L’operazione, interamente a carico dell’impresa edile che ha realizzato l’adiacente complesso residenziale, prevede che al posto della fornace venga posato un altro simbolo.
Un albero la ricorderà per sempre
“L’intenzione è quella di mantenere intatto solamente il basamento in cemento, entro cui verrà piantato un grosso albero che in altezza possa ricordare proprio la torre – aveva aggiunto il sindaco – Intorno, poi, verrebbe creato un piccolo giardino con panchine e pannelli che descrivano brevemente la storia del luogo e dell’opera. Ci rendiamo conto che verrebbe meno un “monumento” di Carnate, ma ribadisco che la sicurezza dei cittadini non può essere messa in secondo piano”.
Le operazioni di demolizione
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