Oggi, giovedì 16 luglio, Lissone ricorda il maresciallo Valerio Renzi. Sono passati esattamente quarantaquattro anni dal barbaro assassinio del carabiniere, caduto il 16 luglio del 1982 in piazza De Gasperi sotto i colpi di kalashinov di un commando armato delle Brigate Rosse.
Il barbaro assassinio per mano delle Br
Erano circa le 9.30; Renzi – comandante dei Carabinieri all’epoca di stanza in via Alberto da Giussano, marito e papà di due bambini – con la sua «Alfetta» di servizio si era recato all’ufficio postale per il ritiro della corrispondenza. Negli stessi istanti all’interno delle Poste era in corso un «esproprio proletario» (una rapina) portato avanti da un commando delle Brigate Rosse. I rapinatori – tre all’esterno e un gruppo dentro lo sportello dove si trovavano anche sei dipendenti e una ventina di clienti – erano arrivati a bordo di una «Ritmo» e di una «131». Il comandante, svoltato all’incrocio di via Po, era stato colpito da uno degli uomini che facevano da palo nel piazzale convinto di essere stato scoperto. Una volta sentito lo scoppio anche i complici impegnati nella rapina (un milione di lire il bottino), erano usciti dall’ufficio postale e con una ferocia inaudita avevano scaricato una raffica di mitra sull’auto di Renzi.
Sotto choc le persone che avevano assistito, inermi, all’esecuzione. I primi ad arrivare erano stati i Vigili del fuoco di Lissone che, caricato il maresciallo, lo accompagnarono all’ospedale San Gerardo di Monza dove ai medici non restò purtroppo che constatarne il decesso. L’omicidio, nella stessa serata del 16 luglio, fu rivendicato dalla colonna Walter Alasia delle Brigate Rosse. Pochi giorni dopo i terroristi furono rintracciati e arrestati da tre agenti in borghese della Polizia di Stato in una gelateria a Milano.
«Il suo sacrificio appartiene alla storia della nostra città»
«Il suo sacrificio appartiene alla storia della nostra città e rappresenta un esempio di coraggio, senso del dovere e fedeltà alle istituzioni – il messaggio affidato ai social giovedì, giorno dell’anniversario della scomparsa, dal sindaco Laura Borella – Ha servito lo Stato fino all’ultimo, pagando con la vita il proprio impegno al servizio della comunità. Nel ricordare il maresciallo Renzi, rivolgiamo un pensiero a tutte le vittime del terrorismo e a chi, ogni giorno, indossa una divisa con responsabilità e dedizione per garantire la sicurezza dei cittadini».
«La memoria non è soltanto un dovere – ha proseguito – è un impegno a custodire i valori della democrazia, della legalità e della libertà, perché tragedie come quella del 16 luglio 1982 non vengano mai dimenticate».
Al maresciallo è dedicato il grande monumento in ferro, bronzo e marmo in piazza De Gasperi, dove avvenne l’attentato, oltre alla piazza nell’area retrostante la scuola elementare Buonarroti nel rione Cruseta a servizio del palazzetto dello sport. Nel Campo degli eroi all’ingresso del cimitero è stata riposizionata la sua tomba, accanto agli altri lissonesi che han no reso grande il nome della città.