Prima volta

Formula Aut, la prima monoposto in cartapesta sarà la sorpresa del Fuori Gp

L'opera di Facciavista, costruita con oltre 200 chili di carta riciclata e mille ore di lavoro, sarà esposta nel cuore di Monza durante il weekend del Gran Premio

Formula Aut, la prima monoposto in cartapesta  sarà la sorpresa del Fuori Gp

Manca poco più di un mese al Gran Premio d’Italia di Formula 1 e a Monza c’è già una monoposto che sta facendo parlare di sé. Non è costruita in fibra di carbonio né è uscita da una galleria del vento, ma da un laboratorio d’arte dove creatività, inclusione e talento hanno trasformato oltre 200 chilogrammi di carta riciclata in un’opera unica.

Formula Aut, la monoposto unica

Tra le iniziative più attese del Fuori Gp ci sarà infatti Formula Aut, la prima monoposto di Formula 1 a grandezza naturale realizzata interamente in cartapesta dai ragazzi autistici dell’associazione Facciavista, che «fa parlare l’autismo attraverso l’arte».

L’esposizione sarà resa possibile grazie alla collaborazione con la Fondazione Bluemers di Agrate Brianza, che segue la parte medica sull’autismo e che quest’anno sarà presente con un proprio spazio nel villaggio del Fuori Gp, proponendo di ospitare la vettura.

L’opera, ormai quasi completata, è il risultato di un lavoro iniziato quasi un anno fa e portato avanti da decine di ragazzi autistici insieme ad architetti, ingegneri, prototipisti e volontari. Un percorso che ha trasformato il laboratorio artistico in un luogo di inclusione, crescita e condivisione.

Dietro quella che il pubblico vedrà come una spettacolare scultura si nasconde un lavoro enorme: oltre mille ore di attività, durante le quali ogni dettaglio è stato studiato attraverso tavole tecniche, rilievi e misurazioni per riprodurre fedelmente proporzioni, volumi e particolari di una vera monoposto di Formula 1.

Come è realizzata

Il cuore della vettura è costituito da un telaio interno in legno superleggero, mentre la carrozzeria è stata realizzata utilizzando oltre 200 chilogrammi di manifesti pubblicitari e cartone riciclato, successivamente resinati per rendere l’opera resistente all’acqua e agli agenti atmosferici.

Anche il sistema costruttivo richiama quello delle vere auto da corsa: la monoposto è infatti composta da tre grandi elementi distinti, realizzati separatamente e poi assemblati in un’unica scultura. Persino il trasporto ha rappresentato una sfida progettuale, tanto che è stato necessario studiare in anticipo il passaggio attraverso porte, corridoi e gli spazi necessari per portare all’esterno un’opera di queste dimensioni.

«Ci siamo ispirati alla monoposto di Schumacher e l’abbiamo realizzata utilizzando materiali di riciclo su una struttura in legno, poi rivestita con manifesti cinematografici. Il risultato è un’opera dal forte stile pop, unica nel suo genere: è la prima volta che una reinterpretazione scultorea di questo tipo viene realizzata e, a maggior ragione, da ragazzi autistici. È la dimostrazione che anche nella disabilità esistono talento, creatività e grandi capacità. I ragazzi ci hanno lavorato insieme a un team multidisciplinare composto da architetti, ingegneri e prototipisti, trasformando un’idea in un’opera concreta», spiega Matteo Perego di Facciavista.