Ci sarebbero motivazioni di carattere igienico alla base del provvedimento che ha disposto la temporanea sospensione dell’attività della pizzeria d’asporto e kebab «Sharm El Sheik 6» della centrale piazza Garibaldi a Lissone.
L’ispezione dei Carabinieri
E’ di giovedì mattina l’abbassamento della serranda, seguito a un’ispezione dei Carabinieri della stazione cittadina guidata dal maresciallo Giuseppe Grumiro.
E’ la quinta attività in città a finire sotto la lente delle forze dell’ordine nel giro di un anno. Prima della pizzeria d’asporto, era toccato al minimarket di via Santi Pietro e Paolo, a due passi dalla centrale piazza Libertà. All’interno, a maggio, i militari della caserma lissonese, con il supporto del personale specializzato del Nas di Milano, il Nucleo Antisofisticazioni e Sanità, avevano riscontrato specifiche irregolarità riguardanti i prodotti in vendita; in particolare era stata accertata la commercializzazione di articoli alimentari totalmente privi di etichettatura in lingua italiana con la conseguente impossibilità di una corretta e trasparente informazione al consumatore riguardo agli ingredienti, agli allergeni e alle modalità di conservazione. Da qui la sanzione per il mancato rispetto dei requisiti fondamentali di sicurezza e il sequestro amministrativo degli alimenti in attesa delle previste procedure di regolarizzazione. L’elenco prosegue con «MB Mini Market» di piazza Garibaldi (nel luglio del 2025 un’operazione congiunta di Polizia locale e Ats Brianza aveva portato al sequestro di tutti i prodotti alimentari e alla chiusura temporanea del negozio) e con le macellerie islamiche «Essalam» di via Besozzi ed «El Aman» di via Como (ambedue con le attività sospese temporaneamente a febbraio).
Casi non isolati
Casi non isolati. Basta leggere il primo Bollettino dei controlli ufficiali del Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione di Ats Brianza diramato nella mattinata di ieri, lunedì.Relativo al periodo gennaio-giugno 2026, elenca i risultati dell’attività di controllo: 652 controlli ufficiali eseguiti su 548 imprese alimentari, che hanno portato all’adozione di 333 provvedimenti, tra cui 105 prescrizioni, 55 chiusure di attività, 4 sequestri, oltre a 177 sanzioni amministrative e 12 notizie di reato nei casi più gravi. L’attività di controllo viene programmata sulla base del livello di rischio e interessa l’intera filiera agroalimentare. Nel primo semestre dell’anno il 71 per cento dei controlli ha riguardato il settore della ristorazione, seguito dal commercio (14%), dalla produzione alimentare (11%), dalla distribuzione all’ingrosso (3%) e dalle aziende agricole (1%).
«È importante comprendere il significato di questi numeri – ha spiegato il direttore sanitario di Ats Brianza Aldo Bellini – Una sanzione o un provvedimento non indicano necessariamente che un alimento pericoloso sia arrivato sulla tavola del consumatore. Più spesso rappresentano l’esito di un’attività di controllo che consente di individuare e correggere tempestivamente fattori di rischio, prima che possano tradursi in un danno per la salute».