Maggioranza in affanno

Arcore, centrodestra in panne tra i “mal di pancia”: manca il numero legale, lo salva l’opposizione

Aula rovente e senza aria condizionata: le assenze di Sperti, Corsaro e Timpano costringono la Giunta a ritirare la riforma della Consulta Giovanile e la sperimentazione del Taser, quest'ultima già al centro delle polemiche dopo i fatti di Bologna

Arcore, centrodestra in panne tra i “mal di pancia”: manca il numero legale, lo salva l’opposizione

Clima rovente, e non solo per le temperature estive. Il Consiglio comunale di Arcore riserva sempre sorprese. E quello andato in scena stasera, lunedì 20 luglio, ad Arcore ha vissuto momenti di forte tensione, evidenziando una maggioranza di centrodestra sempre più in affanno nel garantire i numeri minimi per governare l’Assise. Alla fine, a evitare il rinvio della seduta è stato solo il “senso di responsabilità” delle minoranze.

Ma dietro le sedie vuote tra i banchi del governo cittadino, più che il richiamo del mare, sembra esserci il sintomo di una diffusa e cronica epidemia di “mal di pancia” politici. Una polveriera che tiene in bilico costante la tenuta della maggioranza.

Gli assenti

Che i numeri del centrodestra, soprattutto dopo la creazione del gruppo misto qualche mese fa (formato da Giovanni Timpano, Fabio Varrecchia e Nino Veraldi) fossero sul filo del rasoio era cosa nota, ma la serata di stasera ha certificato che la stabilità della coalizione è tutt’altro che scontata. Le assenze pesanti  di stasera  hanno fatto saltare il banco del numero legale e gran parte dei punti all’ordine del giorno.

Se l’assenza di Giovanni Timpano (Gruppo Misto) era ormai ampiamente scontata – il suo è un dissenso storico, un “mal di pancia” mai digerito che non è mai passato nemmeno con il suo passaggio nel gruppo misto –, a preoccupare sono gli altri fronti. C’è da registrare infatti la defezione di Daniela Sperti e di Nuccia Corsaro Perego, esponente di Fratelli d’Italia. Due forfait last-minute (Sperti ha avuto un imprevisto all’ultimo momento fanno sapere da Largo Vela) che hanno fatto crollare le ultime certezze della maggioranza, rimasta letteralmente scoperta nonostante i regolamenti prevedano la stampella del collegamento in streaming, rimasta misteriosamente inutilizzata. Forse per problemi di connessione internet, forse per impossibilità di collegarsi o forse per  la voglia di lanciare l’ennesimo segnale all’Esecutivo, chissà.

Tensione prima del via: Capigruppo lampo e aula bollente

I segnali del blocco politico si sono visti già prima del via ufficiale. La presidente del Consiglio comunale, Laura Besana, constatando il deserto tra le sue fila, ha fatto slittare l’inizio dei lavori convocando d’urgenza una conferenza dei capigruppo alle ore 21 per cercare una mediazione.

Un’attesa che ha surriscaldato gli animi in un’aula consiliare già fisicamente invivibile: a rendere l’atmosfera ancora più pesante ci ha pensato il guasto all’impianto di climatizzazione, che ha costretto i presenti a patire il caldo torrido di luglio.

Il “patto” e la ritirata sui temi caldi

Per evitare che il Consiglio saltasse prima ancora di partire, la presidente Besana ha dovuto rivolgere un appello diretto ai quattro membri dell’opposizione presenti in aula: Federico Bove, Luca Monguzzi, Michele Calloni e Simone Sgura (assenti Palma e Gaye).

Besana ha chiesto alle minoranze di restare in aula per garantire il numero legale almeno sui primi due punti tecnici della serata. L’opposizione ha accettato per senso di responsabilità verso i cittadini, ma il prezzo politico pagato dalla maggioranza è stato altissimo. Per incassare il via libera su Bilancio e Segreteria Comunale, il centrodestra ha dovuto battere in ritirata e ritirare i due punti politicamente più caldi e identitari all’ordine del giorno: la riforma della Consulta Giovanile e, soprattutto,  la sperimentazione del Taser per la Polizia Locale.

Il taser per gli agenti della Polizia locale

Quello dell’arma a impulsi elettrici era un argomento già caldissimo alla vigilia, destinato a dividere profondamente l’aula e a scatenare una battaglia ideologica e tecnica tra i banchi della politica arcorese. Il dibattito, tra l’altro, sarebbe arrivato al voto in un momento di massima sensibilità nazionale, condizionato inevitabilmente dai fatti drammatici accaduti proprio il giorno prima a Bologna, dove un intervento delle forze dell’ordine finito in tragedia ha riacceso i riflettori e le polemiche sugli strumenti di contenzione e sulla gestione della sicurezza urbana. Con una maggioranza così risicata e frammentata dai dissidi interni, affrontare un voto su un tema così divisivo sarebbe stato un suicidio politico.

Resta il dato politico pesante: il centrodestra arcorese si è salvato solo grazie al salvagente lanciato dagli avversari. Un campanello d’allarme che dimostra come i “mal di pancia” interni stiano paralizzando l’azione amministrativa, costringendo la giunta a rinviare a data da destinarsi le proprie bandiere programmatiche.

Ora la prossima Assise è convocata per settembre. E proprio alla ripresa dei lavori, dopo la pausa estiva,  approderà in Assise anche il nuovo Piano di Governo del Territorio. Ma quella sarà un’altra storia tutta da scrivere.