Il muso del Leone del Ponte dei Leoni di Monza è tornato al suo antico splendore, ma ci vorrà ancora un mesetto abbondante per vederlo tornare a ruggire.
Il Leone restaurato è pronto

L’intervento di restauro della statura del Ponte dei leoni danneggiata a Capodanno avrebbe dovuto concludersi a luglio e così è stato. Il cantiere, partito a maggio e costato 75mila euro, non è stato però ancora smantellato dal centro storico.
Da qui la critica del consigliere comunale Paolo Piffer (Civicamente): «Il primo giorno di cantiere fuochi d’artificio, comunicati stampa, video con influencer etc. poi il nulla. I lavori sarebbero dovuti finire “presumibilmente” il 12 luglio, invece… Va beh, sarà sicuramente questione di giorni. Aspettiamo, in fondo è famosa la pazienza del Leone, meno quella del monzese».
Neanche 24 ore più tardi a replicargli ci ha pensato il vicesindaco Egidio Longoni: «Checché ne dica qualche pifferaio magico il leone è pronto».
Nello svelare in esclusiva la foto del restauro, Longoni ha anche spiegato il motivo per cui non è stata ancora ricollocata la statua a beneficio di tutti i monzesi.
«La Soprintendenza ci ha chiesto prudenza. I lavori sono ultimati, ma l’indicazione è stata quella di proteggerlo fino almeno a dopo il Gran Premio, cosa che noi faremo perché è un’opera d’arte per tutta la città rivedere il Leone riportato a vita artistica e architettonica nella nostra città».
Il restauro è arrivato dopo che cinque minorenni fecero esplodere un petardo infilato a mo’ di sigaretta nella bocca di un leone, facendo saltare il muso. Un atto che colpì vivamente i monzesi, affezionati alle quattro belve assise sul ponte.
Il diktat della Soprintendenza
Il progetto, sotto la supervisione del professor Amedeo Bellini del Politecnico e degli architetti Francesca Gerbelli e Marcello Sita, ha previsto la rimozione dei depositi superficiali a secco; la pulitura con trattamenti ad impacco; la rimozione di ulteriori depositi con compresse di polpa di cellulosa e soluzioni di sali inorganici; la rimozione di croste nere e macchie, con microaeroabrasivatura di precisione. Conclusa questa fase, è stata la volta del ristabilimento dell’adesione con iniezioni di prodotti leganti per riempire vuoti o tasche e iniezioni di resina epossidica; stuccatura di fessurazioni, fratturazioni, bordi e lacune; revisione cromatica di rasature e stuccature; protezione finale con applicazione a pennello di soluzioni specifiche per poi arrivare alla integrazione, con rifacimento in copia in marmo di Carrara, per ricostruire la parte perduta del muso del leone, corrispondente alle fauci.
Un restauro attuato anche grazie a un laser scanner che ha realizzato una scansione del muso danneggiato, un calco del muso di uno degli altri leoni, un modello in 3D che sarà rifinito da uno scultore, un elemento di prova sintetico.
La sistemazione del celebre Ponte non si conclude però con il restauro del leone.
Il Comune aveva già previsto a bilancio una ripulitura generale delle statue (costo previsto: 100mila euro). «Questa seconda fase di ripulitura avverrà nei prossimi mesi, quando metteremo poi i ponteggi sugli altri leoni», ha concluso il vicesindaco.