Il cordoglio

Si è spenta Angela Caglio: addio alla figlia del partigiano Francesco, martire a Fossoli

Si è spenta a 86 anni la storica testimone della Resistenza brianzola. Insieme alla sorella Bianca ha custodito il ricordo del padre Francesco, il catechista e operaio della Bestetti catturato dai fascisti e fucilato nel campo di Fossoli nel luglio del 1944.

Si è spenta Angela Caglio: addio alla figlia del partigiano Francesco, martire a Fossoli

Le comunità di Lesmo e Arcore si stringono in un profondo abbraccio per la scomparsa di Angela Caglio, deceduta ieri mattina, 29 luglio, dopo una breve malattia. Classe 1940, Angela si è spenta lasciando un vuoto immenso tra i familiari, a partire dalla sorella maggiore Bianca, e tra le file dell’Anpi locale, che per anni ha visto in lei una testimone dolcissima e instancabile della Resistenza e del sacrificio dei suoi genitori, Francesco Caglio ed Erminia Rivolta.

Bianca Caglio al centro durante una conferenza organizzata alcuni anni fa all’oratorio San Carlo di Gerno

Con la sua scomparsa scompare un pezzo di storia viva del nostro territorio, ma resta indelebile l’eco di una vicenda familiare che ha segnato la Brianza profonda negli anni più bui della dittatura nazifascista.

Una vita per la fede e la libertà: chi era Francesco Caglio

Per capire il valore della testimonianza che Angela ha portato avanti per tutta la vita, bisogna fare un passo indietro, fino a quel drammatico 1944. Suo padre, Francesco Caglio, era originario della frazione La Ca’ di Lesmo, proprio sul confine con Arcore, cittadina dove poi si sviluppò tutta la sua vita sociale e religiosa.

Rimasto orfano di madre a soli 13 anni, Francesco aveva accarezzato il sogno della vita consacrata nel convento dei Cappuccini a Sarzana, ma problemi di salute lo costrinsero a rinunciare. Tornato in Brianza, divenne magazziniere alla Moto Gilera e un pilastro dell’oratorio, oltre che stimatissimo catechista laico. Negli anni Trenta, sfidando i divieti del regime, divenne un attivo propagandista della stampa cattolica (allora legata alle uniche realtà tollerate, Azione Cattolica e FUCI), macinando chilometri a piedi, in bicicletta e in treno tra Monza, Vimercate e Lecco.

Nel 1937 il matrimonio con Erminia Rivolta, dal quale nacquero le due figlie: Bianca Maria nel 1938 e Angela Maria nel 1940.

Con lo scoppio della guerra e l’armistizio dell’8 settembre, Francesco era già pronto per la lotta clandestina. Per operare con maggiore sicurezza, lasciò la Gilera (troppo presidiata dai tedeschi) e passò all’Aeronautica Bestetti: qui, sfruttando una maggiore libertà di movimento, riuscì a organizzare e inviare assistenza ai partigiani dislocati sulle montagne del Lecchese.

La trappola, la tortura e l’ultimo pensiero alle sue bambine

La sua attività si interruppe bruscamente il 6 marzo 1944. Probabilmente tradito da una spia locale, Francesco venne fermato per strada vicino a casa dal tenente Garofalo dell’UPI (Ufficio Politico Investigativo) e da un manipolo di soldati tedeschi. In tasca aveva due pistole di piccolo calibro.

Rinchiuso nelle carceri di Monza, venne sottoposto a interrogatori estenuanti e torture brutali, ma non tradì mai i compagni. Passò poi dal carcere milanese di San Vittore fino al trasferimento definitivo nel campo di transito di Fossoli, a Carpi.

È da quel campo di prigionia che il 29 giugno 1944 Francesco scrisse l’ultima, commovente lettera alla moglie “Mina” (Erminia). Una lettera che oggi, nel giorno della scomparsa di Angela, suona come un testamento d’amore eterno. In quelle righe, il partigiano chiedeva notizie delle sue bimbe e scriveva:

“Cara la Bianca, che si comporta così bene e cara pure la capricciosetta Angela, te la raccomando proprio di cuore, Mina mia, sono due tesori a cui tengo proprio tanto, più che a qualunque altro bene di questo mondo”.

Meno di un mese dopo, il 12 luglio 1944, Francesco Caglio venne fucilato a Fossoli insieme ad altri 66 martiri.

Il ricordo dell’ANPI: “Custode di una memoria preziosa”

La piccola Angela, che aveva solo 4 anni quando il padre venne ucciso, è cresciuta custodendo quel ricordo e l’esempio di dignità della madre Erminia. Negli anni, insieme alla sezione ANPI di Lesmo, ha partecipato a tantissimi momenti di condivisione pubblica per fare in modo che quel sacrificio non andasse perduto.

I membri dell’associazione la ricordano oggi con profonda commozione in tre momenti speciali: il doloroso ma necessario pellegrinaggio proprio al campo di Fossoli, la memorabile conferenza all’oratorio di Gerno di Lesmo e l’intensa serata di testimonianza all’oratorio di Lesmo. Posti in cui Angela parlava ai ragazzi con la forza di chi ha vissuto la grande Storia sulla propria pelle.

La scomparsa di Angela Caglio priva il territorio di una voce limpida e di un sorriso buono, ma le comunità di Lesmo e Arcore sanno che quel testimone di libertà, oggi più che mai, è passato nelle mani di tutti noi.

Domani, venerdì, le esequie a Milano. Il nodo burocratico per la sepoltura ad Arcore

Le esequie di Angela Caglio verranno celebrate domani mattina, venerdì, alle ore 9 a Milano, città in cui era residente, nella chiesa di Santa Maria Beltrade, via Oxilia 8. In queste ore, l’Amministrazione comunale, in particolare il sindaco Maurizio Bono e il consigliere Tommaso Confalonieri, stanno cercando di sondare la possibilità di esaudire l’ultimo grande desiderio della donna: essere seppellita ad Arcore, proprio accanto al suo amato papà Francesco.

Un ricongiungimento familiare che però si sta scontrando con i rigidi regolamenti di polizia mortuaria, rendendo l’operazione estremamente complessa. Il partigiano Francesco, infatti, riposa ad Arcore all’interno del monumento ad hoc dedicato alla memoria dei partigiani insieme ai suoi compagni, una collocazione che di fatto esclude la possibilità di una sepoltura attigua per i familiari.

Per sbloccare la concessione e consentire il seppellimento nel cimitero arcorese, Angela avrebbe dovuto avere un legame di parentela con un cittadino di Arcore attualmente vivente, ma purtroppo non vi è nessuno in possesso di questo requisito. Anche la carta delle origini presenta un ostacolo formale: Angela nacque sì nella storica casa di via 24 Maggio, ma la sponda della strada in cui sorgeva l’abitazione si trovava, all’anagrafe, sotto il territorio comunale di Lesmo. Le istituzioni stanno provando a cercare una soluzione, ma i vincoli normativi restano al momento un ostacolo difficilmente superabile.