Tragica scomparsa

Villasanta piange la sua storica maestra

Il paese piange l'86enne Silvana Viganò Gerli. La donna è stata trovata senza vita nella sua abitazione sabato mattina

Villasanta piange la sua storica maestra

Una notizia che rapidamente ha fatto il giro del paese e che stringe il cuore di intere generazioni di villasantesi, unita a un momento di forte apprensione che ha tenuto con il fiato sospeso il vicinato di via Edison.
Sabato mattina è stata trovata priva di vita nella sua abitazione Silvana Viganò Gerli, storica e amatissima maestra elementare del paese. Aveva 86 anni. A stroncarla è stato un malore fatale, una morte naturale che non le ha lasciato scampo, ma a rendere drammatico il ritrovamento è stata la dinamica delle ore precedenti, che ha richiesto l’intervento d’urgenza dei soccorritori.


A far scattare le ricerche è stata la figlia Cristiana, che vive in Olanda con la sua famiglia. Nonostante la distanza, il loro legame era quotidiano: una videochiamata ogni sera e ogni mattina per sentirsi vicine. Sabato, però, quel telefono ha squillato a vuoto. Nessun segno di vita dall’appartamento di via Edison, un silenzio insolito che ha immediatamente insospettito e allarmato la figlia.
Cristiana ha così allertato prima i vicini di casa e poi i soccorsi. Sul posto sono giunti tempestivamente i Vigili del Fuoco, i sanitari del 118, i Carabinieri e la Polizia locale. Una volta all’interno dell’abitazione, i soccorritori non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dell’anziana. Al momento le esequie non sono ancora state fissate, in attesa del completamento delle lunghe procedure burocratiche per il via libera al funerale.

Una vita per la scuola e l’intuizione dell’integrazione

Nata nel 1939, Silvana Viganò si era diplomata alle magistrali a Milano, iniziando a insegnare nelle scuole comunali del capoluogo a soli 18 anni. Nel 1965 il trasferimento in Brianza, a Villasanta, insieme al marito Augusto Gerli. I primi passi sul territorio la videro impegnata nelle storiche «pluriclassi» di Correzzana, dove gestiva contemporaneamente bambini di età diverse. Nel 1970 arrivò finalmente la cattedra definitiva alle elementari di Villasanta, dove è rimasta fino alla pensione, arrivata nel 1996.
Per decenni è stata un vero e proprio pilastro della didattica locale, ricoprendo anche il ruolo di vicepreside al fianco della dirigente Mirtilli Morgana prima, e collaborando strettamente con la preside Emma Carcaterra poi. Ma la maestra Silvana era soprattutto un’innovatrice, dotata di una sensibilità sociale fuori dal comune: in anni in cui il tema dell’integrazione muoveva i primi passi, non esitava a portare a casa propria i bambini extracomunitari per insegnare loro l’italiano gratuitamente, mossa da una profonda vocazione educativa.

“Una maestra con gli attributi e dallo spirito libero”

Non appena la notizia si è diffusa, la rete si è riempita di messaggi di cordoglio. Il ritratto che emerge dai commenti di ex allievi e colleghe è quello di una donna straordinaria, dotata di una memoria di ferro e di un’ironia tagliente. «Era l’insegnante di mio fratello – ricorda una cittadina – e a distanza di cinquant’anni si ricordava ancora perfettamente di tutti. Una donna innovativa, sempre avanti, una maestra ‘con le palle’. Una volta le chiesi cosa pensasse dei metodi di insegnamento di oggi rispetto a quelli di una volta: lei rise e mi disse semplicemente ‘basta guardarsi attorno'”».

Toccante il ricordo dell’ex assessore Laura Varisco

Anche il mondo della scuola profonda si è stretto attorno alla famiglia, come testimoniano le parole sentite di Laura Varisco, insegnante ed ex assessore durante la Giunta guidata da Luca Ornago.

«Cara Silvana, te ne sei andata in una calda giornata estiva. Mi piace immaginarti sorridente e con gli occhi brillanti e vivaci. Non sei stata la mia maestra, ma ti ricordo passare nei corridoi con quaderni e libri tra le braccia. Ti ho conosciuta da ‘grande’ e con te era sempre un piacere fermarsi a parlare, a volte per chiacchierate belle lunghe. Si parlava della tua scuola e della mia scuola, quella che tu non hai conosciuto; i tuoi confronti e i tuoi suggerimenti erano sempre interessanti e utili. Hai sempre vissuto il tuo tempo, per cui spesso ci si trovava a parlare di politica locale o nazionale, o di come Villasanta stesse cambiando. Sei sempre stata libera di pensare e di dire: prenderò questa tua ‘libertà di pensiero’ come esempio».

Il ricordo della figlia: “Fino all’ultimo nella sua casa-museo”

“Mamma viveva da sola nonostante le mie continue insistenze – ha sottolineato la figlia Cristiana –. Da tanto tempo la invitavo a venire a vivere con noi in Olanda, ma non ne voleva sapere. Voleva la sua indipendenza ed era ancora decisamente in gamba. Le avevo anche proposto di trasferirsi temporaneamente nella nostra casa di Milano che ha l’aria condizionata in maniera da poter affrontare il caldo di questi mesi”.
La scelta di rimanere in via Edison era legata anche a un filo invisibile ma indissolubile con il passato. Il marito, Augusto Gerli, scomparso circa dieci anni fa, era un volto notissimo in Brianza per la sua straordinaria vena artistica, diviso tra l’insegnamento della Storia dell’Arte e una prolifica produzione personale tra affreschi, pittura e incisione.

“La sua casa è una vera opera d’arte – conclude la figlia –, custodisce tutte le opere di mio papà. Una specie di casa-museo in cui mamma ha voluto rimanere fino all’ultimo”.

Villasanta perde non solo un’insegnante straordinaria, ma un pezzo della propria storia culturale e civile.