Il cordoglio

Si è spento Aldo Tassi, l’uomo che trasformò un sogno in una delle grandi imprese della Brianza

Scomparso lo storico fondatore e patron di Tisettanta, noto marchio d'arredamento brianzolo

Si è spento Aldo Tassi, l’uomo che trasformò un sogno in una delle grandi imprese della Brianza

Di Marco Pirola

Ci sono uomini che lasciano un’azienda. E ce ne sono altri che lasciano un modo di intendere il lavoro, l’impresa e la vita. Dire che Aldo Tassi era di Giussano è riduttivo. Aldo apparteneva alla Brianza tutta. Apparteneva a questa seconda categoria. Con la sua scomparsa la Brianza perde uno degli imprenditori che hanno scritto una pagina importante della sua storia industriale, un uomo capace di costruire il proprio destino partendo da zero. Con il coraggio di chi non aspetta che il futuro arrivi, ma lo costruisce giorno dopo giorno. La sua storia è quella di una generazione che ha fatto grande la Brianza.

Dalla pompa di benzina a Tisettanta

Da ragazzo lavorava in una pompa di benzina, imparando presto che il lavoro non conosce scorciatoie. Da lì iniziò un percorso fatto di sacrifici, intuizioni e tenacia che lo portò, passo dopo passo, a fondare e guidare la Tisettanta, azienda che sarebbe diventata uno dei simboli dell’industria del mobile e dell’arredamento brianzolo, conosciuta e apprezzata ben oltre i confini del territorio. Dietro quel successo non c’erano formule magiche, ma una straordinaria capacità di guardare avanti, di cogliere le opportunità prima degli altri, di credere nelle persone e nel valore del fare. Tassi apparteneva alla schiera degli imprenditori che arrivavano in azienda prima di tutti e se ne andavano per ultimi. Era convinto che il lavoro fosse prima di tutto responsabilità, esempio e presenza quotidiana. Anche negli ultimi tempi quando il suo “buen ritiro” di Ghisalba nella bassa Bergamasca lo vedeva spesso protagonista.

Per decenni la Tisettanta è stata molto più di una fabbrica. È stata un luogo di crescita professionale e umana per centinaia di lavoratori, una realtà che ha contribuito a fare della Brianza uno dei distretti del mobile più conosciuti d’Europa. Il suo nome è rimasto legato a una stagione in cui il saper fare brianzolo era sinonimo di qualità, innovazione e capacità di conquistare i mercati. Ma chi lo ha conosciuto ricorda soprattutto l’uomo. Il carattere deciso, il carisma naturale, la determinazione che non veniva mai meno e quella curiosità che lo accompagnava ancora negli ultimi anni. Era uno di quegli imprenditori che non smettevano mai di progettare, di immaginare, di lavorare. Fino all’ultimo.

Oggi il suo testimone resta nelle mani delle figlie e dei nipoti, che continuano a portare avanti con orgoglio quell’impresa nata da un’intuizione e cresciuta grazie a una vita interamente dedicata al lavoro. Ma resta soprattutto nella memoria di un territorio che in uomini come Aldo Tassi riconosce una parte della propria identità: quella fatta di fatica, talento, coraggio e capacità di rialzarsi sempre.

tassi
Aldo Tassi

Il cordoglio di Adriano Corigliano

Tra i messaggi di cordoglio c’è quello del vicesindaco di Giussano, Adriano Corigliano, che con Aldo Tassi ha condiviso un lungo percorso professionale e umano:

«Con la scomparsa di Pietro Aldo Tassi il nostro territorio perde un imprenditore straordinario e, per molti di noi, un autentico punto di riferimento umano. Ho avuto il privilegio di lavorare al suo fianco per sei anni e di essergli amico per sedici. In lui ho sempre ammirato qualità rare: una straordinaria capacità di visione, un intuito fuori dal comune, un carisma naturale e una dedizione al lavoro che non è mai venuta meno. Il signor Tassi era uno di quegli uomini che si sono costruiti da soli, con sacrificio, coraggio e determinazione, continuando a lavorare fino all’ultimo giorno. Il suo esempio resterà vivo non solo nell’azienda che ha contribuito a far crescere e che oggi le figlie e i nipoti portano avanti con orgoglio, ma anche nelle tante persone che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e di condividere con lui un tratto di strada».