L'intervento

Nuovo Polo dell’infanzia di Sulbiate, la replica del Comune sui costi per l’inaugurazione

Dopo le polemiche sulla cifra stanziata per la prossima cerimonia del taglio del nastro, parla la sindaca Carla Della Torre

Nuovo Polo dell’infanzia di Sulbiate, la replica del Comune sui costi per l’inaugurazione

In seguito all’editoriale pubblicato sul numero di martedì 4 agosto del Giornale di Vimercate a firma direttore Marco Pirola, dal titolo “Sei i bimbi costano meno del catering”, il Comune di Sulbiate ha diramato un comunicato stampa con alcune precisazioni in merito alla vicenda legata al nuovo polo dell’infanzia del paese brianzolo.

Il punto di vista del Comune

Una nota, quella firmata dalla sindaca Carla Della Torre, che ha voluto mettere in evidenza il proprio punto di vista sullo stanziamento di 25 mila euro per la cerimonia di inaugurazione della nuova struttura di via IV Novembre.

Carla Della Torre, sindaca di Sulbiate

«L’editoriale pubblicato da questo giornale sceglie deliberatamente la strada dell’ironia e della caricatura, cosa del tutto legittima, ma isola il fatto dal contesto, caricandolo di significati che finiscono per alterare la prospettiva generale – sottolinea la sindaca Della Torre – È una tecnica narrativa efficace per costruire una polemica ma non aiuta i cittadini a comprendere la portata delle decisioni assunte. Quando si perde il contesto, anche il giudizio rischia di perdere equilibrio.

A partire dal dato principale, presentato in modo fuorviante: i 25.000 euro non sono una spesa già sostenuta né una cifra che verrà necessariamente utilizzata per intero. Si tratta di uno stanziamento massimo previsto a bilancio, che definisce il tetto di spesa autorizzato e non il costo finale dell’iniziativa. Chiunque abbia un minimo di dimestichezza con la contabilità pubblica sa bene che tra quanto viene stanziato e quanto viene effettivamente impegnato e speso può esserci una differenza significativa.

Ma soprattutto, non si tratta del costo di un semplice taglio del nastro. L’inaugurazione del nuovo Polo dell’Infanzia è stata pensata come una giornata aperta alla cittadinanza, con visite guidate che consentiranno ai cittadini di entrare nella struttura, conoscere gli spazi e vedere da vicino un’opera pubblica che rappresenta uno degli investimenti più importanti realizzati negli ultimi anni dal Comune. Durante il pomeriggio sono inoltre previsti laboratori e attività dedicate ai bambini, perché il vero significato dell’evento è far vivere e conoscere il Polo dell’Infanzia alla comunità. Quella struttura accoglierà i bambini e le famiglie del territorio negli anni a venire. È quindi dovere dell’Amministrazione farla conoscere ai genitori che saranno chiamati a scegliere dove iscrivere i propri figli nel prossimo anno scolastico. Aprire le porte dell’edificio e illustrarne le caratteristiche alle famiglie non è un capriccio né un lusso, ma un’attività di informazione e di trasparenza verso i cittadini.

Ancora più importante è ciò che nell’articolo viene completamente taciuto: quelle risorse derivano dall’avanzo di amministrazione e non rappresentano una sorta di salvadanaio da utilizzare liberamente per qualsiasi finalità. Le norme di finanza pubblica stabiliscono vincoli precisi sulla destinazione dell’avanzo e non consentono semplicemente di spostare quelle somme sulla spesa corrente ordinaria o su contributi alle famiglie. E se davvero vogliamo parlare di aiuti concreti alle famiglie, allora è doveroso farlo con tutti i numeri sul tavolo. Nel 2025 il Comune ha stanziato 217.000 euro di contributi a sostegno delle famiglie e dei minori, tra scuola dell’infanzia, istituto comprensivo, assistenza educativa per gli alunni con fragilità e integrazione rette all’asilo nido, perché riteniamo il welfare familiare non uno slogan buono per una polemica estiva, ma una priorità concreta che trova riscontro nel bilancio comunale.

Raccontare ai cittadini che la scelta sarebbe tra l’inaugurazione e un bonus per i bambini significa proporre un paragone suggestivo, ma scorretto e pretestuoso. Si crea così una contrapposizione artificiale tra i bambini e l’evento inaugurale, come se l’amministrazione avesse deciso di destinare risorse ai festeggiamenti invece che all’infanzia. La realtà è esattamente opposta: il Comune ha investito 7,5 milioni di euro proprio per realizzare un Polo dell’Infanzia moderno, sicuro, sostenibile e funzionale. Se c’è una scelta concreta a favore dei bambini, è proprio quella rappresentata dall’opera realizzata. Ridurre tutto al costo presunto di un’inaugurazione significa spostare l’attenzione dall’opera stessa al contorno, privilegiando la polemica rispetto all’informazione.

Colpisce che, secondo quanto scritto nell’editoriale, l’evento passerà e i cittadini si ricorderanno soltanto dei soldi spesi. È una riflessione che conduce a una conclusione paradossale: allora non si dovrebbe più organizzare alcun evento pubblico, che, per sua natura, dura poche ore, mentre la spesa resta registrata nei bilanci. Eppure non risulta che lo stesso metro di giudizio venga applicato con altrettanta severità ad altre iniziative dove spesso vengono impiegate risorse anche superiori senza suscitare analoghe campagne di indignazione. Ben vengano il controllo e la critica sull’utilizzo del denaro pubblico, che sono parte essenziale del dibattito democratico: le amministrazioni devono sempre rendere conto delle proprie scelte e le critiche sono utili quando aiutano a comprendere meglio le decisioni. Tuttavia, il controllo dovrebbe essere esercitato con equilibrio e coerenza, non a geometria variabile. Per questo è legittimo chiedersi perché un’inaugurazione legata a un’opera pubblica da 7,5 milioni di euro destinata ai bambini e alle famiglie abbia generato un attacco di questa intensità. Perché una tale attenzione concentrata su uno stanziamento massimo di 25.000 euro, peraltro destinato non a un semplice rinfresco ma a un’intera giornata di apertura alla cittadinanza, attività per i bambini e momenti informativi rivolti alle famiglie che dovranno scegliere di iscrivere qui i propri figli?

Comprendiamo il voler strappare un sorriso, meno il presentare un’informazione parziale e una narrazione polemica costruita per suscitare indignazione. Noi continuiamo a preferire i fatti alle battute: 7,5 milioni investiti nel Polo dell’Infanzia, 217.000 euro annui stanziati per il sostegno alle famiglie e una gestione delle risorse pubbliche nel rispetto delle norme di bilancio. I cittadini meritano un dibattito fondato sui fatti e sapranno giudicare se sia più utile discutere di questi numeri o di forbici forgiate nelle miniere e pizzette cotte a legna degli alberi genealogici».