Il progetto

Sede della storica banda, archivio comunale e un ristorante: Cascina Bindellera è finalmente (quasi) pronta

Sopralluogo del sindaco di Brugherio Roberto Assi nell'edificio del Municipio riqualificato dall'operatore del Piano di lottizzazione residenziale

Sede della storica banda, archivio comunale e un ristorante: Cascina Bindellera è finalmente (quasi) pronta

Si intravede finalmente la luce in fondo al tunnel di un progetto rimasto per anni fermo con le quattro frecce. E che, nel recente passato e sotto l’Amministrazione Assi, ha subìto un’accelerazione.

Il progetto di Cascina Bindellera ha preso forma

Come riportato dai colleghi di Primalamartesana.it, il sindaco Roberto Assi ha eseguito, nei giorni scorsi, un sopralluogo all’interno della Cascina Bindellera di Brugherio, di proprietà del Municipio e riqualificata nell’ambito del Piano di lottizzazione residenziale che ha visto sorgere un nuovo condominio proprio accanto all’edificio. Il cantiere sta per essere ultimato e manca davvero poco per la consegna (chiavi in mano) al Comune.

Le realtà e i servizi che vi troveranno “casa”

In Cascina Bindellera ci sarà la sede del Corpo musicale Sant’Albino San Damiano. E’ stata modificata la convenzione originaria del 2012, che la prevedeva al piano interrato. Poi la decisione della Giunta Assi di innalzarla al piano terra. Ma qui, in base agli originari disegni e intendimenti, non c’erano le misure necessarie affinché i musicisti potessero provare con la classica disposizione circolare.

Dopo mesi di confronto tra l’associazione e gli uffici comunali era giunta la “fumata bianca”, destinata a bloccare il “pellegrinaggio” della banda che, con oltre un secolo di storia alle spalle e un numero di aderenti sempre in crescita, aveva rischiato di dire addio a Brugherio per l’impossibilità di trovare una “casa” definitiva in città.

Oltre alle opere a scomputo a carico dell’impresa costruttrice, Villa Fiorita ha messo sul tavolo altri 60mila euro, per creare una sorta di dépendance tutta dedicata alla formazione musicale, che potrà disporsi ad anfiteatro.

Al livello -1 troverà spazio l’archivio comunale, così da non pagare più circa 50mila euro all’anno per l’affitto di un capannone, mentre all’ultimo dovrebbero essere collocati alcuni spazi del Municipio ora ospitati nel Maria Bambina, l’ex oratorio destinato a svuotarsi (ad esclusione dei medici) nel corso nel 2026 in vista dell’ipotizzata demolizione dell’ala “moderna” di Villa Fiorita. Una strategia tutta in divenire che verrà sviluppata nell’ambito dell’elaborazione del nuovo Piano di governo del territorio e di interventi urbanistici prossimi a partire.

L’ipotesi di un ristorante a scopo sociale

A ciò si aggiunge un corpo di fabbrica separato, consegnato pronto all’uso. Il Municipio lo vorrebbe mettere a reddito per dare vita a un’attività di ristorazione che strizzi l’occhio all’inclusione sociale.