Zaino in spalla, il cuore pieno di entusiasmo e le mani già impolverate dalla terra rossa dell’Africa profonda. Se lo scorso mese di giugno il viaggio per ventisette ragazzi di Concorezzo, accompagnati da don Luca Valenti, era solo una promessa fatta sul sagrato di casa, oggi quel viaggio è diventato realtà quotidiana. Dal 6 agosto scorso, il gruppo della Pastorale Giovanile si trova infatti sul campo ad Amakpapé, in Togo, dove sta vivendo a pieno ritmo una straordinaria esperienza di servizio e condivisione.

Sullo sfondo della messa comunitaria celebrata lo scorso 28 giugno a Concorezzo, era risuonata forte tra le navate la parola mandato. Una consegna solenne ricevuta tra gli sguardi orgogliosi dei genitori e l’affetto dell’intera comunità parrocchiale: quella di andare, guardare, sporcarsi le mani e poi tornare profondamente cambiati. Una promessa che i giovani concorezzesi stanno mantenendo giorno per giorno, sotto il sole cocente dell’Equatore.
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La missione in Togo
La destinazione di quest’anno ha il nome caldo e ritmato della Missione di Amakpapé, situata a circa ottanta chilometri a nord della capitale Lomé, appena oltre la città di Notsé. Lì, dove la terra si tinge del colore dei mattoni e la vegetazione rurale si fa fitta, sorge il presidio gestito dall’associazione Cuori Grandi: un piccolo miracolo quotidiano guidato da Suor Patrizia e Maristella, affiancate con dedizione dalle Suore Canossiane.

In quel fazzoletto di mondo, la missione rappresenta il fulcro della vita comunitaria: è la scuola dove fino a 800 bambini e ragazzi costruiscono il proprio futuro, dalle elementari fino al liceo; è il pozzo che dona acqua potabile e pulita; è il presidio medico fondamentale nella lotta alla malaria e alle malattie endemiche.
Ed è proprio in questa struttura articolata che, esattamente da sei giorni, si è inserita con energia la routine dei giovani brianzoli, tutti universitari tra i 20 e i 25 anni, affiancati e guidati ancora una volta da don Luca Valenti, responsabile della pastorale giovanile.
Giornate intense vissute nei cantieri del nuovo ospedale
«Stiamo facendo la vita insieme a questa comunità di suore e alla gente del posto», raccontano dalla missione. Le giornate sono intense: la mattina si lavora duro nei cantieri del nuovo ospedale e nel pomeriggio ci si dedica ai balletti, ai giochi e all’animazione dell’oratorio con centinaia di bambini.

Niente sconti o ritmi da vacanza: si passa dall’animazione festosa ai secchi di pittura, alle pale e alle scope per rendere agibile la nuova struttura sanitaria in costruzione. L’ampliamento del dispensario, destinato a diventare un vero e proprio ospedale di riferimento per l’intera regione rurale, richiede braccia e fatica, e i ragazzi di Concorezzo non si stanno tirando indietro.
Una missione che trasforma la vita
Un traguardo, quello della presenza in Togo, raggiunto dopo un intero anno di impegno e sacrifici. Dietro ai venti giorni ad Amakpapé ci sono serate spese a far quadrare i conti, banchetti sul sagrato per la vendita di piante, gli aperitivi comunitari per la Festa del Papà e le calde sere di giugno trascorse instancabilmente dietro il bancone del bar dell’oratorio durante i tornei estivi. Ogni birra spillata e ogni piantina confezionata nei mesi scorsi si sono trasformate oggi in mattoni e aiuti concreti per la missione.
Oggi, a metà esatta del loro percorso che si concluderà il prossimo 25 agosto, per i ventisette ventenni di Concorezzo la fatica del cantiere e il calore dei sorrisi dei bambini togolesi testimoniano che il regalo più grande lo stanno ricevendo proprio loro. La missione continua.