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Inchiesta sull’asilo nido di Muggiò, parla il sindaco: «La struttura non era accreditata con il Comune»

Il primo cittadino interviene dopo l'arresto della titolare e di un'educatrice: «Siamo profondamente preoccupati, soprattutto per i bambini e le loro famiglie»

Inchiesta sull’asilo nido di Muggiò, parla il sindaco: «La struttura non era accreditata con il Comune»

«Quello che è emerso nella vicenda dell’asilo nido che ha colpito la nostra città ci preoccupa profondamente, soprattutto pensando ai bambini e alle loro famiglie». Sono le parole del sindaco di Muggiò, Michele Messina, intervenuto con un videomessaggio dopo la notizia dell’inchiesta che ha portato agli arresti domiciliari della titolare di un asilo nido della città e di un’educatrice.

La vicenda, emersa nei giorni scorsi, riguarda un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Monza e condotta dalla Squadra Mobile della Questura. Le due donne, rispettivamente di 42 e 24 anni, sono accusate di maltrattamenti ed esercizio abusivo della professione. Per altre due educatrici, di 32 e 49 anni, sono stati invece raccolti gravi elementi indiziari, senza che nei loro confronti venissero disposte misure cautelari.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, nell’asilo sarebbero state documentate carenze nell’accudimento dei bambini, un’inadeguata somministrazione di cibo e bevande e, in alcuni casi, punizioni degradanti e metodi educativi denigratori e coercitivi. I piccoli coinvolti avevano un’età compresa tra pochi mesi e tre anni.

«La struttura non era accreditata con il Comune»

Nel suo intervento, Messina ha voluto innanzitutto chiarire un aspetto relativo ai rapporti tra l’asilo e l’Amministrazione comunale: la struttura coinvolta nell’inchiesta non era accreditata con il Comune di Muggiò.

Una precisazione che il sindaco ha ritenuto necessaria, ma che non significa, ha sottolineato, che l’Amministrazione intenda restare estranea alla vicenda: «Questo non significa naturalmente che non resteremo attenti a tutta una vicenda molto grave – ha spiegato Messina -, perché la tutela dei bambini viene prima di qualsiasi altra cosa».

Il Comune, dunque, seguirà l’evoluzione della situazione per quanto rientra nelle proprie competenze, con particolare attenzione alle conseguenze per i bambini e per le loro famiglie.

L’inchiesta e gli arresti

L’indagine era stata avviata nell’aprile scorso e ha portato alla raccolta di elementi ritenuti gravi nei confronti delle quattro educatrici. Per la titolare e la 24enne è scattata la misura degli arresti domiciliari, eseguita dagli agenti della polizia di Stato nelle prime ore del 10 agosto. Le indagate sono state rintracciate nelle province di Monza e Brianza, Bergamo e Parma.

Alla giovane educatrice viene contestato anche di avere svolto, da gennaio, la professione senza i titoli abilitativi previsti dalla legge. Alla titolare viene contestato, anche in relazione al ruolo ricoperto, di essersi avvalsa per sette mesi della prestazione professionale di una dipendente priva dei requisiti richiesti.

Nel corso dell’inchiesta sono state inoltre effettuate perquisizioni nelle abitazioni delle persone coinvolte e all’interno della struttura, alla ricerca di ulteriori elementi utili alle indagini.

«La sicurezza dei bambini non può passare in secondo piano»

Nel videomessaggio, il sindaco di Muggiò ha quindi ribadito la necessità di attendere il lavoro degli inquirenti e della magistratura: «Per questo guardiamo con attenzione il lavoro della polizia e della magistratura affinché accertino le cause e chi e quali responsabilità ci sono nella vicenda», ha dichiarato Messina.

E ha concluso con un messaggio particolarmente netto: «La sicurezza, la dignità e il benessere dei bambini non può mai essere messo in un secondo piano».

La vicenda giudiziaria è tuttora nella fase delle indagini preliminari: le contestazioni dovranno quindi trovare eventuale conferma nel corso del procedimento e per le persone coinvolte vale il principio di presunzione di non colpevolezza fino a un’eventuale sentenza definitiva.