In tutela del bosco

Studentato nell’ex caserma IV Novembre, il nodo del verde di via Grigna: «Ci sono alternative»

Il Coordinamento di comitati e associazioni torna a chiedere al Comune di Monza di rivedere il progetto e salvaguardare i 25 mila metri quadrati di vegetazione

Studentato nell’ex caserma IV Novembre, il nodo del verde di via Grigna: «Ci sono alternative»

Torna ad accendersi a Monza la discussione sul futuro del bosco spontaneo cresciuto nell’area dell’ex caserma IV Novembre, in via Grigna. Il Coordinamento dei comitati e delle associazioni cittadine torna a rivolgersi al sindaco Paolo Pilotto e all’Amministrazione comunale chiedendo di fermare il progetto che prevede il taglio dei circa 25 mila metri quadrati di vegetazione per fare spazio a un nuovo studentato universitario.

L’appello al Comune

Il nodo della protesta è la variante al Piano di governo del territorio (Pgt) adottata dalla maggioranza consiliare nel febbraio 2025, che consente di procedere con la trasformazione dell’area. Il Coordinamento contesta la scelta e torna a chiedere che il progetto venga ripensato, individuando altre aree pubbliche dismesse dove realizzare lo studentato, come l’ex Fossati Lamperti o l’ex ospedale Umberto I di via Solferino.

Una posizione che gli ambientalisti sostengono da tempo, anche attraverso una petizione che aveva raccolto oltre 24 mila firme per chiedere di salvaguardare il grande spazio verde.

«Un bosco vero e proprio»

Il Coordinamento respinge anche la definizione dell’area come semplice vegetazione spontanea di scarso pregio. Secondo quanto riferito dagli ambientalisti dopo il sopralluogo di un esperto forestale, si tratterebbe di un bosco misto ben strutturato, con una copertura delle chiome molto elevata e una presenza articolata di specie arboree, arbustive ed erbacee. Tra le essenze individuate vengono citati pioppi, olmi, platani, bagolari, robinie, sambuchi e altre specie. In alcune zone, inoltre, sarebbero presenti alberi adulti capaci di raggiungere i 20 metri di altezza.

Per il Coordinamento, dunque, quell’area rappresenta un patrimonio ambientale da tutelare per i benefici legati alla qualità dell’aria, alla biodiversità e alla capacità del terreno di assorbire le acque meteoriche.

La posizione del Comune

Sul fronte opposto, l’Amministrazione ha sottolineato in passato come la vegetazione presente nell’area non rappresenti un bosco di particolare pregio naturalistico. L’assessore Marco Lamperti aveva evidenziato la presenza significativa di specie infestanti, tra cui la robinia, e la necessità di intervenire per evitare che queste finiscano per soffocare le essenze autoctone.

Il progetto prevede la realizzazione di uno studentato destinato ad accogliere circa 500 studenti, in un’area strategica anche per la futura presenza del capolinea della linea M5 della metropolitana. La scelta dell’Amministrazione è stata accompagnata dalla previsione di compensazioni ambientali per il verde che verrà sacrificato, come previsto dalla normativa regionale.

«Lo studentato si può fare altrove»

Il Coordinamento, però, non mette in discussione la necessità di realizzare nuovi spazi per gli universitari. La richiesta è piuttosto quella di cambiare localizzazione, salvando il verde già presente in via Grigna e utilizzando una delle numerose aree pubbliche dismesse disponibili in città.

Una contrapposizione che riporta al centro il tema del consumo di suolo e delle scelte urbanistiche di Monza: da una parte la necessità di creare nuovi servizi per una città universitaria e di riqualificare aree oggi inutilizzate, dall’altra la richiesta di non sacrificare un’area verde spontanea che, dopo decenni di abbandono dell’ex caserma, è diventata parte del paesaggio urbano.