Tra i campi agricoli incastonati a nord di via Pertini, a Villasanta, nell’area compresa tra la provinciale SP45 e i binari della linea ferroviaria Milano-Lecco, le ruspe e i tecnici non si fermano neanche in pieno agosto. L’apparizione dei cartelli ufficiali che segnalano l’avvio delle operazioni propedeutiche di bonifica bellica precauzionale, passaggio obbligato per escludere con certezza la presenza di ordigni inesplosi prima dell’apertura del cantiere vero e proprio, ha trasformato i sospetti dei cittadini in una realtà imminente. L’iter per la realizzazione del maxi-impianto fotovoltaico da 5,3 Megawatt è ormai entrato a pieno regime, riaccendendo un dibattito politico e sociale che già a fine luglio aveva infiammato l’aula del Consiglio comunale.
La presa di posizione dell’Esecutivo Galli
Sulla vicenda, infatti, la Giunta guidata dal sindaco Lorenzo Galli si era già trovata a dover rispondere formalmente in Assise proprio a un’interrogazione presentata dal gruppo consiliare «Io Scelgo Villasanta». In quell’occasione l’Esecutivo aveva ricostruito i contorni della vicenda, ribadendo di non disporre di alcun margine di manovra o leva giuridica per opporsi a un’opera autorizzata tramite Procedura Abilitativa Semplificata. L’impossibilità di bloccare i pannelli in un’area agricola nasce dal quadro normativo statale e regionale sulla transizione ecologica, che considera idonee le aree libere situate entro 500 metri da distretti industriali, scavalcando di fatto le previsioni del Piano di Governo del Territorio (Pgt) comunale. Una spiegazione tecnica che l’Amministrazione ha poi ribadito anche alla cittadinanza per chiarire la natura dei lavori in corso, spiegando al contempo di aver preferito aprire un canale di dialogo con il privato per ottenere, in via negoziale, opere di compensazione pubblica straordinarie sulla scia di quanto fatto in passato per l’impianto del gruppo Rovagnati.
Le rassicurazioni fornite in Consiglio, tuttavia, non sono bastate a placare i timori di chi quell’impianto se lo troverà a ridosso delle finestre. A farsi ufficialmente portavoce del malumore del quartiere sono oggi gli abitanti dei condomini di via Colleoni e via Fieramosca, le cui abitazioni affacciano ad appena 100-200 metri dal perimetro del futuro parco solare.
I residenti scrivono a “Io Scelgo”
In una dettagliata lettera dei giorni scorsi indirizzata proprio ai consiglieri di «Io Scelgo Villasanta», i residenti mettono nero su bianco un’articolata serie di preoccupazioni per l’impatto che l’infrastruttura produrrà sulla loro quotidianità: dall’inevitabile alterazione del paesaggio rurale al disturbo acustico continuo generato dalle ventole di raffreddamento degli inverter, fino al temuto deprezzamento del valore immobiliare delle loro case.
La presa di posizione dei cittadini si distingue per la totale assenza di pregiudizi ideologici verso le fonti rinnovabili, delle quali riconoscono l’importanza. Tuttavia, la richiesta rivolta alla politica e in particolare alla lista d’opposizione è perentoria: dal momento che il Comune sta trattando con la proprietà per le compensazioni ambientali e territoriali, tali interventi devono soddisfare in primis le esigenze di chi subirà l’impatto diretto dell’opera.

Per dare concreto peso politico a queste istanze, la mobilitazione entrerà nel vivo al rientro dalle ferie estive con l’avvio di una raccolta firme tra via Colleoni e via Fieramosca. Il pacchetto di interventi richiesto al privato, dai cittadini, e da vincolare negli accordi si articola su quattro precise garanzie tecniche. In primis la barriera verde a tre strati: La piantumazione di una corposa fascia alberata lungo il perimetro con alberi ad alto fusto (carpini e aceri) per mascherare la vista dai piani alti, essenze sempreverdi (lecci e allori) per garantire la barriera visiva e acustica anche in inverno, e arbusti bassi lungo la recinzione. I residenti chiedono anche garanzie e manutenzione a lungo termine: L’obbligo di mettere a dimora piante già sviluppate (altezza minima 2,5-3 metri) e di porre a carico economico del costruttore l’irrigazione, la cura e la sostituzione delle essenze secche per almeno 5-10 anni.
«Vetri opachi e trattamenti antiriflesso»
I residenti chiedono anche l’installazione di moduli fotovoltaici dotati di vetri opachi e trattamenti antiriflesso per scongiurare bagliori diretti verso le finestre delle abitazioni. Particolare attenzione è stata data alla configurazione agrivoltaica sollevata. Facendo leva sulla recente sentenza n. 127/2026 della Corte Costituzionale, la richiesta parte dal presupposto che i pannelli vengano sollevati da terra per consentire la continuità delle attività agricole e pastorali, preservando la biodiversità del suolo. La vicenda si preannuncia come uno dei temi più infuocati della ripresa autunnale.
Se la Giunta ha rivendicato di voler incassare compensazioni a beneficio dell’intera comunità, il pressing dei residenti di via Colleoni e via Fieramosca punta a blindare le trattative, imponendo che la mitigazione dell’impatto sul loro quartiere diventi la condizione prioritaria e irrinunciabile di qualsiasi accordo.