Fuori dallo stadio

Un 33enne di Monza, ubriaco, sperona con un furgone i carabinieri di Bergamo e rischia il linciaggio

I fatti sono avvenuti al termine della partita tra Atalanta e Bologna. Alla giudice ha detto: «Non volevo fare male a nessuno». È stato anche picchiato da alcuni tifosi

Un 33enne di Monza, ubriaco, sperona con un furgone i carabinieri di Bergamo e rischia il linciaggio

Un furgone rubato lanciato a tutta velocità, lo schianto contro l’auto dei carabinieri e una fuga tra i tifosi appena usciti dallo stadio. È stata una serata di paura quella di ieri (lunedì 31 agosto) a Bergamo, al termine della partita Atalanta-Bologna. Al centro della vicenda c’è un 33enne di Monza, arrestato dopo l’inseguimento e finito davanti al giudice per direttissima.

La fuga dopo la partita

Come riporta PrimaBergamo, tutto è accaduto pochi minuti prima della fine della partita. I carabinieri, impegnati nei servizi di ordine pubblico per l’incontro, stavano transitando in zona quando hanno notato un furgone fermo in una posizione sospetta. Poco dopo hanno sentito un forte rumore metallico e visto il mezzo allontanarsi rapidamente.

A terra c’era uno scooter, insieme a una rampa utilizzata per caricare i mezzi sui rimorchi. Secondo la ricostruzione degli investigatori, il furgone sarebbe stato utilizzato per tentare di rubare la moto. I militari hanno quindi seguito le tracce del mezzo, riuscendo a intercettarlo in viale Giulio Cesare, proprio al fianco della New Balance Arena.

Lo schianto davanti alla Curva Nord

A quel punto la situazione è precipitata. Il furgone si è trovato davanti un cantiere che ne impediva la fuga e ha iniziato a fare retromarcia tra le persone presenti in strada e in uscita dallo stadio. Durante la manovra ha anche abbattuto alcune moto e danneggiato un’auto parcheggiata.

Poi il mezzo ha ripreso la corsa dirigendosi verso la pattuglia dei carabinieri. I militari hanno acceso lampeggianti e abbaglianti, ma l’impatto è stato inevitabile: il furgone si è schiantato frontalmente contro la vettura dell’Arma, facendo esplodere gli airbag.

Paura tra i tifosi e due carabinieri feriti

Lo schianto è avvenuto proprio mentre i tifosi stavano uscendo dalla New Balance Arena dopo il successo dell’Atalanta sul Bologna. Per alcuni istanti, tra il rumore dell’impatto e il furgone che si muoveva in mezzo alla folla, qualcuno ha persino temuto che potesse trattarsi di un attentato.

Il 33enne è quindi sceso dal mezzo e ha tentato di allontanarsi a piedi. A indirizzare i carabinieri nella sua ricerca sono stati anche alcuni tifosi presenti in zona. I militari sono riusciti a raggiungerlo e ad arrestarlo, portandolo subito via per evitare che la situazione degenerasse ulteriormente.

Nello scontro sono rimasti feriti anche due militari della stazione dei carabinieri di Bergamo Alta: il vicecomandante è stato dimesso con una prognosi di dieci giorni, mentre un appuntato ha riportato cinque giorni di prognosi. L’auto di servizio, invece, è rimasta gravemente danneggiata, lasciando la stazione senza l’unica vettura a disposizione.

«Ero ubriaco, non volevo fare male a nessuno»

Davanti alla giudice, il 33enne ha respinto l’accusa di aver voluto speronare volontariamente la pattuglia. Ha raccontato di essere stato a Bergamo con alcuni amici per bere e «fare casino» e di aver assunto cocaina nel pomeriggio. «Non volevo andare addosso alla macchina dei carabinieri e non volevo creare danni a nessuno», ha spiegato.

L’uomo ha anche raccontato di essere stato inseguito e picchiato da alcuni tifosi dopo essere scappato dal furgone, mostrando in aula i segni riportati al volto.

Arresto convalidato: obbligo di firma

Il 33enne, che ha precedenti penali e non è in possesso della patente, è stato arrestato per fuga pericolosa, reato introdotto dal Codice della strada che prevede pene da sei mesi a cinque anni. La polizia stradale procede inoltre per le ipotesi di lesioni e ricettazione.

La Procura aveva chiesto gli arresti domiciliari, ma la giudice ha scelto una misura meno restrittiva: per il 33enne è stato disposto l’obbligo di firma quotidiano. Una decisione motivata anche dalla gravità dei fatti e dal pericolo creato durante quella fuga in mezzo ai tifosi.