Allarme cremlino

Sticker pro-Russia su un palo di via Matteotti. Per i Radicali è «propaganda del Cremlino»

La denuncia del lissonese Leonardo Stucchi che ha rimosso l’adesivo in via Matteotti

Sticker pro-Russia su un palo di via Matteotti. Per i Radicali è «propaganda del Cremlino»

Sfondo bianco, scritta in rosso: «La Russia non è mio nemico». Un adesivo comparso nei giorni scorsi su un palo di via Matteotti a Lissone. Ha avuto vita breve perché a stretto giro staccato da Leonardo Stucchi, coordinatore locale di Radicali Italiani, membro della Giunta nazionale del partito e del Direttivo di +Europa Monza.

Propaganda russa in città?

Stucchi ne ha poi dato notizia sul profilo Instagram dei Radicali Lombardia, scatenando un acceso dibattito. «Non solo uno sticker – ha sottolineato il lissonese – ma la prova di come la propaganda del Cremlino abbia infettato la nostra società. Serve ora una strategia per difendersi dalla guerra ibrida di Mosca».

Guerra ibrida: tema attualissimo

Temi attualissimi quello della guerra ibrida da una parte, della propaganda russa in Italia dall’altra. Con il recente rinvenimento di tre droni carichi di esplosivi all’aeroporto di Lipsia nei pressi di aerei cargo Antonov diretti all’Ucraina, imputati dalla Germania al Cremlino e la definizione di «cavallo di Troia della Russia in Italia» affibbiata dal quotidiano britannico Financial Times al fondatore di Futuro nazionale Roberto Vannacci.